Guidava contromano, sui marciapiedi, senza casco, con un passeggero a bordo. E quando i carabinieri gli intimavano di fermarsi, tirava dritto. Così un giovane di Saluzzo, in provincia di Cuneo, è riuscito nell’impresa di collezionare venti multe in appena nove mesi a bordo del suo monopattino elettrico.
Un record che si è concluso lunedì mattina, 1° giugno, con il sequestro del mezzo, quando i militari, oltre a contestargli le varie infrazioni, hanno scoperto che il monopattino era stato anche modificato: montava un motore elettrico da oltre 1 kilowatt di potenza, il doppio del limite consentito dalla legge, fissato a 500 watt. Non era più un mezzo di micromobilità: era, a tutti gli effetti, un veicolo non omologato e pericoloso.
162 verbali e controlli aumentati a Saluzzo
Il record di multe si inserisce in un piano di controlli sistematici avviato dalle forze dell’ordine di Saluzzo, i cui dati raccontano un fenomeno in espansione. Tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026, i carabinieri hanno staccato 162 verbali in totale: 131 nel 2025, di cui 93 a conducenti di monopattini e 38 a ciclisti; 31 nei soli primi cinque mesi del 2026, di cui 22 per monopattini e 9 per biciclette.
Il bilancio aggiornato conta 115 sanzioni per monopattini e 47 per biciclette.
Le violazioni più frequenti sono sempre le stesse: casco assente, transito sui marciapiedi, guida contromano, modifiche tecniche per aumentare le prestazioni del mezzo.
Il profilo di chi commette infrazioni, invece, è eterogeneo: non solo giovanissimi, ma anche adulti.
I numeri dei verbali registrati a Saluzzo hanno un peso specifico maggiore se si pensa che l’obbligo di “targhino” per i monopattini elettrici è entrato in vigore solo il 16 maggio scorso. E l’obbligo di assicurazione entrerà in vigore tra un mese e mezzo.
Le nuove regole sul monopattino elettrico: targa e assicurazione obbligatorie
Il nuovo Codice della strada, entrato in vigore a dicembre 2024, ha introdotto due novità che, dopo mesi di dubbi e decreti attuativi rinviati, hanno cambiato radicalmente le norme di utilizzo dei monopattini elettrici. Le modalità operative sono state definite con un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2026: da quel momento, i proprietari hanno avuto 60 giorni per mettersi in regola.
Dal 16 maggio 2026 è scattato l’obbligo di esporre il contrassegno identificativo, il cosiddetto “targhino”: un adesivo legato al codice fiscale del proprietario, che rende il mezzo tracciabile in caso di infrazione o incidente. Dal 16 luglio 2026 diventerà obbligatoria anche la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, obbligo inizialmente previsto anch’esso per il 16 maggio, poi slittato di 60 giorni per effetto di una circolare ministeriale.
Per chi non rispetta uno dei due obblighi, le sanzioni previste dal codice della strada vanno da 100 a 400 euro.
Quanto costa il targhino
Il contrassegno identificativo si richiede online attraverso la piattaforma Gestione pratiche online del Ministero delle Infrastrutture, con accesso tramite Spid o Cie. Il costo base è di 8,66 euro (di cui 5,03 euro per la produzione, 1,11 euro di Iva e 2,52 euro di quota di maggiorazione), a cui si aggiungono 16 euro di imposta di bollo e 10,20 euro di diritti Motorizzazione, per un totale di circa 35-38 euro gestendo la pratica in autonomia. Chi si affida a un’agenzia di pratiche auto può arrivare a spendere circa 80 euro, a seconda dei tariffari applicati.
Quanto costa l’assicurazione
Le stime di Assoutenti indicano una forchetta annuale compresa tra 25 e 150 euro, variabile in base alla compagnia assicurativa e alle garanzie aggiuntive incluse nella polizza. La copertura obbligatoria riguarda i danni verso terzi (pedoni, ciclisti, altri veicoli) in caso di incidente.
Monopattini elettrici, tra mobilità green e sicurezza
L’introduzione di targa e assicurazione per i monopattini elettrici risponde a una lacuna normativa che durava dall’introduzione dei mezzi nella circolazione urbana italiana. Senza identificazione del veicolo, in caso di incidente era quasi impossibile risalire al conducente responsabile. La nuova normativa risolve il problema della tracciabilità e allinea i monopattini agli altri mezzi a motore sul fronte della responsabilità civile.
Il caso di Saluzzo, con il giovane che accumulava verbali sapendo di poter restare sostanzialmente anonimo, è anche la dimostrazione pratica di cosa succede in assenza di questi strumenti. Con il contrassegno obbligatorio, lo stesso comportamento diventa più facilmente perseguibile e le sanzioni più difficili da eludere.
