Il riscaldamento globale ha reso imbevibile l’acqua nella cittadina più a nord del mondo

A rischio anche il nord del Canada e l’Alaska
19 Ottobre 2026
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Acqua rubinetto cucina
Foto: Canva

Immaginate di aprire il rubinetto di casa per riempire un bicchiere d’acqua fresca nel cuore incontaminato dell’Artico e scoprirvi un cocktail invisibile di metalli pesanti. Accade a Longyearbyen, remoto insediamento norvegese nell’arcipelago delle Svalbard, dove il cambiamento climatico è diventato una minaccia reale che scorre direttamente nelle condutture domestiche. A sole 800 miglia dal Polo Nord, in quello che è considerato uno dei luoghi che si scaldano più rapidamente sull’intero pianeta, i 2.600 abitanti si trovano da mesi di fronte a un paradosso inquietante: l’acqua del rubinetto è diventata potenziale fonte di contaminazione ed è stata dichiarata non potabile.

La vicenda, portata all’attenzione internazionale da un’inchiesta del quotidiano britannico The Guardian, ha svelato gli insospettabili effetti collaterali del disgelo dei ghiacci polari. Il cuore dell’approvvigionamento idrico della cittadina è il lago Isdammen, un bacino artificiale lungo circa 2,5 chilometri. In questa fascia dell’Artico, le temperature autunnali stanno crescendo a ritmi record, con aumenti fino a 4 °C per decennio e un tasso di riscaldamento globale da cinque a sette volte superiore alla media terrestre. Questo innalzamento delle temperature sta sciogliendo inesorabilmente il permafrost, lo strato di terreno perennemente ghiacciato che per millenni ha fatto da barriera protettiva al sottosuolo.

Le cause della crisi idrica secondo gli esperti

La crisi idrica nasce dall’interazione diretta tra il disgelo e la particolare composizione geologica dell’ex centro minerario. Con il progressivo scioglimento dello strato ghiacciato, il substrato roccioso di scisto si trova esposto all’aria, alla pioggia e al contatto con i flussi d’acqua verso il lago. A spiegare nel dettaglio la reazione chimica all’origine del fenomeno è la dottoressa Marjolaine Verret, esperta di permafrost e professoressa associata di geologia artica presso il Centro Universitario delle Svalbard, intervistata dal Guardian: “La combinazione tra lo scioglimento del permafrost e il substrato roccioso di scisto, che contiene un minerale chiamato pirite, o “oro degli sciocchi”, sta causando la contaminazione dell’approvvigionamento idrico”.

La ricercatrice ha illustrato il meccanismo per cui il minerale, una volta scoperto, innesca l’acidificazione dei bacini naturali: “Quando la pirite entra in contatto con l’acqua e l’ossigeno, si ossida e genera acidità. L’acido prodotto può ora lisciviare i metalli pesanti da queste rocce nei corsi d’acqua. Il problema principale che abbiamo avuto qui a Longyearbyen è stato il manganese, ma anche altri contaminanti possono essere lisciviati dalle rocce”.

La risposta delle autorità locali

Il primo allarme per la popolazione è scattato nel settembre del 2025, quando la municipalità locale ha rilevato concentrazioni di manganese ben 25 volte superiori al limite di 50 microgrammi per litro stabilito dall’Istituto Norvegese di Sanità Pubblica. Un’esposizione prolungata a livelli così elevati di manganese comporta rischi concreti per la salute, tra cui disturbi neurologici, con una particolare vulnerabilità per neonati e bambini. Il sindaco di Longyearbyen, Terje Aunevik, ha raccontato come i valori del metallo siano improvvisamente andati “fuori controllo”, pur ricordando che la trasparenza dell’acqua non era mai stata impeccabile a causa dei sedimenti presenti nel bacino.

Di fronte all’emergenza, le autorità comunali hanno introdotto misure straordinarie per garantire la sussistenza della popolazione. Al supermercato cittadino è stato installato un grande serbatoio di acqua potabile gratuita, purificata e filtrata con la collaborazione del birrificio locale, dove i residenti si recano quotidianamente con taniche e bottiglie per fare scorta. I livelli di manganese sono successivamente rientrati, ma nei primi mesi del 2026 nuove analisi hanno registrato il superamento delle soglie di tolleranza per altri due elementi, il nichel e i solfati, costringendo l’amministrazione a mantenere in vigore il divieto d’uso dell’acqua di rete.

Un monito per tutti

I disagi logistici e il cambiamento radicale delle abitudini quotidiane hanno generato malumore ed estese discussioni tra la popolazione. Il sindaco Aunevik ha evidenziato l’impatto psicologico di una simile trasformazione: “In Norvegia, dove abbiamo sempre dato per scontato di poter bere l’acqua dal rubinetto, è impegnativo iniziare a pensare di doversi trasportare l’acqua come stiamo facendo ora. Altre piccole comunità dovrebbero essere prudenti e iniziare a pensare a cosa fare se ciò dovesse accadere alle loro fonti”.

Individuare una soluzione definitiva è un’operazione tecnica complessa e finanziariamente gravosa. L’amministrazione comunale, che ha commissionato un’indagine approfondita sulla rete idrica, valuta come necessaria la realizzazione di una condotta completamente nuova. Tra le opzioni al vaglio vi sono l’installazione di un impianto di filtraggio avanzato al lago Isdammen affiancato da un dissalatore di emergenza, oppure una combinazione inversa. Entrambe le alternative comportano costi enormi e notevoli sfide ingegneristiche a causa del clima estremo delle Svalbard, dove la temperatura dell’acqua scende regolarmente sotto lo zero.

La vicenda di Longyearbyen va oltre il caso locale e rappresenta un campanello d’allarme per l’intero emisfero settentrionale. Gli scienziati sottolineano infatti come il degrado della qualità dell’acqua potabile indotto dal disgelo possa riprodursi a breve in numerosi altri insediamenti polari. Come ha sintetizzato la dottoressa Verret in chiusura del reportage: “Questi ingredienti [substrato roccioso ricco di pirite e metalli pesanti, ndr] e lo scioglimento del permafrost sono presenti in altre parti dell’Artico, quindi questo potrebbe essere un primo esempio di come il cambiamento climatico possa impattare sull’acqua dolce, ad esempio nel nord del Canada e in Alaska”.

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