La furia della Dana torna ad abbattersi sulla Spagna e la domanda è sempre la stessa: era una tragedia evitabile? Prima di indagare la risposta, facciamo il resoconto di quanto avvenuto negli ultimi giorni. La tempesta Adam si è sviluppata da sabato 17 ottobre, colpendo con estrema violenza il versante mediterraneo della Spagna (in particolare le zone di Valencia e Alicante) e provocando almeno 4 morti.
Nonostante il parziale miglioramento di questa mattina, per oggi, 20 ottobre, l’Agenzia statale di meteorologia (Aemet) mantiene l’allerta in nove province, con particolare attenzione alle zone della Catalogna e delle Baleari.
“Tra i fenomeni climatici più intensi mai registrati in Spagna”
Le zone più colpite dalle esondazioni storiche e dai massimi accumuli di pioggia (fino a 700 litri per metro quadro) si concentrano nel litorale a sud di Valencia e a nord di Alicante. Oltre 2.100 residenti sono stati evacuati dalla Comunità valenciana, dove lo scorso anno un evento analogo ha provocato la morte di 224 persone. A queste vanno aggiunte le circa 500 persone soccorse dalla Guardia Civil. Nella regione le strade sono state completamente allagate e molti residenti hanno dovuto rifugiarsi ai piani superiori delle loro case o sui tetti in attesa dei soccorsi.
Secondo Rtve, l’episodio figura tra i più intensi mai registrati in Spagna, dietro alle precipitazioni storiche di Oliva del 1987, quando si raggiunsero 817 litri per metro quadrato in 24 ore, e alle piogge torrenziali della Dana del 2024, con 772 litri a Turís. A L’Atzúvia, ad Alicante, sono caduti 713 litri di acqua per metro quadrato, a Pego ne sono caduti 632 litri in trentasei ore, di cui 430 caduti in appena sei ore. A Oliva, tra le aree più colpite, sono caduti 600 litri di acqua per metro quadrato in appena ventiquattr’ore.
Come sempre quando si parla di fenomeni estremi e di cambiamento climatico, la variante principale è il tempo, non il valore assoluto. Una elevata concentrazione di piogge così come un repentino aumento delle temperature non danno alla natura e all’uomo il tempo di organizzarsi per evitare tragiche conseguenze.
La tempesta Adam ha provocato l’esondazione dei fiumi Girona e Vernisa oltre a inondazioni in numerosi comuni.
🫡 Poner a salvo a personas que se encontraban aisladas por la #DanaAdam está siendo uno de los trabajos prioritarios de la @UMEgob en #Oliva. 🚁 Con el apoyo de helicópteros, las capacidades se multiplican para llegar a todos los rincones. 💛 Gracias por estar ahí, siempre. https://t.co/E8NkBTVRjH
— Ministerio Defensa (@Defensagob) October 19, 2026
Cosa c’entra la Dana (e il cambiamento climatico)
Le piogge torrenziali di questi giorni sono riconducibili alla Dana (“Depresión aislada en niveles altos”, ossia “Depressione isolata ad alta quota”), che sta colpendo in modo sempre più frequente le coste della Spagna e del Mediterraneo occidentale, soprattutto in autunno.
Questo fenomeno meteorologico si verifica quando una massa d’aria molto fredda si stacca in alta quota e rimane “isolata” prima di scontrarsi con l’aria calda del Mar Mediterraneo causando temporali improvvisi e rischio di alluvioni. La situazione è particolarmente critica nelle zone costiere, dove la temperatura elevata delle acque favorisce una risalita di aria umida, intensificando la forza e la durata delle piogge trasformando la Dana in un evento devastante per le comunità e gli ecosistemi locali.
Negli ultimi anni, l’incidenza delle Dana è aumentata perché il Mediterraneo si sta riscaldando a ritmi allarmanti. A luglio scorso la temperatura superficiale media dei mari extrapolari, nella fascia compresa tra 60° Sud e 60° Nord, ha raggiunto 20,96°C, superando il precedente record mensile di 20,89°C stabilito nel 2023. Secondo Mercator Ocean International, sulla base dei dati di Copernicus Marine, nel luglio 2026 la temperatura superficiale media del bacino ha raggiunto 27,07 °C, contro i 26,68 °C del precedente record del luglio 2025. Il 94% del Mediterraneo ha registrato temperature superiori alla media e il 79% del bacino è stato interessato almeno per un giorno da un’ondata di calore marina forte, severa o estrema.
Le temperature estive record del mare, prolungatesi fino all’autunno, incrementano la quantità di acqua che evapora. Inoltre, il clima più caldo aumenta l’energia potenziale dell’atmosfera, che riesce a trattenere più umidità, liberandola poi in episodi estremi.
