La top 40 delle città più sostenibili 

Helsinki si conferma al primo posto anche nel 2026. Tra le italiane solo Milano in graduatoria al 26° posto
29 Settembre 2026
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Cattedrale Helsinki Storyblocks
La cattedrale di Helsinki (Storyblocks)

La sostenibilità delle destinazioni turistiche sta cambiando natura: dalle dichiarazioni di principio alla capacità di dimostrare i risultati. È questa la chiave di lettura principale che emerge dall’edizione 2026 del Global Destination Sustainability Index, GDS-Index, l’indice internazionale che misura le performance delle destinazioni attraverso quattro dimensioni: ambiente, progresso sociale, gestione del turismo, filiera locale. Sul podio, ancora una volta, si trovano le città del Nord Europa. Helsinki, capitale della Finlandia, conferma il primo posto del 2025 con un indice complessivo pari a 93 su un massimo di 100, seguita da Goteborg, Svezia, con 91 e da Copenaghen, sul terzo gradino del podio con 90. Ma dietro i numeri della graduatoria c’è un segnale interessante: il livello medio ha raggiunto quest’anno 74,27 su 100, il dato più elevato dall’avvio delle rilevazioni dell’Indice nel 2016. Inoltre, l’89% delle città valutate ha migliorato le proprie performance nell’ultimo anno.  

La sostenibilità non si promette, si misura

Non si tratta soltanto di una sorta di gara a chi è più green, ma la fotografia di un settore che sta trasformando progressivamente la sostenibilità da elemento reputazionale a parametro di competitività, governance e resilienza. Helsinki, in particolare, raggiunge il vertice grazie alla solidità della filiera locale e alla gestione delle diverse componenti del turismo. Goteborg si distingue per un’ideale combinazione tra performance turistiche e ambientali, mentre Copenaghen sta invece puntando su un modello nel quale il turismo deve produrre valore anche per chi vive la città. Dunque, tre approcci differenti che vanno nella stessa direzione: la destinazione sostenibile è quella che riesce a creare più valore distribuendo meglio tra ambiente, economia e comunità locale.  

Milano unica italiana in classifica. La sostenibilità della filiera resta il punto critico 

Nella top 40 del GDS-Index 2026, Milano è l’unica città italiana presente collocandosi al 26° posto con un punteggio di 80,71 su 100. Il dato è costruito su quattro dimensioni che riportano una metropoli con punti di forza e aree ancora da consolidare. L’area più forte è il progresso sociale dove Milano raggiunge un punteggio di 84, seguita dalla gestione e promozione del turismo con 83, quindi le performance ambientali che ottengono 80, mentre la sostenibilità della filiera locali con 76 rappresenta un punto debole. Il profilo che emerge dall’Index è quello di una città che prova a tenere insieme attrattività globale e dimensione urbana, inserendo nella propria strategia ambiti come salute pubblica, inclusione digitale, mobilità, servizi sociali e prosperità economica. Sul fronte ambientale il percorso passa necessariamente dalla transizione della mobilità al potenziamento del trasporto pubblico. Ma rimane il punto critico della sostenibilità ambientale della filiera, evidenziando che una prossima fase della transizione non debba essere soltanto infrastrutturale ma riguardare l’intero ecosistema economico del turismo.  

Prossima sfida: trasformare i dati in impatto 

La sostenibilità delle destinazioni sta diventando un problema di sistema. Non contano più solo gli obiettivi fissati nei piani strategici, ma la capacità di tradurli in elementi concreti: trasporti più efficienti, edifici e strutture certificate, filiere locali più solide, accessibilità, inclusione, gestione dei flussi turistici, qualità della vita dei residenti. Il turismo, di fatto, è entrato in una fase nella quale il successo di una destinazione non può essere slegato dall’impatto che produce sul territorio. In questo scenario anche l’intelligenza artificiale può avere un ruolo centrale come infrastruttura della sostenibilità, mettendo a disposizione una serie di strumenti strategici basati sulla enorme disponibilità di dati: dall’analisi dei flussi alla previsione della domanda, dall’efficientamento ella gestione energetica all’ottimizzazione dei trasporti. In definitiva, il messaggio del GDS-Index 2026 non è tanto conquistare un posto d’onore nella graduatoria delle destinazioni più sostenibili, ma dimostrare nei fatti che la sostenibilità è diventata parte integrante del modo in cui una città funziona, cresce e decide il proprio futuro.  

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