A Södertälje, una città svedese a pochi chilometri da Stoccolma, una macchina premia con semi o arachidi i corvi selvatici che le portano un mozzicone di sigaretta. È il cuore del progetto pilota di Corvid Cleaning, startup che sta vuole trasformare l’intelligenza naturale dei corvidi in un sistema di raccolta rifiuti a basso costo.
I mozziconi sono una delle forme più diffuse di littering urbano in Svezia e, allo stesso tempo, una delle più costose da rimuovere manualmente per le amministrazioni comunali. Il progetto di Södertälje prova a intervenire esattamente su questo punto.
Come funziona il sistema di raccolta con i corvi
Il meccanismo alla base del progetto è volutamente elementare. I corvi individuano un mozzicone di sigaretta, lo raccolgono e lo depositano in un dispositivo automatico installato sul territorio. La macchina riconosce il materiale corretto, distinguendolo da oggetti non idonei come foglie o sassi, ed eroga in cambio una piccola ricompensa alimentare, in genere semi o arachidi.
Non si tratta di un addestramento imposto, ma di quello che in psicologia si chiama processo di “condizionamento operante”. Gli uccelli, infatti, non sono catturati né costretti a partecipare, ma agiscono spontaneamente per rinforzo positivo (ovvero attratti dal premio), e restano liberi di interrompere l’attività in qualsiasi momento. Come ha sintetizzato il fondatore della startup Christian Günther-Hanssen, “sono uccelli selvatici che partecipano su base volontaria”, il che rende ancora più affascinante il progetto.
È importante sottolineare che il sistema è ancora in fase di pilot project. Non esiste al momento un programma cittadino strutturato né un’implementazione su larga scala: Corvid Cleaning sta verificando, in un contesto controllato, se il metodo sia effettivamente efficiente, sostenibile nel tempo e accettabile dal punto di vista ambientale ed etico prima di ipotizzare un’estensione del servizio.
Chi c’è dietro Corvid Cleaning
Come accennato, il progetto porta la firma di Christian Günther-Hanssen, fondatore della startup con base a Södertälje. La sua proposta nasce da un ragionamento economico prima ancora che ambientale: ridurre i costi di pulizia urbana sfruttando un comportamento che i corvidi già possiedono in natura, ovvero la capacità di associare rapidamente un’azione a una ricompensa e di ripeterla in modo efficiente.
Günther-Hanssen ha fornito anche una stima diretta del potenziale risparmio. Secondo i suoi calcoli, la raccolta tradizionale dei mozziconi di sigaretta, affidata a personale umano o a mezzi meccanici, può costare circa 80 ore o più per singolo mozzicone raccolto. Con il sistema basato sui corvi, quel costo potrebbe essere ridotto fino a 20 ore circa con una riduzione fino al 75% della spesa.
I limiti del progetto: salute animale e sostenibilità su vasta scala
Nonostante gli animali non vengano costretti a raccogliere i mozziconi, il progetto presenta alcune criticità.
Il nodo principale riguarda il benessere degli animali coinvolti: i mozziconi di sigaretta contengono sostanze tossiche e microframmenti di plastica, ed entrarne ripetutamente in contatto comporta un rischio di esposizione per i volatili. Per questo, il monitoraggio sanitario degli uccelli è indicato come una componente essenziale, e non accessoria, del progetto.
Resta aperta anche la questione della sostenibilità a lungo termine e su vasta scala. Un conto è dimostrare che il meccanismo funziona in un contesto pilota, circoscritto e osservato da vicino; un altro è verificare che regga con un numero maggiore di dispositivi, una popolazione di corvi meno controllata e condizioni ambientali variabili. La stessa Corvid Cleaning presenta il progetto come sperimentale, un’idea interessante ma ancora da validare prima di qualsiasi ipotesi su un’adozione più ampia.
Perché i mozziconi sono un problema così grande in Svezia
Per capire perché un’idea come questa abbia trovato terreno fertile proprio in Svezia, bisogna guardare ai numeri sui rifiuti in città (littering urbano). La Swedish Environmental Protection Agency ha rilevato che nel 2023 i mozziconi di sigaretta rappresentavano circa il 48% dei rifiuti sul territorio nazionale. Altre rilevazioni ambientali, riferite al totale dei rifiuti stradali, indicano una quota ancora più alta, pari al 62%. I dati più recenti confermano la tendenza. Secondo Keep Sweden Tidy, l’organizzazione che monitora la sporcizia nel Paese, nel 2024 i mozziconi si confermavano la prima categoria di rifiuto urbano, con una quota del 49%, sebbene in leggero calo rispetto all’anno precedente.
Non è solo un discorso di quantità, ma di qualità: i mozziconi sono piccoli, dispersi capillarmente sul territorio e per questo particolarmente difficili da raccogliere con i metodi tradizionali.
Questo quadro spiega perché un dispositivo capace di intercettare anche solo una parte di questo flusso possa avere un impatto misurabile sui bilanci comunali.
Un modello di economia circolare applicata alla città
Al di là dell’esito specifico del pilot di Södertälje, il progetto di Corvid Cleaning racconta qualcosa di più ampio sul modo in cui le città stanno cercando di affrontare i propri rifiuti.
In questo senso il progetto può essere letto come un esempio di economia circolare applicata all’ambiente urbano, in cui una risorsa naturale, il comportamento dei corvidi, viene messa al servizio di un processo che altrimenti richiederebbe lavoro umano e mezzi meccanici. È un approccio low-tech, che non punta su sensori sofisticati o intelligenza artificiale ma sull’osservazione di come una specie animale già presente nelle città si comporta, e su come questo comportamento possa essere orientato senza forzature.
La domanda che resta aperta non riguarda l’intelligenza dei corvi, già ampiamente documentata dalla ricerca etologica sulla loro capacità di risolvere problemi e associare stimoli a ricompense. Riguarda piuttosto la disponibilità delle amministrazioni urbane a sperimentare soluzioni ibride e non convenzionali, che mettano in relazione la gestione dei rifiuti con la fauna che già abita le città, invece di trattarla come un elemento estraneo al problema.
Lo stesso approccio “creativo” diventa una strategia interessante per risolvere altri problemi che affliggono le nostre città, a partire dal caldo tropicale che in Europa ha provocato oltre 1.300 vittime in una settimana.
