Quasi 12mila chilometri quadrati sono stati esclusi dai confini di Bears Ears e Grand Staircase-Escalante, due grandi aree naturali protette dello Utah che custodiscono canyon, siti archeologici, fossili e territori considerati sacri da diverse popolazioni native americane.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato due proclamazioni che riducono di oltre il 90% la loro estensione, riportandole a circa un decimo delle dimensioni precedenti. Bears Ears passa da 1,36 milioni a 121.100 acri, con un taglio di circa il 91%, mentre Grand Staircase-Escalante scende da 1,87 milioni a 181.500 acri, perdendo poco più del 90% della propria superficie. Complessivamente, dei precedenti 3,23 milioni di acri ne restano meno di 303mila, equivalenti a circa 1.225 chilometri quadrati.
I nuovi confini permetteranno una gestione più aperta al pascolo, alla circolazione motorizzata e allo sfruttamento delle risorse minerarie ed energetiche. L’avvio di miniere o perforazioni non è automatico e resta soggetto alle autorizzazioni previste, ma la decisione rimuove una delle principali protezioni applicate ai territori esclusi.
Due aree protette ridotte a un decimo
Trump ha firmato i provvedimenti alla Casa Bianca, affiancato dal governatore repubblicano dello Utah Spencer Cox e dai senatori dello Stato Mike Lee e John Curtis. Il presidente ha parlato di una misura “molto drastica e molto importante”, presentandola come una restituzione delle terre pubbliche agli abitanti dello Utah e come una correzione dell’eccessiva ingerenza del governo federale.
Cox ha richiamato il passaggio dell’Antiquities Act secondo cui le superfici tutelate devono corrispondere alla più piccola area compatibile con la corretta conservazione dei beni individuati. Per il governatore e per gli altri rappresentanti repubblicani dello Utah, i confini ripristinati dall’amministrazione Biden erano molto più ampi di quanto necessario per proteggere siti archeologici, reperti e formazioni naturali.
Le proclamazioni elencano inoltre minerali e risorse energetiche considerate rilevanti per l’indipendenza e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Nell’area di Bears Ears sono presenti giacimenti di uranio, mentre sotto una parte di Grand Staircase-Escalante si trovano riserve di carbone. I sostenitori della riduzione ritengono che l’accesso a queste risorse possa generare investimenti, occupazione e nuove entrate per le comunità locali.
La precedente classificazione non impediva comunque l’accesso del pubblico. Escursionismo, campeggio, caccia, pesca e altre attività ricreative erano già consentiti nel rispetto delle norme federali e statali. Il cambiamento riguarda soprattutto le attività industriali, le infrastrutture e il livello di tutela riconosciuto all’intero paesaggio, anziché soltanto ai singoli siti archeologici o naturalistici.
Terre sacre, fossili e risorse minerarie
Bears Ears era stata istituita nel 2016 dal presidente Barack Obama, dopo una lunga richiesta avanzata da cinque nazioni tribali: Navajo Nation, Hopi Tribe, Zuni Tribe, Ute Mountain Ute Tribe e Ute Indian Tribe. Il territorio comprende antichi insediamenti, abitazioni rupestri, sepolture, luoghi cerimoniali, petroglifi e numerosi reperti archeologici, all’interno di un paesaggio ancora utilizzato per attività culturali e religiose.
Le popolazioni native avevano ottenuto anche un ruolo nella gestione dell’area attraverso un sistema di collaborazione con le agenzie federali. La Bears Ears Inter-Tribal Coalition ha contestato la nuova delimitazione, sostenendo che le tribù non siano state consultate adeguatamente e che molte aree di valore culturale e spirituale siano rimaste fuori dai confini protetti.
Grand Staircase-Escalante era stata invece istituita nel 1996 dal presidente Bill Clinton. L’area comprende un vasto sistema di altopiani, canyon, scogliere e archi naturali ed è considerata particolarmente importante per la ricerca paleontologica. Nelle sue formazioni rocciose sono stati rinvenuti numerosi fossili di dinosauri, compresi resti appartenenti a specie precedentemente sconosciute.
Il confronto non riguarda quindi soltanto l’apertura di nuovi spazi alle attività economiche, ma il livello di protezione da attribuire a territori nei quali valori ambientali, culturali e scientifici convivono con giacimenti minerari ed energetici. I nuovi confini mantengono sotto tutela alcune delle aree indicate dall’amministrazione come centrali, lasciando però fuori gran parte del paesaggio che le precedenti delimitazioni consideravano parte dello stesso sistema naturale e archeologico.
Il precedente del 2017 e la nuova stretta ambientale
La decisione riapre una controversia iniziata durante il primo mandato di Trump. Nel 2017 il presidente aveva già ridotto Bears Ears di circa l’85%, portandola a poco più di 200mila acri, e Grand Staircase-Escalante di quasi il 47%, lasciandone protetto circa un milione. Joe Biden aveva ripristinato nel 2021 i confini più ampi, richiamando il valore storico, culturale e scientifico dei territori. Le delimitazioni del 2026 sono ancora più restrittive di quelle adottate nove anni prima.
Il prossimo passaggio sarà probabilmente nei tribunali. L’Antiquities Act attribuisce espressamente al presidente il potere di istituire queste aree protette, ma non chiarisce con la stessa precisione se un successore possa ridurle in modo così esteso. Altri presidenti hanno modificato i confini in passato, ma i tagli decisi da Trump nel 2017 e nel 2026 hanno dimensioni molto superiori rispetto ai precedenti storici. Earthjustice ha già annunciato un’azione legale per chiedere il mantenimento delle protezioni.
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La riduzione delle due aree dello Utah arriva inoltre pochi giorni dopo un altro intervento sulla legislazione ambientale statunitense. Il 10 luglio l’amministrazione ha finalizzato una norma che restringe la definizione di “danno” prevista dall’Endangered Species Act, escludendo la modifica o la distruzione dell’habitat dai comportamenti che possono costituire una violazione, quando non producano direttamente la morte o il ferimento degli animali protetti.
Secondo l’amministrazione, la nuova interpretazione ridurrà gli oneri normativi per proprietari terrieri, imprese agricole, aziende minerarie, costruttori e produttori di energia. Le associazioni ambientaliste sostengono invece che la tutela delle specie non possa essere separata dalla conservazione degli ambienti nei quali trovano cibo, riparo e luoghi di riproduzione, e hanno annunciato ricorsi contro la modifica.
I due provvedimenti si inseriscono così nella stessa revisione delle politiche federali di conservazione, orientata a ridurre i limiti allo sfruttamento delle terre pubbliche e delle risorse naturali. Nel caso di Bears Ears e Grand Staircase-Escalante, l’effetto immediato è la perdita dello status specifico di area protetta per quasi 1,19 milioni di ettari.
