Bonus carburante Laurenzana: requisiti, redistribuzione e il modello Basilicata

Il comune lucano ha annunciato un bonus carburante basato sul principio di "equità territoriale"
2 Ottobre 2026
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Mano benzina canva

Il Comune di Laurenzana, in provincia di Potenza, ha annunciato un bonus carburante da 150.000 euro complessivi, destinato ai residenti con patente e differenziato in base al reddito. Il bonus è finanziato con risorse della legge regionale Basilicata n. 14/2021, attraverso il Fondo per la crescita dei Comuni confinanti con i giacimenti petroliferi. La misura ha una dotazione totale di 150.000 euro, la cui copertura finanziaria è già stata individuata e approvata.

Il sindaco Giuseppe Trivigno ha presentato l’intervento come una misura di equità territoriale, ed è proprio questo il punto che consente di andare oltre il singolo bonus locale.  “In una fase storica caratterizzata da forte incertezza e da rincari che colpiscono beni e servizi essenziali Laurenzana rafforza la propria vicinanza ai cittadini, utilizzando in modo responsabile gli strumenti messi a disposizione dalla normativa regionale e ponendo al centro le esigenze delle famiglie”, ha detto il primo cittadino.

Chi potrà richiedere il bonus carburante a Laurenzana: i requisiti

La platea annunciata è quella dei residenti a Laurenzana in possesso di patente di guida. Il Comune intende modulare il contributo per fascia di reddito, dando un sostegno maggiore a chi si trova in condizioni economiche più difficili. Le comunicazioni disponibili non fissano, però, una soglia di accesso né chiariscono se il riferimento sarà al reddito individuale, a quello familiare o all’Isee.

L’amministrazione comunale invita i cittadini a seguire il sito istituzionale e i propri canali social per restare aggiornati sulla procedura, non ancora attiva, e sulle tempistiche.

I precedenti della redistribuzione energetica in Basilicata

In passato i residenti lucani con i requisiti hanno ricevuto una carta caricata con somme da spendere per acquistare carburante.

La Carta Bonus Idrocarburi

Nel 2018 il Mase confermava l’esistenza di circa 350.000 carte bonus idrocarburi con importi residui non utilizzati e ne prorogava la spendibilità fino al 31 dicembre di quell’anno. Dal 2019 le carte sono state disattivate, ma la ratio alla base del meccanismo è utile per trovare nuovi spunti in questa fase caratterizzata dal prezzo record dell’energia e del carburante.

Secondo il ministero, le somme rimaste sulle vecchie carte dovevano tornare alla Regione per iniziative di sviluppo e di carattere sociale.

Il gas ai residenti: il contributo mensile della Regione

In passato, la Basilicata ha seguito anche un’altra strada, quella delle bollette. Le compensazioni ambientali negoziate con le concessionarie degli idrocarburi servono infatti ad alleggerire il costo del gas domestico. La legge regionale n. 28/2022 e il relativo disciplinare prevedono il Contributo Mensile Gas Regione Basilicata, legato alla componente energia della fornitura. La misura non va confusa con il bonus sociale gas nazionale, gestito con le regole Arera: per la Regione, il contributo è un modo per redistribuire ai cittadini che vivono nel territorio interessato parte dei benefici generati dall’estrazione.

Gas o carburante: due fonti, due discipline a confronto

Il confronto con Laurenzana ha un’idea in comune, la redistribuzione, ma due prospettive diverse. Il contributo regionale interviene sul gas domestico utilizzando risorse che derivano dalla negoziazione con le compagnie estrattive. Il Comune di Laurenza vuole invece finanziare il bonus carburante con il Fondo regionale per i Comuni confinanti con i giacimenti.

Cosa prevede il Fondo per la crescita dei Comuni confinanti

La legge regionale n. 14/2021 ha istituito il Fondo per la crescita dei Comuni confinanti con i giacimenti petroliferi. Si tratta di una forma di redistribuzione territoriale, che assegna risorse ai Comuni in base al loro rapporto con l’area estrattiva. La Regione ne ha approvato un primo piano biennale 2022-2023 per 17 Comuni.

Qui sta la domanda più importante. Il testo originario della legge indica piani per il miglioramento ambientale e l’efficientamento energetico, con priorità per gli edifici. Occorrerà verificare nell’atto comunale e negli eventuali aggiornamenti regionali quale disposizione permetta di finanziare un contributo per benzina e diesel.

La questione è anche di impostazione. Si può dare un aiuto immediato alle famiglie, oppure usare la quota territoriale dei proventi per investimenti durevoli. Sono impieghi diversi della ricchezza generata dal sottosuolo, con beneficiari e tempi differenti.

I modelli globali di redistribuzione delle risorse: i precedenti di Alaska e Ontario

Il principio della redistribuzione ha due precedenti internazionali:

  • Alaska, un dividendo ai residenti. Una parte dei proventi da petrolio e minerali alimenta l’Alaska Permanent Fund, che investe quelle entrate. I residenti che rispecchiano i requisiti ricevono un dividendo annuale, finanziato dai rendimenti e definito nel bilancio statale.
    Per il 2026 il Dipartimento delle entrate dell’Alaska indica 1.000 dollari di dividendo più 200
    dollari di sostegno energetico per ogni beneficiario idoneo;
  • Ontario, una quota alle comunità. La provincia canadese ha accordi di resource revenue sharing con le comunità delle Prime Nazioni vicine a operazioni forestali e minerarie. Per le miniere già operative alla firma la quota è il 40% di imposte minerarie e royalties, per quelle future il 45%. Come spiegato dal sito istituzionale, le comunità possono usare le somme per sviluppo economico, istruzione, salute, cultura e progetti comunitari.

Il Comune di Laurenza prova a muoversi così in un contesto di difficoltà smorzata, ma non normalizzata, dallo sconto carburante deciso da Eni e Ip, Q8 e Tamoil.

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