Il 1° settembre 2026, Cerebras Systems e Compute Nordic Finland hanno annunciato la realizzazione a Mikkeli, nella regione finlandese di South Savo, di un data center per l’intelligenza artificiale con una potenza It contrattata di 165 megawatt.
Ciò che distingue questo progetto da molte altre infrastrutture di calcolo non è tanto la dimensione, ma la sua progettazione: fin dall’origine, il nuovo data center finlandese è stato predisposto per il recupero del calore di scarto, che verrà immesso nella rete di teleriscaldamento locale.
È uno dei più grandi progetti europei di infrastruttura Ai con riuso termico integrato annunciati finora, e si inserisce in un Paese che sta trasformando progressivamente i propri data center in nodi digitali-termici, capaci cioè di generare potenza di calcolo e di riscaldamento allo stesso tempo.
Chi, dove, quanto: i numeri del progetto
L’operazione coinvolge due soggetti distinti: Cerebras Systems, azienda statunitense specializzata in chip e sistemi per l’intelligenza artificiale che utilizzerà la capacità di calcolo del sito e Compute Nordic Finland, il partner locale che sviluppa e gestisce l’infrastruttura fisica del data center, situato nella città di Mikkeli, nella regione del South Savo, nella Finlandia meridionale.
In base a quanto stipulato nel contratto, la potenza It raggiungerà complessivamente i 165 Mw, ma non tutta insieme. Il progetto, infatti, procede per fasi, con 50 Mw già in fase di costruzione, un successivo step a 80 Mw e infine il completamento a 165 Mw.
Sul piano economico, lo studio realizzato da Ramboll nel settembre 2025 stima un investimento complessivo compreso tra 1 e 1,7 miliardi di euro. La stessa analisi indica una ricaduta occupazionale di 80-250 posti di lavoro permanenti diretti, a cui si aggiunge l’indotto generato nella fase di costruzione.
Sul fronte della finanza pubblica locale, lo studio stima un gettito fiscale annuo compreso tra 0,8 e 2,5 milioni di euro derivante dall’imposta sugli immobili. È importante sottolineare che queste cifre restano stime di uno studio di settore commissionato in fase di valutazione del progetto, e non dati ufficiali validati dal governo finlandese.
Come funziona il recupero del calore
Il meccanismo tecnico alla base del progetto Mikkeli segue una logica ormai consolidata nei data center di nuova generazione ad alta densità. I server dedicati all’intelligenza artificiale generano calore in modo costante, 24 ore su 24, sette giorni su sette, come sottoprodotto inevitabile dell’attività di calcolo intensivo. Per gestire questo calore, il sito adotta un sistema di raffreddamento a ciclo chiuso (closed-loop), che ricircola continuamente la stessa acqua all’interno dell’impianto invece di prelevarne di nuova dalla rete idrica municipale in modo continuativo, riducendo così il consumo netto di risorsa idrica rispetto ai sistemi di raffreddamento tradizionali a perdita.
L’infrastruttura, inoltre, è progettata per catturare il calore di scarto generato dai server e renderlo disponibile alla rete di teleriscaldamento locale. Il passaggio chiave di questo processo è affidato a pompe di calore industriali, che elevano la temperatura del calore recuperato — inizialmente troppo bassa per essere utile alla rete cittadina — fino al livello richiesto dal sistema di teleriscaldamento,permettendone così l’immissione e l’utilizzo per riscaldare edifici residenziali e commerciali della zona.
Al momento, né Cerebras né Compute Nordic hanno comunicato una percentuale precisa di fabbisogno termico cittadino che il sito di Mikkeli coprirà, né una data certa di avvio operativo del recupero di calore verso la rete locale.
Il confronto con casi analoghi (inclusa Rozzano)
Per vedere cose del genere, non serve andare lontano. Nel quartiere Aler di Rozzano, cinquemila case utilizzano un sistema di teleriscaldamento che sfrutta il calore di scarto prodotto dal data center del gruppo Tim, esteso su 90mila metri quadrati, situato nel comune. Si stima che questo sistema eviti l’emissione di circa 3.500 tonnellate di CO₂, un beneficio ambientale che equivale al contributo di circa 17.500 alberi piantati.
Per approfondire: Riscaldare gli appartamenti con i server, l’iniziativa sostenibile a Rozzano
Altri progetti finlandesi
Per comprendere la scala del progetto di Mikkeli, è utile inquadrarlo nel contesto di altre iniziative già avviate in Finlandia, senza tuttavia sovrapporre le rispettive cifre.
A Kajaani, il supercomputer Lumi fornisce già circa un quinto del calore utilizzato dalla rete di teleriscaldamento cittadina. Con l’entrata in funzione del nuovo data center Lumi Ai Factory, prevista per la seconda metà del 2027, e l’impianto a pompe di calore da oltre 30 Mw realizzato da Caverion per Loiste Lämpö — comunicato il 12 maggio 2026 — il calore recuperato dai data center dovrebbe arrivare a coprire oltre l’80% del fabbisogno annuale di teleriscaldamento della regione.
Nell’area di Espoo-Kauniainen-Kirkkonummi, due data center Microsoft alimenteranno un impianto di pompe di calore gestito da Fortum. A pieno regime, secondo quanto comunicato da Fortum a maggio 2026, il calore recuperato dovrebbe coprire circa il 40% della domanda annuale di teleriscaldamento, pari a 2 TWh, per una platea di circa 250.000 utenti.
Ad Hamina, il data center di Google recupera calore per coprire una quota stimata intorno all’80% della domanda locale di teleriscaldamento, secondo le stime forinte da Nordic Bridge.
Perché la Finlandia
La scelta della Finlandia come sede per infrastrutture di calcolo ad alta intensità energetica non è casuale, ma risponde a una combinazione di fattori strutturali.
Il primo è il mix elettrico nazionale a basse emissioni, composto da nucleare, idroelettrico, eolico e biomassa, che permette di alimentare data center energivori con un’impronta di carbonio contenuta rispetto ad altri contesti europei.
Il secondo fattore è climatico: le temperature rigide per gran parte dell’anno facilitano tecniche di raffreddamento passivo (il cosiddetto “free cooling”), migliorando l’efficienza complessiva dei sistemi di raffreddamento e, di conseguenza, anche l’efficacia del recupero termico verso le reti cittadine.
Il terzo elemento è infrastrutturale: la Finlandia dispone di reti di teleriscaldamento mature e ampiamente diffuse sul territorio, un prerequisito indispensabile per rendere concretamente utilizzabile il calore recuperato dai data center.
A questo si aggiunge un quadro normativo e una pianificazione urbana che favoriscono l’integrazione tra infrastrutture digitali ed energetiche.
Nel contesto europeo
Il progetto di Mikkeli si inserisce in una strategia di espansione più ampia da parte di Cerebras in Europa. A luglio 2026, l’azienda aveva indicato l’obiettivo di raggiungere una capacità complessiva di 200 Mw nel Vecchio Continente entro la fine del 2027, distribuita tra siti in Francia e nei Paesi nordici. Una parte di questa capacità sarà destinata a carichi di lavoro per conto di OpenAi. Il sito finlandese di Mikkeli, con i suoi 165 Mw, rappresenta da solo la quota maggioritaria di quel target.
Anche altri operatori stanno sviluppando progetti analoghi, come quello di Magnora a Hämeenlinna, da 120 MW, annunciato a gennaio 2026.
Limiti del progetto
I contorni green del progetto sono ancora da definire. Oltre ai dati sul calore recuperato e sulle tempistiche, mancano informazioni pubbliche sugli indicatori tecnici di efficienza come il Pue (Power Usage Effectiveness) e il Wue (Water Usage Effectiveness), che permetterebbero di valutare con maggiore precisione le prestazioni ambientali del sito.
Va inoltre considerato il consumo elettrico dell’impianto: 165 MW di carico It equivalgono, in termini di domanda continuativa, a una centrale elettrica di media dimensione sempre in funzione. Questo pone interrogativi sull’impatto che una simile struttura può avere sul sistema elettrico locale e nazionale, soprattutto in fasi di picco della domanda. Per quanto rappresenti un miglioramento sostanziale del bilancio ambientale rispetto a un data center tradizionale, il riutilizzo termico non elimina il consumo elettrico primario dell’infrastruttura, né l’impronta ambientale legata alla sua costruzione e alla produzione dell’hardware.
Un altro aspetto da mettere sulla bilancia sarà la capacità del sistema energetico finlandese di bilanciare la crescente domanda elettrica dei data center con gli altri usi energetici, in un continente che procede verso una più ampia elettrificazione dei consumi.
