L’Indonesia brucia, così il super El Niño peggiora il “terrorismo ecologico”

Incendi distruggono abitazioni, soffocano il Sud-est asiatico con nebbie tossiche e spingono la fauna selvatica sull'orlo dell'estinzione
15 Ottobre 2026
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Soldati e vigili del fuoco lavorano per contenere un incendio boschivo a Banjarbaru, nella provincia del Kalimantan Meridionale
Soldati e vigili del fuoco lavorano per contenere un incendio boschivo a Banjarbaru, nella provincia del Kalimantan Meridionale (Afp)

L’Indonesia sta bruciando. Il Paese è nella morsa della peggiore stagione di incendi boschivi degli ultimi dieci anni, una catastrofe ecologica e umanitaria alimentata da un fenomeno di El Niño di eccezionale intensità. Le fiamme, innescate da roghi agricoli e propagatesi attraverso foreste e torbiere prosciugate, hanno trasformato vaste aree in inferni a cielo aperto. Il risultato è un bilancio drammatico: centinaia di case distrutte, intere popolazioni sfollate, una gravissima crisi sanitaria regionale dovuta al fumo tossico e una minaccia letale per la fauna selvatica.

Una madre e un bambino con indosso mascherine osservano il panorama, immersi nella foschia causata dagli incendi boschivi in Indonesia
Una madre e un bambino con indosso mascherine osservano il panorama, immersi nella foschia causata dagli incendi boschivi in Indonesia (Afp)

Città soffocate e comunità in fuga

A Bangka Belitung, nella provincia dell’isola di Sumatra, un incendio incontrollato ha raso al suolo quasi 300 abitazioni, costringendo circa 1.000 persone all’evacuazione immediata. Il rogo ha attecchito nel terreno torboso di un’area protetta convertita lo scorso anno in un complesso residenziale. Come spiegato dalle autorità locali, la torba continua a bruciare in profondità anche quando la superficie sembra domata, per poi riattivarsi improvvisamente sotto la spinta dei venti.

A centinaia di chilometri di distanza, nella città di Palangka Raya, nella provincia di Kalimantan centrale, i residenti vivono avvolti da un’irreale e densa nebbia arancione. L’indice di inquinamento atmosferico ha superato quota 1.200, un valore quattro volte superiore al limite considerato “pericoloso” (soglia fissata a 300). Centinaia di migliaia di persone soffrono di patologie respiratorie a causa dei fumi tossici che si sono estesi fino ai cieli di Singapore e della Malesia.

Automobilisti si recano al lavoro in una mattinata avvolta da una fitta coltre di fumo causata dagli incendi boschivi in Indonesia
Automobilisti si recano al lavoro in una mattinata avvolta da una fitta coltre di fumo causata dagli incendi boschivi in Indonesia (Afp)

Ecocidio nella giungla: la fauna a rischio estinzione

La devastazione ambientale sta colpendo al cuore la biodiversità unica dell’Indonesia. Secondo gli esperti dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, i roghi stanno devastando gli habitat che ospitano il 52% della popolazione totale di orango del Borneo.

Veterinari e squadre di soccorso della Ong Yiari, in collaborazione con le agenzie governative, stanno lavorando senza sosta per evacuare gli animali feriti, disidratati o denutriti. Emblematica è la storia di Mama Abu e del suo piccolo di otto mesi, Abu (“cenere” in indonesiano), raccontata dal Guardian, secondo il quale i due esemplari sono stati tratti in salvo in una piantagione di palme da olio con le zampe ricoperte di ustioni per aver camminato sul terreno rovente. In diverse regioni non piove da oltre 80 giorni, privando la fauna selvaggia di cibo e acqua.

Oltre agli orango, si registrano gravi perdite tra cinque specie di gibboni, elefanti di Sumatra, scimmie nasiche, pangolini, pitoni e cobra, trovati morti tra le ceneri o nei pressi di corsi d’acqua prosciugati. Le fiamme stanno inoltre minacciando storiche stazioni di ricerca scientifica come Tuanan e Rangkong, mettendo a rischio decenni di studi primatologici sul campo.

Incendio boschivo in Indonesia
I vigili del fuoco sono impegnati a contenere un incendio boschivo a Banjarbaru, nella provincia del Kalimantan Meridionale (Afp)

Le cause: incendi illegali e il “terrorismo ecologico”

All’origine dei roghi vi è la pratica denominata “slash and burn” (taglia e brucia), un metodo illegale ma ampiamente utilizzato per disboscare rapidamente il terreno in vista di piantagioni commerciali di palma da olio e legno da carta. Quest’anno, la piattaforma indipendente di monitoraggio forestale Nusantara Atlas ha conteggiato oltre 1,04 milioni di hotspot di incendio, per un totale di circa 900.000 ettari bruciati.

Il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha definito il fenomeno un vero e proprio “terrorismo ecologico”, disponendo la sospensione delle licenze operative per 26 aziende e l’avvio di indagini penali. Rapporti diffusi da Greenpeace indicano inoltre il coinvolgimento di sussidiarie legate a gruppi industriali con sede a Singapore e in Malesia.

Tensioni diplomatiche e mobilitazione sul campo

I fumi tossici regionali hanno provocato la chiusura di numerose scuole in Malesia e oscurato lo skyline di Singapore, riaccendendo frizioni diplomatiche nella regione. Nel frattempo, organizzazioni della società civile a Pontianak hanno promosso una class action contro il governo indonesiano per “grave negligenza” nella gestione dell’emergenza.

Sul campo, Jakarta ha schierato oltre 60.000 uomini tra soldati e vigili del fuoco. Tuttavia, in diverse province la densità del fumo è così elevata da impedire il decollo dei velivoli antincendio. Le autorità avvertono che, a causa del ritardo della stagione delle piogge, i roghi potrebbero continuare fino all’inizio di novembre.

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