“Caro Gualtieri, ma tu lo vuoi capire che fanno 40 gradi dentro sta città d’estate?”. Comincia così lo sfogo diventato virale su TikTok della creator romana aosochiara, che in un video pubblicato ieri e già arrivato a oltre 224mila reazioni si rivolge direttamente al sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il tema è quello che, con la prima vera ondata di caldo dell’estate, torna a dominare le conversazioni dei romani: l’ombra che manca, le piazze bollenti, il cemento che amplifica la sensazione di forno urbano.
Nel video, con slang romano e tono esasperato, la ragazza attacca le recenti riqualificazioni della Capitale: “Tu me fai le piazze, i varchi, le cose e poi non ci metti un albero”. Poi la frase che ha fatto il giro dei social: “Roma è diventata un forno crematorio”.
Caldo a Roma, lo sfogo sui social contro le piazze senza ombra
Il riferimento è soprattutto agli spazi monumentali e turistici, dove nei giorni più caldi la permanenza all’aperto diventa difficile. “Tu non mi puoi costruire accanto a San Pietro tutta quella sterminata di cemento. Manco un ramoscello”, dice aosochiara nel video.
Al netto dell’iperbole, lo sfogo intercetta un punto reale della discussione climatica sulle città: non basta riqualificare lo spazio pubblico, bisogna renderlo abitabile anche con temperature estreme sempre più frequenti.
“Il cambiamento climatico is real”, dice la creator, chiedendo “soluzioni concrete” e non solo interventi estetici. “Le città oggi devono essere più verdi. Non è una questione di fare la città green, è proprio una questione di sopravvivenza”.
La denuncia social arriva mentre Roma fa i conti con temperature elevate e giornate da bollino rosso. Nei giorni di caldo intenso, il Ministero della Salute aggiorna i bollettini sulle ondate di calore per 27 città italiane, con previsioni a 24, 48 e 72 ore. Il livello 3, il cosiddetto bollino rosso, indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute non solo delle persone fragili, ma anche di quelle sane e attive. Roma è stata tra le città in rosso nel bollettino del 1° luglio.
Forestazione urbana a Roma, quanti alberi sono stati piantati
Sul fronte della forestazione urbana, Roma Capitale rivendica un bilancio positivo. Secondo i dati del Comune, nel periodo novembre 2021-dicembre 2025 sono state effettuate 67.640 piantagioni, a fronte di 29.842 decrementi, compresi 706 schianti. Il saldo indicato dall’amministrazione è di 37.798 nuove messe a dimora.
Il Campidoglio indica inoltre un aumento del verde fruibile: dai 16,83 metri quadrati per abitante del 2021 ai 17,60 del 2025, con una crescita del 4,56%. Tra gli interventi citati dall’amministrazione ci sono i “Cento Parchi per Roma”, i boschi urbani Pnrr, le forestazioni stradali e i lavori in aree come Centocelle e Villa Ada.
Gli alberi, nelle città esposte a estati sempre più torride, non sono più soltanto arredo urbano. Sono una vera infrastruttura climatica: ombreggiano strade e piazze, contribuiscono ad abbassare le temperature superficiali, migliorano la qualità dell’aria e rendono più vivibili gli spazi pubblici.
La sfida, però, non è soltanto piantare nuovi alberi. Servono programmazione, manutenzione, irrigazione nei primi anni, scelta di specie adatte al clima che cambia e tutela degli esemplari adulti, che garantiscono benefici immediati molto superiori rispetto alle giovani piantumazioni.
È proprio qui che si inserisce la percezione dei cittadini: anche davanti a un saldo arboreo positivo, chi attraversa ogni giorno piazze assolate e percorsi senza ombra continua a vivere Roma come una città difficile da abitare nei mesi estivi.
Nel video, aosochiara allarga il discorso anche all’immagine internazionale della Capitale. “Ora che fanno 38° immaginate come sarebbe farsi una passeggiata a San Pietro”, dice. Poi aggiunge: “Ma che figura ce famo con quelli che vengono a Roma? Ma dove vai in giro d’estate a visitarla?”.
Il ragionamento è semplice: se lo spazio pubblico diventa invivibile nelle ore centrali della giornata, ne risentono non solo i residenti, ma anche i visitatori. Il rischio è che il caldo trasformi la città in un luogo da attraversare il meno possibile, spingendo turisti e cittadini a rifugiarsi in hotel, chiese, negozi o mezzi climatizzati.
Lo sfogo della creator romana concentra in pochi secondi una critica sempre più diffusa: le riqualificazioni urbane non possono limitarsi a pietra, cemento, arredi e nuovi percorsi se poi lasciano scoperti gli spazi nelle giornate più calde.
Anche aosochiara riconosce la complessità della gestione del verde: “Capisco che possano creare problemi all’asfalto, che le radici ti vengono su, che è più economico e più facile tagliarli anziché rifare tutto il manto stradale”. Ma la conclusione è un appello netto: “Gualtè, te prego, mettice qualche albero”.
Tagliare il 20% delle strade per aumentare il verde urbano (e salvare le città)
Uno sfogo social, certo. Ma anche il segnale di una domanda sempre più pressante: nella Roma delle estati a 40 gradi, la qualità dello spazio pubblico si misura sempre meno solo in sampietrini, varchi e cantieri conclusi, ma anche – e sempre di più – in ombra.
