“Abbiamo bisogno di tempo per prepararci al periodo di sconvolgimento sociale, politico ed economico che stiamo per affrontare”: anche Bill Gates mette in guardia cittadini e Stati sui rischi dell’intelligenza artificiale.
Sul suo blog, il fondatore di Microsoft spiega perché questa rivoluzione tecnologica non è come le precedenti. “Ho sempre desiderato che l’innovazione procedesse più velocemente”, ma “con l’intelligenza artificiale, i miei sentimenti sono più articolati. Vorrei che il mondo potesse godere al più presto dei benefici e ritardare il più a lungo possibile i problemi che ne deriveranno, ma benefici e problemi si stanno manifestando contemporaneamente”, scrive Gates, che presenta tre“politiche giuste” per uno sviluppo sostenibile dell’Ai: tassare l’Ai e i robot, creare lavori riservati agli esseri umani e affidare la regolamentazione a una organizzazione internazionale.
Il miliardario crede che l’Occidente debba riconoscere la superiorità cinese nello sviluppo dell’Ai e stipulare una “alleanza con la Cina per salvare l’umanità dall’intelligenza artificiale”. Gates ha in programma di volare a Pechino il prossimo novembre per incontrare personalmente il presidente Xi Jinping. Entro il 2045, la Fondazione Gates punta a spendere 200 miliardi di dollari per gestire l’impatto dell’Ai sulle persone.
Tassare l’Ai e i robot
La prima proposta è quella di spostare la tassazione dal lavoro al capitale: se davvero l’Ai e i robot sostituiranno un gran numero di dipendenti, gli Stati potranno contare su un minore gettito fiscale dalle imposte sui redditi da lavoro proprio quando avrebbero bisogno di più risorse per attutire l’impatto dell’Ai sulla società. Tassare i sistemi Ai avrebbe un duplice effetto: ne rallenterebbe l’adozione e redistribuirebbe in parte gli enormi profitti che l’Ai genera per poche aziende.
“Attualmente, se sei un datore di lavoro e assumi qualcuno, paghi le imposte sul salario sui suoi stipendi”, scrive Gates. Il problema è trattare i robot come un bene strumentale qualunque: “Se acquisti un robot, di solito puoi dedurlo immediatamente come costo aziendale. Il sistema fiscale ti spinge a sostituire le persone con le macchine”, osserva il fondatore di Microsoft.
La “riserva umana”: lavori riservati alle persone
La seconda proposta di Bill Gates è quella di creare dei lavori riservati all’uomo, per preservare l’essere umano e le sue capacità. “Mi piace l’espressione ‘Riserva umana’ perché mi fa pensare alle riserve naturali: luoghi in cui potremmo costruire edifici e strade, ma scegliamo di non farlo perché la perdita sarebbe troppo grande”, spiega il filantropo.
Molti di questi lavori potrebbero rientrare nell’ambito della sanità, che è anche uno dei settori con le prospettive più rosee. Gates sottolinea come l’Ai stia già portando e porterà a fare diagnosi sempre più rapide e accurate.Un anno fa, la stessa Microsoft ha presentato Ai Diagnostic Orchestrator (Mai-Dxo), un sistema di intelligenza artificiale che diagnostica correttamente l’85,5% dei casi clinici complessi, superando di quattro volte le prestazioni dei medici umani, fermi al 20% di accuratezza.
Ma la precisione tecnica non è tutto: “Immaginate un robot che vi comunica la terribile notizia di essere affetti da una malattia incurabile. Non ci sono ragioni tecniche per cui non potrebbe farlo. Eppure non dovrebbe”, scrive Gates. Nella “riserva umana” potrebbero rientrare anche lavori che rischiano di essere sostituiti troppo rapidamente: “Non si può dire a una persona di 55 anni che ha lavorato per tutta la sua vita nel settore delle costruzioni che deve andare a lavorare in una casa di riposo e aspettarsi che ne sia contento”, aggiunge il miliardario.
Secondo Bill Gates, che è il più grande proprietario privato di terreni agricoli negli Usa, con oltre 110.000 ettari di terra, l’agricoltura può essere un altro ambito impattato postitivamente dall’Ai soprattutto grazie a previsioni metereologiche più precise.
Lo “sconvolgimento” in arrivo
Il pioniere dei Pc ricorda che nessuna tecnologia è mai avanzata alla velocità dell’Ai: “L’Ai impatterà rapidamente – nel giro di un decennio non di generazioni – sui lavori in ambito legale, di assistenza ai clienti, medico, di programmazione software e manifatturiero. Ci saranno alcuni nuovi posti di lavoro, ma senza le giuste politiche ce ne saranno molti meno di quelli che esistono oggi”, sostiene Bill Gates.
La sfida è troppo grande per essere risolta da un singolo Paese o comunque senza una strategia globale.
Un ponte tra Cina e Usa per l’Ai
D’altra parte, Gates sa bene che le misure proposte non possono esser prese da un singolo Paese che, in nome dello sviluppo sostenibile, rischierebbe di trovarsi economicamente svantaggiato rispetto agli altri.
Per questo, il filantropo ritiene che la regolamentazione dell’Ai debba essere affidata a un’organizzazione internazionale, limitando inoltre i possibili utilizzi dell’intelligenza artificiale in ambito bellico.
Un accordo tra Usa e Cina sullo sviluppo dell’Ai è improbabile, ma è anche indispensabile per evitare gli scenari peggiori. Il papà di Microsoft ha programmato un viaggio a Pechino a novembre per incontrare il presidente Xi Jinping e creare un ponte con Washington: “Questa tecnologia senza precedenti richiede una risposta globale altrettanto senza precedenti. Se riusciremo a gestirla correttamente, i benefici per l’umanità saranno straordinari e il mondo diventerà un luogo più equo”, conclude Bill Gates.
