Dal 1° ottobre la luce costa di più per circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora in Maggior Tutela. Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha fissato per il quarto trimestre 2026 un prezzo di riferimento di 43,43 centesimi per kilowattora, tasse incluse, con un aumento del 37,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
La portata dell’aumento si vede subito sui conti. Secondo le stime di Altroconsumo, una famiglia di tre persone con consumi annui intorno ai 2.000 kWh può passare da circa 173 a 237 euro nel trimestre: 64 euro in più. Per una coppia l’incremento stimato è di circa 31 euro, mentre per una famiglia di quattro persone con consumi intorno ai 3.000 kWh annui può avvicinarsi ai 100 euro nell’arco dei tre mesi.
Arera attribuisce il rincaro soprattutto all’aumento dei costi di acquisto dell’elettricità: pesano sia le attese di prezzi all’ingrosso più elevati nel quarto trimestre sia valori del terzo trimestre superiori a quelli stimati a giugno. Il gas continua ad avere un ruolo rilevante nella formazione del prezzo dell’elettricità e resta esposto alle tensioni geopolitiche internazionali.
Su base annua, però, l’aumento è molto più contenuto del 37,3%. Per il cliente vulnerabile tipo in Maggior Tutela, Arera stima una spesa di 665,38 euro nel 2026, contro 608,72 euro nel 2025: +9,3%. Il 37,3% misura, infatti, la variazione tra il quarto e il terzo trimestre. A settembre, le stime sulla spesa energetica delle famiglie indicavano già un finale d’anno più pesante, tra bollette e carburanti in aumento.
Come leggere la bolletta per capire dove aumenta la spesa
Il primo numero da guardare non è il totale da pagare, ma il consumo annuo. Per l’elettricità è espresso in kWh e consente di capire se una bolletta più alta dipende semplicemente da un maggiore utilizzo di energia oppure da un aumento del prezzo applicato.
Dal luglio 2025 Arera ha introdotto un nuovo formato della bolletta con un frontespizio standardizzato, lo Scontrino dell’energia e il Box dell’offerta. L’obiettivo è rendere più leggibile la relazione tra quantità consumate, prezzo e condizioni contrattuali.
Lo Scontrino dell’energia mostra quanto è stato consumato e a quale prezzo. È qui che si può verificare se l’aumento deriva dai kWh utilizzati, dal costo della componente energia o da entrambe le cose. Nel Box dell’offerta si trovano invece le informazioni sul contratto: nome dell’offerta, prezzo applicato, durata delle condizioni economiche, eventuale distinzione tra tariffa monoraria e fasce orarie e formula utilizzata per calcolare la componente energia.
Un’altra voce da controllare è la quota fissa, che viene pagata indipendentemente dai consumi. Per chi utilizza poca energia può avere un peso maggiore sulla spesa complessiva rispetto a una famiglia con consumi elevati. Conta anche la potenza impegnata del contatore, generalmente pari a 3 kW nelle abitazioni. Una parte della bolletta dipende infatti dalla potenza contrattuale, non soltanto dall’energia effettivamente consumata.
La bolletta comprende poi componenti che non dipendono direttamente dal contratto scelto: trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema e imposte. Per il quarto trimestre 2026, sul prezzo di riferimento di 43,43 centesimi per kWh della Maggior Tutela, Arera indica 27,64 centesimi per l’approvvigionamento dell’energia, 2,11 centesimi per la commercializzazione, 6,18 centesimi per trasporto e contatore, 3,32 centesimi per gli oneri di sistema e 4,18 centesimi per le imposte.
Consumi, prezzo e ricalcoli
Una bolletta più alta rispetto alla precedente può avere cause diverse. La prima è il consumo: più kWh utilizzati significano naturalmente una spesa maggiore. Il confronto corretto va quindi fatto tra periodi simili, evitando ad esempio di mettere sullo stesso piano un mese estivo e uno invernale.
La seconda variabile è il prezzo applicato. Nei contratti a prezzo variabile può cambiare nel tempo in base all’indice previsto; nei contratti a prezzo fisso resta invece invariato per il periodo stabilito dalle condizioni economiche.
Poi ci sono i ricalcoli, che possono modificare una fattura quando vengono sostituiti consumi stimati con consumi effettivi o quando è necessario correggere importi precedenti.
Per capire cosa è successo basta quindi incrociare pochi dati: consumo del periodo, prezzo unitario, quota fissa, eventuali ricalcoli e durata delle condizioni economiche. È anche utile confrontare il consumo annuo attuale con quello dei dodici mesi precedenti. Se i kWh restano sostanzialmente gli stessi ma la spesa cresce, il problema non è nei consumi ma nel prezzo o nelle condizioni applicate.
Chi resta in Maggior Tutela e quali tutele sono previste
Il +37,3% riguarda i clienti vulnerabili che hanno scelto di restare nella Maggior Tutela. Rientrano in questa categoria gli over 75, chi ha diritto al bonus sociale per disagio economico, le persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104, chi utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita o vive con una persona che ne necessita, chi si trova in una struttura abitativa di emergenza dopo una calamità e chi ha un’utenza in un’isola minore non interconnessa.
Per le famiglie con redditi più bassi resta il bonus sociale elettrico. Dal 1° gennaio 2026 la soglia Isee ordinaria è pari a 9.796 euro, mentre sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. Per un nucleo di una o due persone, nel 2026 il bonus elettrico vale 146 euro l’anno, distribuiti direttamente nelle bollette del periodo in cui si ha diritto all’agevolazione.
