Grandinometro, l’app che “prevede” la grandine ed evita danni alle auto

L’Italia è diventato il Paese europeo più esposto alle grandinate di maggiore intensità
10 Settembre 2026
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Grandine ipa fg
Grandine 'anomala' (Ipa/Fotogramma)

Davide Agostini ha appena 21 anni e potrebbe aver trovato la soluzione a un enorme problema: la grandine che danneggia le auto. Lo studente ha sviluppato Grandinometro, un’app che avvisa gli utenti pochi minuti prima che la grandine si abbatta su un determinato territorio.

Dietro questa trovata c’è una storia personale, quella di un tetto auto sfondato dalla grandine, e quella più ampia, di livello nazionale: l’Italia è diventato il Paese europeo più esposto alle grandinate di maggiore intensità, come confermano i dati degli ultimi dieci anni.

Come funziona l’app

Come spiegato dallo studente al Corriere del Veneto, Grandinometro non “prevede” la grandine nel senso classico del termine: la ricostruisce in tempo quasi reale incrociando fonti diverse. Alla base ci sono i dati dei radar meteorologici, strumenti che rilevano l’intensità delle precipitazioni ma che restano di difficile lettura per chi non ha competenze tecniche. A questo flusso il sistema aggiunge le segnalazioni della Protezione civile e, soprattutto, quelle degli utenti stessi: ogni volta che qualcuno segnala grandine nella propria zona, l’algoritmo aggiorna la traiettoria stimata della cella temporalesca e indica quali aree potrebbero essere colpite nei minuti successivi.

È un modello ibrido tra dato strumentale e crowdsourcing (letteralmente “informarsi dalla gente”), la stessa logica che da anni regge alcune reti di monitoraggio sismico o di qualità dell’aria. Per questo, più osservatori diffusi ci sono, più il sistema affina la stima in tempo reale. Il fondatore, Agostini, racconta che l’app ha già dato l’allerta in occasione della grandinata del 28 agosto tra Bassa Veronese e Padovano e di un evento severo nel Teramano, permettendo ad alcuni utenti di mettere l’auto al riparo prima dell’impatto.

Dipendendo dalla densità di segnalazioni umane in una determinata zona, la sua affidabilità cala dove gli utenti sono pochi.

Quanto sono aumentate le grandinate in Italia

Al di là del singolo episodio, la traiettoria di lungo periodo è documentata da più fonti indipendenti. Uno studio dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr (Cnr-Isac), pubblicato sulla rivista Eos e basato sui dati satellitari della missione Global Precipitation Measurement, ha calcolato che nel decennio 2010-2021 le precipitazioni di grandine intense ed estreme nel bacino del Mediterraneo sono aumentate del 30% rispetto al decennio precedente, con l’Italia che registra il numero medio più alto di questi eventi nell’intera area mediterranea. Il fenomeno si concentra al Nord in estate e si sposta verso il Centro-Sud tra fine estate e autunno.

I dati raccolti dall’European Severe Storms Laboratory (Essl), che gestisce il database europeo degli eventi meteorologici estremi (Eswd), confermano la tendenza sul fronte della severità. Nel 2023 l’Italia ha registrato 596 segnalazioni di grandine molto grande (oltre 5 cm di diametro) e 67 di grandine gigante (oltre 10 cm), il numero più alto in Europa: il 30,9% di tutte le segnalazioni di grandine molto grande e il 72,8% di quelle di grandine gigante rilevate nel continente sono arrivate dall’Italia. Nello stesso anno l’Italia ha registrato anche il record europeo per dimensione del chicco fotografato, con un chicco di 19 cm caduto ad Azzano Decimo il 24 luglio, dopo che pochi giorni prima, il 19 luglio, era stato battuto lo stesso record con un chicco di 16 cm a Carmignano di Brenta.

Secondo un rapporto rilasciato due anni fa dall’Eea (l’Agenzia europea dell’ambiente), un europeo su otto vive a rischio alluvione o siccità, ma le stime potrebbero essere più gravi dopo l’estate 2026.

Il Mediterraneo che si scalda

Il Mediterraneo si sta riscaldando a un ritmo superiore del 20% rispetto alla media globale negli ultimi vent’anni, secondo lo stesso studio Cnr-Isac. Un mare più caldo cede più energia e umidità all’atmosfera sovrastante, alimentando correnti ascensionali più forti all’interno dei temporali: sono proprio queste correnti a tenere i chicchi di grandine sospesi più a lungo nella nube, permettendo loro di accumulare più strati di ghiaccio prima di cadere e quindi di raggiungere dimensioni maggiori. È lo stesso principio fisico per cui, a parità di altri fattori, un temporale più “carico” di energia produce grandine più pesante e più distruttiva, non necessariamente più frequente in assoluto.

Il risvolto pratico: assicurazioni, agricoltura, filiera dell’auto

L’aumento della grandine di grandi dimensioni ha una ricaduta economica importante. Secondo Essl, nel solo 2023 le grandinate in Italia hanno causato danni per miliardi di dollari, con una stima del riassicuratore Gallagher Re che quantifica in circa 3 miliardi di dollari il costo delle sole grandinate italiane, a fronte di un danno complessivo da tempeste convettive in Europa stimato in circa 12 miliardi di dollari. Sono cifre che si riflettono nei premi delle polizze auto e agricole, nella gestione del rischio da parte delle compagnie assicurative e nelle scelte di chi lavora in agricoltura, dove un chicco di pochi centimetri può azzerare un raccolto in pochi minuti.

In questo contesto, strumenti come Grandinometro non risolvono il problema alla radice, ma intervengono sull’unica variabile che resta nella disponibilità del singolo cittadino: il tempo di reazione. Pochi minuti di anticipo possono bastare per spostare un’auto, un macchinario e persino una persona sotto una tettoia, evitando un danno che, alla luce dei numeri sopra citati, oggi è più probabile che in passato.

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