Vivere e lavorare in Antartide per un anno: Enea cerca cinque esperti per la base Concordia

Enea ha aperto le selezioni per la campagna invernale 2026-2027
28 Maggio 2026
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Lavorare in Antartide
Sole in Antartide (Canva)

Lavorare un anno alla base Concordia non è un impiego come gli altri. È una prova di resistenza fisica, psicologica e professionale in uno degli ambienti più duri della Terra: 3.200 metri di quota, circa quattro mesi di buio totale in inverno, temperature che possono scendere fino a -80 °C e isolamento completo per mesi.

In vista della campagna invernale 2026-2027, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha aperto le selezioni per cinque figure tra tecnici e ricercatori da impiegare presso la stazione italo-francese nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. La candidatura va presentata entro il 30 giugno 2026 tramite il portale italiantartide.it.

La missione

La spedizione riguarda la 23ª campagna invernale di Concordia, da novembre 2026 a novembre 2027, con 14 partecipanti complessivi tra personale italiano e francese.

I profili richiesti sono tre ricercatori in astrofisica, chimica/glaciologia e fisica dell’atmosfera, più due tecnici specializzati in Ict/radio (tecnico che gestisce computer, rete e radio) ed elettronica.

La base Concordia, costruita e gestita da Italia e Francia, è attiva dal 2004 ed è usata anche come laboratorio per studiare condizioni estreme simili a quelle di future missioni spaziali.

Un ambiente al limite

Concordia si trova su una distesa di ghiaccio interno antartico, lontana dai punti abitati e senza possibilità di soccorso rapido durante l’inverno australe. Qui il personale vive per mesi in autonomia, senza trasporti esterni e con un margine molto ridotto di intervento in caso di problemi tecnici o sanitari.

L’isolamento, la scarsità di luce e l’aria rarefatta rendono la permanenza una sfida anche per l’equilibrio psicofisico.

I requisiti per la selezione

I candidati devono soddisfare requisiti stringenti. Per i tecnici, il bando è riservato a dipendenti di enti pubblici o università con il nulla osta dell’amministrazione di appartenenza.

La selezione prevede prima la valutazione dei titoli, poi colloqui individuali, un approfondimento psico-attitudinale e, per chi supera le fasi precedenti, visite mediche specialistiche obbligatorie. Questo significa che non basta avere le competenze tecniche: bisogna anche reggere una convivenza lunga, stretta e ad alta pressione in un contesto privo di vie d’uscita immediate.

Chi supererà la selezione sarà sottoposto ad accertamenti sanitari prima della partenza verso una delle basi più isolate del pianeta. Se anche questo step avrà esito positivo, il candidato riceverà una formazione specifica per la campagna in Antartide.

Il ruolo della missione sulla base Concordia

Oltre ad essere test estremo per la logistica, la missione di Concordia è un laboratorio scientifico su ambiente, clima, atmosfera e comportamento umano in condizioni di forte isolamento.

Per l’Italia, la base è un tassello della presenza scientifica nel continente antartico e un punto di osservazione utile anche per la ricerca spaziale, biologica e atmosferica. Il fatto che Enea cerchi profili così specializzati mostra quanto queste spedizioni siano ormai il risultato di una selezione molto stretta, dove scienza, tecnica e resistenza personale hanno lo stesso peso.

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