In uno scenario globale caratterizzato da incendi sempre più diffusi in ogni angolo del mondo che portano alla distruzione di estese superfici coperte da boschi e foreste, dall’Amazzonia, la più grande foresta pluviale tropicale del Pianeta, arriva una notizia incoraggiante. Tra agosto 2025 e luglio 2026, le aree interessate da deforestazione, infatti, sono diminuite di oltre il 36%, secondo i rilevamenti del sistema satellitare Deter. Nel dettaglio, i nuovi allarmi di deforestazione in Amazzonia riguardano 2.874 chilometri quadrati, contro i 4.495 registrati nei 12 mesi precedenti. Si tratta del valore più basso registrato dall’inizio delle rilevazioni del sistema avviate nel 2016 e inferiore di oltre il 55% rispetto alla media dell’ultimo decennio.
Le politiche anti-deforestazione del Brasile
Il risultato raggiunto giunge a seguito del rafforzamento delle politiche di contrasto alla deforestazione intraprese dal governo brasiliano dopo l’insediamento del Presidente Lula nel 2023. Negli ultimi anni il governo ha intensificato le azioni di controllo del territorio e gli interventi contro il disboscamento illegale anche tramite l’utilizzo di sistemi di monitoraggio satellitare. Inoltre, sono state intraprese iniziative di tutela dei territori indigeni e una maggiore collaborazione con i comuni delle aree maggiormente esposte al disboscamento. L’obiettivo dichiarato dal Presidente Luna è ambizioso: azzerare la deforestazione illegale entro il 2030.
Un risultato importante, ma con dei limiti
Prima di giungere a conclusioni eccessivamente positive, bisogna sottolineare che il sistema di rilevazione Deter non misura la deforestazione annuale definitiva, ma produce un alert a partire da immagini satellitari, così da permettere alle istituzioni di intervenire tempestivamente. Il dato, quindi, rappresenta soprattutto un indicatore della tendenza del fenomeno, mentre la misurazione reale della deforestazione annuale viene effettuata mediante il sistema Prodes caratterizzato da una metodologia differente e da una maggiore precisione. Tuttavia, il calo registrato resta significativo e testimonia come il monitoraggio tecnologico e le politiche pubbliche possano produrre effetti concreti per la tutela di uno degli ecosistemi più importanti della Terra, la cui deforestazione incontrollata rappresenta un’importante fonte di emissione di gas a effetto serra.
L’Amazzonia è ancora a rischio
Degrado forestale, incendi, siccità, distruzione degli habitat, sono fattori che influiscono pesantemente sulla capacità della foresta amazzonica di immagazzinare carbonio e preservare la biodiversità. Ad esempio, la devastante siccità che ha colpito l’area tra il 2023 e il 2024 ha dimostrato quanto la foresta sia vulnerabile e soggetta al rischio di eventi estremi come gli incendi devastanti. Anche per questo la rilevazione del 36% in meno degli alert sulla deforestazione è una notizia positiva, ma non un punto d’arrivo. La sfida è trasformare questo indicatore in una tendenza strutturale, in modo da tutelare la superficie forestale, oltre a sostenere l’integrità e la resilienza dell’ecosistema.
