Carburanti, Urso: “All’Europa chiediamo realismo. Price Cap? Ci stiamo lavorando”

Le parole del ministro per le Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, pronunciate nell'ambito dell'evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’
15 Ottobre 2026
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Urso insenga adnkronos evento
Il ministro per le Imprese, Adolfo Urso, all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’ (Adnkronos)

“Basta guardare quello che abbiamo fatto negli ultimi giorni. Basta guardare nelle agende dei nostri dicasteri, stiamo lavorando affinché possa essere volontariamente prorogato il price cap sui carburanti per il tempo necessario”. Sono queste le parole del ministro per le Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, pronunciate nell’ambito dell’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’. Il titolare del Mimit ha evidenziato come l’esecutivo stia affrontando la congiuntura economica integrando la gestione tempestiva delle emergenze con riforme organiche a lungo termine, destinate a rafforzare la struttura produttiva e la competitività del Paese.

Decreto imprese e Ddl concorrenza nella sessione di bilancio

Tra le novità legislative all’orizzonte, Urso ha annunciato l’imminente arrivo del Decreto Imprese al Consiglio dei ministri entro il mese di novembre, indicativamente attorno al 20, con l’obiettivo di giungere all’approvazione definitiva a inizio gennaio. Il testo sarà focalizzato sulla semplificazione burocratica e sull’efficientamento energetico, trovando piena copertura finanziaria all’interno della legge di bilancio. Parallelamente, il disegno di legge annuale sulla concorrenza, collegato alla manovra che racchiude anche la riforma della rete dei carburanti, verrà approvato “entro la sessione di bilancio” a dicembre o, al più tardi, “nelle prime settimane di gennaio”.

A questo proposito, Urso ha rivendicato con orgoglio la continuità dell’azione di governo: “Evidenzio come sia il quarto disegno di legge annuale sulla concorrenza in quattro anni. Nei precedenti 15 anni furono fatte solo due leggi annuali sulla concorrenza. Questo la dice lunga su quello che questo governo ha fatto, con lungimiranza, per il sistema produttivo e per i consumatori italiani”.

Transizione 5.0: stabilizzazione delle risorse e apertura al cloud

Un capitolo fondamentale della manovra economica riguarda il sostegno alla transizione digitale e green delle aziende. “Per la Transizione 5.0 ho chiesto al ministro Giorgetti che siano assicurate risorse corrispondenti al successo della misura già dimostrato, di avere il suo utilizzo in nuova versione” con risorse nazionali e che “sia resa strutturale, con una programmazione di bilancio anche per il 2029 e poi via via per gli anni successivi”. Spiegando la necessità di superare l’attuale orizzonte temporale triennale (2026-2028), Urso ha rimarcato l’intenzione di estendere l’operatività del piano: “Dobbiamo renderla strutturale. E in più dobbiamo ampliare l’utilizzo anche al software, al cloud, che riteniamo siano assolutamente importanti per la nostra impresa. Questo può accadere all’interno del piano di Transizione 5.0 o anche con altra strumentazione, l’importante è che accada”.

Il confronto con la Commissione europea e il “muro ideologico Green”

Il disegno industriale italiano si sviluppa in stretta sinergia con i negoziati comunitari. L’Italia ha infatti richiesto formale flessibilità alla Commissione europea per quanto riguarda i capitoli dedicati a difesa, sicurezza ed efficientamento energetico, una mossa chiave per liberare maggiori risorse in bilancio da destinare all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e agli investimenti produttivi del tessuto aziendale. Urso ha sollecitato l’Unione europea a superare il “muro ideologico Green” in favore di un realismo pragmatico, citando come segnale di svolta l’intesa congiunta tra Francia e Germania nel settore automotive per la tutela dei motori endotermici e dei carburanti sostenibili. Il ministro ha riaffermato le posizioni espresse dall’Italia nel non-paper del 2024, fondate su trasparenza, neutralità tecnologica e sviluppo del nucleare civile di nuova generazione (terza e quarta generazione e fusione), essenziali per colmare il divario sui costi energetici e proteggere le catene produttive dallo “tsunami” di crisi geopolitiche e minacce alle rotte commerciali nel Golfo Persico e in Medio Oriente.

Autonomia strategica, materie prime e primato italiano nel riciclo

In tema di materie prime critiche e dipendenze estere, l’Italia sta definendo con la Commissione Ue le modalità di intervento del Fondo nazionale del Made in Italy per la realizzazione del primo sito pilota di stoccaggio nazionale e per il sostegno agli investimenti privati in estrazione, raffinazione e riciclo. Su questo fronte, l’industria italiana rivendica una leadership globale: nell’ambito dei bandi europei dedicati, la Commissione Ue ha già approvato nove progetti strategici presentati dal nostro Paese, di cui ben otto incentrati sul riciclo e uno sulla raffinazione. Un successo che rispecchia la nuova definizione di Made in Italy, evolutosi dal classico “bello, buono e ben fatto” a un modello integrato che unisce sostenibilità ambientale, sociale, economica ed autonomia strategica.

La proroga del Price Cap sui carburanti e la tutela della raffinazione

Sul versante dell’emergenza energetica e del contenimento dei prezzi alla pompa, Urso ha dedicato un quadro preciso alla proroga del price cap sui carburanti. Oltre agli interventi statali diretti e al taglio delle accise, l’esecutivo ha promosso una partnership strategica basata sull’appello alla responsabilità sociale delle grandi compagnie energetiche operanti in Italia (come Eni, IP, Q8), le quali hanno avviato un’autoregolamentazione dei prezzi che ha sorpreso positivamente gli osservatori europei.

Questo risultato è stato favorito anche dalla scelta decisiva di preservare la piena operatività di tutte le raffinerie nazionali, a differenza di quanto fatto da altri Paesi europei che hanno dismesso gli impianti provocando ulteriori impennate dei costi. “Stiamo lavorando affinché possa essere volontariamente prorogato il price cap sui carburanti per il tempo necessario”, ha ribadito Urso, confermando la determinazione del governo nel tutelare famiglie e imprese dall’instabilità dei mercati internazionali.

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