La Tangenziale di Napoli è la prima Smart Road d’Italia, ma cosa significa?

Tra Vomero e Fuorigrotta un veicolo a guida autonoma ha adattato in tempo reale la propria velocità in base alle indicazioni ricevute dalla strada
15 Giugno 2026
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Tutor Autostrada Canva

Una strada che “parla” con i veicoli, raccoglie dati meteo in tempo reale, anticipa le code e ha già ospitato un test di guida autonoma. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha certificato ufficialmente la Tangenziale di Napoli come prima Smart Road d’Italia, riconoscendo all’infrastruttura campana il primato nazionale previsto dal Decreto Ministeriale 70/2018.

Dietro il riconoscimento c’è un progetto sviluppato da Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, insieme al Mit e al Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most), con il supporto tecnologico di Movyon, polo d’innovazione di Aspi. Non un aggiornamento, ma una trasformazione infrastrutturale su 22 chilometri di una delle arterie urbane più trafficate del Paese.

Cosa deve avere una strada per essere “smart”

La normativa italiana è precisa: per ottenere la certificazione, una Smart Road deve soddisfare tre requisiti:

– monitoraggio continuo del traffico: sensori distribuiti lungo tutta la rete raccolgono dati sulla viabilità, che un modello centralizzato elabora in tempo reale per supportare gli operatori nelle decisioni operative;

– controllo meteo e idrogeologico: centraline e sensori rilevano le condizioni atmosferiche, lo stato del manto stradale e i livelli delle acque, con l’obiettivo di anticipare fenomeni come alluvioni o frane prima che si manifestino — non di registrarli dopo;

– comunicazione bidirezionale tra infrastruttura e veicolo: non è solo la strada a trasmettere informazioni agli automobilisti, ma anche il veicolo a restituire dati alla centrale di controllo. Questo scambio in tempo reale rende il monitoraggio molto più preciso di qualsiasi sistema basato esclusivamente su sensori fissi.

I numeri della infrastruttura

Lungo i 22 chilometri della tratta sono in fase di installazione 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteorologiche e 40 antenne con tecnologia ITS-G5 e cellular V2X. Tutti i dati convergono sulla piattaforma C-ITS di Movyon, che li integra e li elabora per garantire un controllo continuo della viabilità.

Per gli automobilisti a bordo di veicoli connessi, il sistema genera segnalazioni in tempo reale su cantieri, mezzi in avaria, condizioni meteo e altri pericoli. Suggerisce anche la velocità ottimale per evitare la formazione di code. Attualmente sono già 30 i mezzi connessi in grado di dialogare direttamente con l’infrastruttura, un numero destinato a crescere con la diffusione dei veicoli di ultima generazione.

Il test con la guida autonoma

Uno dei passaggi più significativi verso la certificazione è stata una sperimentazione inedita per l’Italia, condotta nel tratto tra Vomero e Fuorigrotta: un veicolo a guida autonoma ha adattato in tempo reale la propria velocità in base alle indicazioni ricevute dalla strada stessa, non da un sistema di bordo. È la dimostrazione concreta di uno scenario in cui infrastruttura e veicolo non sono entità separate che si tollerano, ma un sistema cooperativo che si coordina.

Il test indica la direzione verso cui si muove la mobilità connessa: non veicoli sempre più intelligenti su strade tradizionali, ma un’intelligenza distribuita tra asfalto, sensori, centraline e abitacolo.

Il modello replicabile

Questa tecnologia Smart Road consente al sistema di intervenire prima che il problema si formi, non dopo che è già lì.

La certificazione della Tangenziale di Napoli chiude un cantiere e apre un precedente. Le tecnologie installate in Campania sono replicabili su qualsiasi grande infrastruttura italiana, e il modello costruito da Aspi, Movyon e MOST fornisce uno schema operativo concreto per chi vorrà seguire. Ora il resto del Paese ha ora un riferimento da cui partire.

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