Sai quel che lasci, non sai quello che trovi. Sempre più grandi aziende si trovano a fare i conti con questo vecchio adagio dopo aver sopravvalutato l’intelligenza artificiale. L’ultima in ordine cronologico è Ford, che ha richiamato 350 ingegneri (umani) mandati via troppo presto perché i sistemi automatizzati di controllo qualità, basati sull’Ai, non hanno raggiunto i livelli di performance attesi.
“Pensavamo che bastasse introdurre l’intelligenza artificiale e darle in pasto i requisiti di progettazione esistenti per ottenere un prodotto di alta qualità”, ha ammesso il vicepresidente per l’hardware dei veicoli, Charles Poon, che poi ha aggiunto: “L’intelligenza artificiale è uno strumento fantastico, ma è buona tanto quanto sono buone le informazioni che le dai per addestrarla”.
Il vero problema: l’Ai non è stata addestrata bene
Il fulcro del problema, per Poon e per chiunque voglia fare una riflessione più ampia, è proprio questo: non basta dire che l’Ai ha deluso le aspettative. Bisogna aggiungere che l’azienda aveva lasciato a casa i tecnici più esperti prima ancora di trasferire le loro competenze ai sistemi automatizzati che avrebbero dovuto rimpiazzarli. Charles Poon ha dichiarato: “Non abbiamo dato la giusta attenzione ai nostri esperti ingegneri”.
Giova precisare che Ford non ha semplicemente “licenziato” dipendenti per poi richiamarli in massa. L’azienda automobilistica statunitense ha assunto, promosso o richiamato circa 350 ingegneri esperti, molti dei quali ex dipendenti e altri provenienti dai fornitori, per colmare il vuoto di competenze lasciato dall’affidamento eccessivo all’automazione.
Tuttavia, Ford resta la casa automobilistica statunitense con il maggior numero di richiami di lavoratori umani nel 2026 (51 campagne nel primo semestre). Anche perché è quella che più di tutte sta investendo nell’Ai.
Come Ford usa l’intelligenza artificiale
Come spiegato dal direttore operativo, Kumar Galhotra, l’azienda ha richiamato gli specialisti incaricati di scovare i punti deboli prima che un componente arrivi in fabbrica. Nel corso di una teleconferenza sui risultati finanziari di ottobre Galhotra ha annunciato che l’azienda stava “implementando l’intelligenza artificiale nell’intero sistema industriale”, anche attraverso l’installazione di 900 telecamere dotate di Ai negli stabilimenti “per rilevare i problemi di qualità alla fonte e aiutarci a mitigare le interruzioni di fornitura”.
In fabbrica, Ford utilizza sistemi di visione artificiale e strumenti di controllo qualità automatizzati per individuare in tempo reale difetti di montaggio, anomalie nei componenti e criticità lungo la linea produttiva, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i reclami post-vendita, che sono un costo importante per l’azienda. Nella fase di progettazione, invece, il gruppo puntava a usare l’Ai per digerire i requisiti tecnici e anticipare i punti di guasto ancora prima che un pezzo raggiungesse lo stabilimento.
I precedenti: da Klarna a McDonald’s
L’azienda automobilistica Usa non è l’unica ad aver puntato fortemente sull’Ai prima che i tempi fossero maturi. Tra le imprese che hanno richiamato i lavoratori umani, il precedente più importante è quello di Klarna, la fintech svedese nel 2024 aveva annunciato un proprio assistente Ai capace di svolgere il lavoro di settecento addetti al servizio clienti. A inizio 2026 il fondatore e Ceo Sebastian Siemiatkowski ha detto a Bloomberg che quella non era la strada giusta e che l’azienda stava tornando ad assumere persone. “Un cliente deve sempre poter parlare con un essere umano quando lo chiede”, ha spiegato.
Per approfondire: Klarna fa marcia indietro sull’Ai: il ritorno degli umani nel servizio clienti
L’implementazione eccessiva dell’Ai è stata ancora più deleteria per McDonald’s, che già nel 2024 ha abbandonato il suo esperimento di ordini automatici ai drive-through, sviluppato con Ibm, dopo i gravi errori finiti sui social.
McDonald’s: gli errori più assurdi al drive-trough
Tra gli errori segnalati più assurdi segnalati dagli utenti e ripresi dalle testate americane:
- Bacon nel gelato: Una cliente aveva chiesto un gelato alla vaniglia, ma il sistema aggiungeva bacon, burro e altri ingredienti. Troppo, anche per i palati americani;
- 9 tè dolci: in un video su TikTok, una cliente mostra che la correzione automatica dell’ordine ha portato il sistema a inserire nove tè freddi dolci invece di uno solo;
- 260 Chicken McNuggets: due clienti sono finite con centinaia di nuggets nel conto. Anche questo errore ha fatto il giro di TikTok;
- Burro al posto di un dessert semplice. In un altro caso, il bot trasformava una richiesta banale in aggiunte come burro o ketchup, senza che il cliente le avesse chieste;
- Ordini “mischiati” tra auto vicine. Il sistema confondeva le corsie e incorporava nel conto di un cliente l’ordine del veicolo accanto.
La lezione oltre i casi singoli
Ford, Klarna, McDonald’s sono solo i casi più noti. Alla base, non c’è una bocciatura della tecnologia in sé, bensì un grave errore di valutazione dei manager che sperano di poter fare a meno dei dipendenti umani e di poter eliminare tutti i problemi con l’Ai, senza neppure addestrarla a sufficienza.
Un articolo del Wall Street Journal, basato su un’analisi della società specializzata ActivTrak, dimostra che in molti casi l’intelligenza artificiale sta persino allungando le giornate lavorative. Un altro studio, condotto lo scorso anno dal. Dopo l’eccessivo entusiasmo delle aziende per l’arrivo dell’Ai, sempre più aziende intraprendono la strada dal Centre for Economic Policy Research in uno studio del 2025: “Quando l’Ai integra il lavoro umano anziché sostituirlo, il processo rende ogni ora di lavoro più preziosa”.
Per approfondire: “Ai Ai”, con l’intelligenza artificiale stiamo lavorando di più: ecco i numeri e le motivazioni
