Grandine “anomala”, chi paga i danni? Le assicurazioni che coprono auto e casa

Parabrezza distrutti, tetti bucati e pannelli solari fuori uso: quando paga la compagnia e quando il conto resta all’assicurato
23 Luglio 2026
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Grandine ipa fg
Grandine 'anomala' (Ipa/Fotogramma)

Carrozzerie crivellate, parabrezza in frantumi, tetti e pannelli solari danneggiati in pochi minuti. Le violente grandinate che hanno attraversato diverse zone d’Italia hanno lasciato dietro di sé una lunga conta dei danni: dalle auto colpite lungo l’autostrada A13, vicino a Ferrara, alle abitazioni temporanee dei territori terremotati delle Marche.

Quando i chicchi raggiungono dimensioni eccezionali, trovare un riparo può non bastare. Il conto può salire rapidamente a migliaia di euro e la domanda arriva quasi subito: l’assicurazione paga oppure no?

La risposta dipende da una riga del contratto che molti scoprono soltanto dopo la tempesta. La normale Rc auto non copre i danni provocati dalla grandine, mentre una generica assicurazione sulla casa potrebbe non comprendere automaticamente tutti gli eventi atmosferici.

L’aggettivo “anomala” descrive bene l’impatto di queste grandinate, ma va precisato. In meteorologia si parla di grandine di grandi dimensioni quando i chicchi raggiungono almeno due centimetri di diametro e di grandine molto grande oltre i cinque. L’Italia settentrionale è tra le aree europee più esposte e, secondo lo European Severe Storms Laboratory, la probabilità di episodi con chicchi molto grandi è oggi circa tripla rispetto agli anni Cinquanta. Una tendenza coerente con un clima più favorevole ai fenomeni estremi, anche se il singolo temporale non può essere attribuito automaticamente al riscaldamento globale.

Auto, casa e pannelli solari: quale assicurazione paga

Per l’automobile non ci sono dubbi: la Rc auto obbligatoria non rimborsa i danni subiti dal proprio veicolo a causa della grandine. La Rc serve infatti a risarcire i danni provocati ad altre persone o ai loro beni durante la circolazione.

Per proteggere parabrezza, lunotto e carrozzeria occorre aver acquistato una garanzia accessoria indicata generalmente come “eventi naturali”, “eventi atmosferici” o “calamità naturali”. La grandine deve essere espressamente compresa tra gli eventi assicurati: il nome della garanzia, da solo, non è sufficiente. Le coperture per eventi atmosferici sono facoltative e si aggiungono alla Rc auto.

Prima di aspettarsi un rimborso integrale bisogna controllare anche franchigia, scoperto e massimale. Con una franchigia di 500 euro, per esempio, quella parte del danno resta a carico dell’assicurato. Lo scoperto è invece espresso in percentuale e può prevedere un importo minimo. Alcune polizze applicano condizioni più favorevoli quando la riparazione viene effettuata presso una carrozzeria convenzionata.

Per la casa, la grandine può essere compresa nelle garanzie denominate “avversità atmosferiche” o “eventi naturali”. Non esiste però un elenco obbligatorio valido per tutte le compagnie: la copertura può essere inclusa nel pacchetto, proposta come estensione oppure venduta separatamente.

In genere vengono indennizzati i danni materiali e diretti al fabbricato: tegole, coperture, finestre, tapparelle, balconi e altri elementi indicati nel contratto. Possono rientrare anche i danni provocati dalla pioggia all’interno dell’abitazione, ma spesso soltanto quando l’acqua è entrata attraverso una rottura o una breccia prodotta dall’evento atmosferico.

Più incerta è la sorte di tende, gazebo, vasi e mobili lasciati all’aperto, che possono essere esclusi. Anche pannelli fotovoltaici e solari termici devono essere espressamente assicurati: la loro presenza sul tetto non garantisce che siano compresi automaticamente nella copertura del fabbricato.

In condominio, i danni al tetto, al cappotto o alle altre parti comuni devono essere denunciati attraverso l’amministratore, verificando la polizza condominiale. Tapparelle, finestre e beni appartenenti alla singola abitazione possono invece richiedere una copertura personale.

Attenzione anche alle imprese. L’assicurazione obbligatoria contro i rischi catastrofali introdotta per le attività produttive riguarda terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane. La grandine non è automaticamente compresa: per macchinari, coperture, merci e impianti serve una garanzia dedicata agli eventi atmosferici.

Come chiedere il rimborso dopo una grandinata

La prima regola è non aspettare. Il sinistro va denunciato immediatamente attraverso l’applicazione, il sito, l’agenzia o gli altri canali indicati dalla compagnia. L’articolo 1913 del Codice civile stabilisce in via generale un termine di tre giorni dal sinistro o dal momento in cui l’assicurato ne ha avuto conoscenza; devono comunque essere verificate le condizioni del proprio contratto.

Nella denuncia vanno inseriti il numero della polizza, la data, l’ora e il luogo dell’evento, una descrizione dei danni e i recapiti dell’assicurato. Fotografie e video devono mostrare sia il dettaglio sia il bene nel suo complesso. Per l’automobile è utile documentare tutti i lati della carrozzeria, i vetri, la targa e il luogo in cui il mezzo si trovava.

Prima di rimuovere tegole, vetri o altri materiali danneggiati è opportuno fotografarli e conservarli, quando possibile, fino alla perizia. Bollettini meteorologici, interventi dei vigili del fuoco, segnalazioni comunali e testimonianze possono aiutare a dimostrare data e intensità dell’evento, soprattutto se il danno viene scoperto in un secondo momento.

Gli interventi urgenti per evitare conseguenze peggiori non devono essere rinviati: un vetro rotto può essere coperto e un tetto messo provvisoriamente in sicurezza. Bisogna però documentare la situazione prima dei lavori e conservare fatture, ricevute e materiali sostituiti. Le riparazioni definitive dovrebbero attendere la perizia o l’autorizzazione della compagnia.

Dopo l’apertura del sinistro, l’assicuratore può inviare un perito oppure chiedere fotografie e filmati. Per i danni di minore entità molte compagnie utilizzano ormai valutazioni a distanza, una modalità che può accelerare la liquidazione soprattutto quando una grandinata genera migliaia di richieste nello stesso territorio.

Il rimborso viene calcolato sul danno riconosciuto dal perito, dal quale vengono sottratti franchigia e scoperto. Restano inoltre validi il massimale, gli eventuali sottolimiti previsti per vetri o pannelli solari e i criteri di valutazione del bene. Per un’auto datata, l’indennizzo potrebbe non superare il valore commerciale del veicolo, anche quando il costo teorico della riparazione è più alto.

Il punto decisivo, dunque, non è avere “un’assicurazione”, ma avere la garanzia giusta. Eventi naturali, grandine, beni esterni, pannelli fotovoltaici, franchigia e massimale sono le parole da cercare nel contratto prima del prossimo temporale, non quando i chicchi hanno già colpito.

Se la compagnia respinge la richiesta o propone una liquidazione ritenuta insufficiente, il primo passaggio è un reclamo al suo ufficio competente, che deve rispondere entro 45 giorni. In mancanza di risposta o se l’esito non è soddisfacente, il consumatore può rivolgersi all’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

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