Roma sempre più calda, Corviale prova a raffreddarsi: il ‘Serpentone’diventa un laboratorio climatico

Un piano da 57,8 milioni di euro trasforma edifici pubblici, piazze e parchi del quartiere romano
24 Luglio 2026
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Corviale google maps
Il complesso residenziale di Corviale, noto come il “Serpentone”, nella periferia sud-occidentale di Roma (Immagine da Google Maps)

Una biblioteca riaperta dopo i lavori di efficientamento energetico, quasi venti ettari di parchi da recuperare, nuovi alberi, percorsi ciclopedonali e spazi pubblici restituiti al quartiere. Corviale prova a cambiare pelle mentre Roma si prepara a estati sempre più calde.

Il Piano urbano integrato dedicato al “Serpentone”, il grande complesso di edilizia pubblica costruito nella periferia sud-occidentale della Capitale, mobilita 57,8 milioni di euro. Gli interventi coinvolgono direttamente oltre 4.500 persone e si inseriscono in un’area con circa 16mila residenti, dove gli indicatori di marginalità e disagio sociale risultano superiori alla media cittadina.

Il programma non riguarda soltanto il risanamento degli edifici. Comprende servizi culturali e sociali, impianti sportivi, attività economiche, accessibilità, aree verdi e collegamenti con le riserve naturali vicine. L’obiettivo dichiarato da Roma Capitale è ricostruire ciò che nel progetto originario era rimasto incompleto: non soltanto case, ma luoghi di incontro, lavoro e vita collettiva.

La trasformazione assume oggi anche un significato climatico. Nel gennaio 2025 Roma ha approvato la sua prima Strategia di adattamento, indicando tra le priorità la protezione dei quartieri dall’aumento delle temperature e dalle ondate di calore. Secondo l’analisi integrata contenuta nella Strategia, il 9% della popolazione romana vive in quartieri nei quali vulnerabilità ambientale e sociale si sommano, aumentando i rischi durante le ondate di calore prolungate.

Dal progetto degli anni Settanta a una nuova idea di periferia

Corviale nasce negli anni Settanta come una risposta radicale all’emergenza abitativa. Un edificio lungo quasi un chilometro, immaginato come una città nella città, con appartamenti, servizi, attività commerciali e spazi collettivi.

La realizzazione, però, si è concentrata soprattutto sulle abitazioni. Molte delle funzioni previste non sono mai entrate pienamente in attività oppure sono state abbandonate nel tempo. La mancanza di manutenzione e la distanza tra il progetto urbanistico e la vita reale hanno trasformato il complesso in uno dei simboli più controversi delle periferie italiane.

Il nuovo Piano urbano integrato prova a intervenire proprio su questa frattura. Roma Capitale ha destinato 12,9 milioni di euro al Centro civico Nicoletta Campanella e all’incubatore d’impresa Incipit; 5,3 milioni alla Piazzetta delle Arti e dell’Artigianato, alla Cavea e alla testata della Trancia H; 9,7 milioni al palazzetto dello sport e al parco sportivo; 9,3 milioni ai Parchi Est e Ovest. Altri 20,5 milioni riguardano la Trancia H e le sale condominiali gestite dall’Ater.

La logica è quella di una rigenerazione integrata. Gli edifici vengono resi più efficienti e accessibili, ma devono anche tornare a svolgere una funzione sociale. Gli spazi vuoti o sottoutilizzati vengono destinati alla cultura, alla formazione, allo sport, al lavoro e alle attività di quartiere.

Un esempio è il Centro civico Nicoletta Campanella, una struttura di circa 3.200 metri quadrati che ospita la Biblioteca Renato Nicolini, il Centro di formazione professionale, il Centro orientamento lavoro, il centro per l’impiego e la Banca del tempo. Gli interventi hanno riguardato il miglioramento strutturale, l’efficientamento energetico, la redistribuzione degli ambienti e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

La biblioteca è tornata ad aprire nel dicembre 2025 dopo i lavori finanziati dal Pnrr. Occupa circa 800 metri quadrati, mette a disposizione quasi 20mila volumi e comprende sale studio, uno spazio di coworking, ambienti per bambini e ragazzi e una sala per incontri e laboratori. L’orario dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, ne fa un presidio utilizzabile durante gran parte della giornata.

Dal 23 luglio 2026 la Biblioteca Renato Nicolini è infatti una delle undici biblioteche inserite da Roma Capitale nell’iniziativa dei “rifugi climatici-culturali”, con accesso libero, ambienti raffrescati e distribuzione d’acqua.

Quasi venti ettari di parchi per ricucire Corviale

Il cuore ambientale del progetto è rappresentato dai Parchi Est e Ovest, collocati sui due lati del grande edificio. Insieme devono ricostruire un collegamento tra la parte urbanizzata e le aree naturali della Tenuta dei Massimi e della Valle dei Casali.

Il Parco Est costituisce il fronte più urbano e attrezzato. Il progetto prevede spazi per attività sportive e sociali, giardini, percorsi ciclopedonali e nuove piantumazioni. Il Parco Ovest guarda invece verso la campagna e la riserva naturale, con una funzione maggiormente ecologica e agricola.

Roma Capitale descrive il sistema dei due parchi come uno strumento per superare la “linea impermeabile” rappresentata dal grande edificio e riconnettere le aree naturali poste a est e a ovest del quartiere. Gli interventi comprendono la bonifica dei terreni, il ridisegno dei percorsi e la messa a dimora di alberi ad alto fusto.

Il tema dell’impermeabilizzazione non è secondario. Cemento e asfalto trattengono il calore, impediscono all’acqua di penetrare nel terreno e aumentano la temperatura percepita. Secondo Roma Capitale, durante l’estate tra alcuni quartieri costruiti e le aree verdi della città si possono registrare differenze superiori ai cinque gradi.

Alberi, ombra e superfici permeabili diventano quindi infrastrutture climatiche. Rendono gli spazi pubblici utilizzabili durante le ore calde, riducono l’accumulo di calore e aiutano il terreno ad assorbire l’acqua durante le precipitazioni più intense.

Questa funzione è particolarmente rilevante nelle periferie, dove la possibilità di difendersi dal caldo dipende spesso dalla qualità delle abitazioni e dalla disponibilità economica delle famiglie. Un edificio pubblico efficiente, un giardino ombreggiato o una biblioteca aperta possono offrire una protezione collettiva a chi non dispone di alternative private.

Il piano di Corviale non nasce formalmente come progetto climatico. Le sue opere coincidono però con molte delle misure individuate dalla strategia di adattamento della Capitale: efficientamento degli edifici, più verde, riduzione delle superfici impermeabili, servizi di prossimità e spazi pubblici accessibili.

Anche la dimensione sociale resta centrale. Il Comune ha avviato procedure di co-progettazione con gli enti del Terzo settore per sviluppare attività destinate a famiglie con minori, persone anziane, disabili e adulti in condizioni di fragilità. Per il Polo della solidarietà di Corviale è stato previsto un contributo di 1,02 milioni di euro.

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