Regno Unito, ok alle banane che non anneriscono (e non sono Ogm): sprechi ridotti del 25%

Tropic ha utilizzato la tecnica Crispr, che rallenta l’annerimento senza introdurre nuovi geni
30 Settembre 2026
3 minuti di lettura
Banane non anneriscono tropic canva

Il Segretario per l’Ambiente del Regno Unito ha approvato l’avviso di commercializzazione per le banane che non anneriscono. Questa particolare varietà geneticamente modificata (ma non classificata come Ogm) entra ora nella fase finale di autorizzazione da parte della Food Standards Agency (Fsa) prima di approdare sugli scaffali dei supermercati britannici.

Si tratta di un traguardo storico per la startup britannica Tropic che è riuscita a ottenere una banana che non annerisce per qualche giorno, anche se tagliata e messa in una macedonia da asporto. Insomma, chi non ha voglia di portarsi la “schiscetta” da casa potrebbe trovare anche le banane in uno dei mix frutta venduti nei supermercati per la pausa pranzo.

Sprechi ridotti di oltre il 25%

Secondo i dati diffusi dall’azienda, la maggiore durata del frutto permetterà di abbattere gli sprechi alimentari e le emissioni di CO₂ lungo la filiera di oltre il 25%. Uno studio del governo britannico ha rilevato che ogni giorno vengono buttate via 1,4 milioni di banane ancora commestibili, spesso dai supermercati.

In attesa che questa varietà sia disponibile ovunque, si può rallentare l’annerimento delle banane con semplici accorgimenti che limitano la diffusione dell’etilene (il gas naturale che accelera la maturazione):

  • Avvolgere il picciolo: separare le banane dal casco e avvolgere la parte del picciolo con della pellicola trasparente o dell’alluminio blocca la fuoriuscita di etilene;
  • Usare il succo di limone: per le banane tagliate a fette, basta spruzzarci sopra qualche goccia di succo di limone, di lime o di arancia. L’acido ascorbico funge da antiossidante naturale;
  • Tenerle separate da alcuni frutti: non conservare le banane vicino a mele, kiwi o pomodori, perché questi frutti rilasciano grandi quantità di etilene e ne accelerano la maturazione.

Perché non è classificato come Ogm

La tecnologia di editing genetico utilizzata da Tropic si chiama Crispr-Cas9 e riduce la polifenolossidasi, l’enzima che provoca annerimento delle banane.

L’approvazione di prodotti ottenuti con Crispr divide il panorama europeo, molto attento alla sicurezza alimentare rispetto al mondo anglosassone, perché elimina un gene della banana senza inserire Dna estraneo. Per questo, le banane che non anneriscono non sono classificate come Ogm. Il miglioramento genetico ottenuto in laboratorio è identico, nel risultato, a quello che si sarebbe potuto ottenere mediante un’ibridazione in campo.

Approvazione normativa in altri dieci Paesi

Quelli elencati sopra sono rimedi casalinghi, che non risolvono gli sprechi dei punti vendita. L’editing genetico di Tropic, invece, risolverebbe il problema alla base.

Per questo, oltre alla Gran Bretagna, l’azienda ha ottenuto l’approvazione delle autorità di regolamentazione in altri dieci Paesi, tra cui Giappone, Brasile e Filippine. In America Latina sono già state avviate delle colture per assecondare questi mercati.

Quando un’autorità governativa approva un alimento ottenuto con editing genetico (Crispr), sblocca tre attività fondamentali:

  • Via libera commerciale in alcuni Paesi: i distributori e le catene di supermercati possono inserire il frutto sugli scaffali. Diventa legale anche l’utilizzo della banana tagliata a fette all’interno di macedonie pronte, bar e ristoranti, senza il rischio di sanzioni sanitarie;
  • L’importazione e la logistica: consente alle navi cargo e ai distributori di far entrare il frutto attraverso le dogane del Paese. Le autorità doganali non considereranno più il prodotto come “biologicamente non autorizzato” o illegale;
  • La coltivazione locale (in alcuni casi): a seconda del tipo di approvazione, oltre alla vendita, viene concesso il permesso agli agricoltori locali di piantare e coltivare i caschi di questa varietà nel proprio territorio nazionale (come è già stato esplicitamente autorizzato in Brasile);
  • L’esenzione dalle regole rigide sugli Ogm: in molti di questi dieci Paesi, l’approvazione certifica che la tecnologia Crispr non deve sottostare alle severe restrizioni burocratiche riservate agli Ogm tradizionali, accelerando l’arrivo sulle tavole dei consumatori.

Cosa manca per vederle sulla tavola

Mentre in alcuni mercati come il Brasile l’approvazione normativa viene rilasciata da un unico ente centralizzato che sblocca contemporaneamente la coltivazione e la vendita, nel Regno Unito l’iter burocratico è diviso in fasi separate che ne congelano la commercializzazione.

Il recente via libera del Ministero dell’Ambiente britannico certifica esclusivamente che la pianta non rappresenta una minaccia per l’ecosistema o l’agricoltura locale, ma non è sufficiente per portare il frutto sulle tavole. Per l’effettivo sbarco nei supermercati e nei ristoranti manca infatti il tassello più importante, ovvero il verdetto definitivo sulla sicurezza alimentare da parte della Food Standards Agency.

Solo quando questa seconda autorità indipendente avrà escluso ogni rischio di tossicità o allergeni per i consumatori, le banane anti-annerimento potranno essere legalmente vendute, trasformate e somministrate al pubblico, ponendo fine a un periodo di attesa i cui tempi rimangono tuttora incerti.

Il quadro Ue sulle New Genomic Techniques (Ngt)

Il 17 giugno 2026 l’Ue ha approvato il regolamento sulle New Genomic Techniques (Ngt), dopo le proteste di molte associazioni, tra cui Slow Food, che parlavano di “nuovi Ogm”. Il nuovo sistema europeo non è ancora operativo: il regolamento deve essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale e la maggior parte delle sue disposizioni si applicherà dopo un periodo transitorio di 24 mesi. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore da metà 2028. È probabile che le banane prodotte da Tropic entrino nella categoria Ngt-1, cioè le tecniche di miglioramento genetico meno invasive, per cui è previsto un iter semplificato rispetto agli Ogm.

Nel Regno Unito le banane che non anneriscono non avranno bisogno di alcuna etichetta specifica. Questa decisione rappresenta una delle principali novità normative della legislazione alimentare britannica post-Brexit.

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