Eva Statiella assessore Ai: Acqui Terme è il primo comune italiano

La nomina di Statiella può fare da apripista a un Comune agentico, dove la capacità di ascoltare, filtrare richieste e gestire pratiche ripetitive sarà migliorata
11 Giugno 2026
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Eva Statiella assessora Ai acqui terme facebook
Eva Statiella, assessora Ai di Acqui Terme (Facebook)

Ad Acqui Terme (in provincia di Alessandria) sta per entrare in giunta Eva Statiella, il primo assessore Ai in Italia. O assessora, se ha davvero senso parlare di genere quando ci si riferisce a un algoritmo. Statiella si occuperà di innovazione artificiale, transizione digitale e di umanizzazione. Una delega, quest’ultima, che può sembrare paradossale e invece evidenzia l’ambizione del progetto: usare l’Ai dentro la macchina amministrativa, ma anche come strumento per ripensare il rapporto con i cittadini.

Chi è Eva Statiella

Eva Statiella prende il nome da una frazione della città termale, Eva come nome proprio e Statiella come richiamo a Statiellae, l’antico nome latino del territorio di Acqui Terme.
La figura è stata generata con l’intelligenza artificiale e presentata come parte di un esperimento amministrativo che il sindaco Danilo Rapetti definisce un modo per capire cosa accadrà quando entità digitali avranno un ruolo attivo nei processi decisionali pubblici.

Secondo le anticipazioni, Eva dovrebbe partecipare alle riunioni di giunta ed esprimere pareri, pur restando in un ruolo consultivo.

Cosa farà in Comune

L’obiettivo del progetto è quello di usare strumenti digitali per migliorare la capacità del Comune di ascoltare, filtrare richieste, gestire pratiche ripetitive e restituire più tempo agli uffici per le attività che richiedono giudizio umano.
La nomina ufficiale di Statiella, attesa entro fine giugno, può fare da apripista a un Comune “agentico”: una riorganizzazione in cui l’Ai si occuperebbe di pratiche standardizzate come anagrafe, stato civile, verbali della polizia locale e iter urbanistici semplici.

Rapetti avrebbe previsto anche un assistente virtuale parallelo, destinato a dialogare con i cittadini sui social e a rispondere a richieste pratiche, dalle informazioni sui servizi comunali alle segnalazioni su buche e multe.

Per approfondire: Zangrillo: “Per la Pa l’Ai è strumento strategico per modernizzare i processi”

Affiancamento alla politica locale

Ad Acqui Terme si sta provando a portare l’intelligenza artificiale dentro una giunta comunale e dentro l’organizzazione interna del municipio, un ambito che solitamente resta molto lontano dagli esperimenti di innovazione. La scelta trasforma l’Ai da strumento di supporto a presenza pubblica con un nome, una delega e un ruolo nel processo amministrativo.

Per questo il caso ha attirato l’attenzione nazionale: perché non parla soltanto di chatbot o automazione, ma della possibilità che un algoritmo venga usato per affiancare la politica locale nella gestione ordinaria di una città.

L’Ai per ridurre i tempi di risposta della Pa

L’iniziativa del sindaco Rapetti si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo delle intelligenze artificiali nei processi decisionali.
In una delle versioni più dettagliate del progetto, il primo cittadino insiste sul fatto che il ruolo di Eva sarà consultivo e che l’obiettivo non è sostituire il voto degli amministratori eletti, ma affiancarli con analisi, dati e simulazioni.
La scelta arriva in un momento in cui molte amministrazioni locali stanno cercando di usare l’Ai per semplificare i rapporti con i cittadini, ridurre i tempi di risposta e alleggerire gli uffici dalle attività ripetitive.
Acqui Terme fa un passo ulteriore mettendo un’assessora artificiale al centro della rappresentanza politica, anche solo in forma sperimentale.

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