Nuovo Codice della strada, dai cicli a propulsione al divieto di intralcio per i monopattini elettrici: cosa può cambiare

Entro sei mesi dall’entrata in vigore, i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale Cude
14 Ottobre 2026
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Bici monopattino elettrico canva
Bici e monopattino elettrico (Canva)

Non solo multe, nuovi limiti di velocità e stangata per chi guida senza assicurazione, lo schema del nuovo Codice della strada approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri prevede diverse novità sulla circolazione di e-bike e monopattini elettrici e sulla guida autonoma, introducendo anche un meccanismo di finanziamento del trasporto pubblico tramite le multe.

Il Codice della strada, che deve completare l’iter per produrre gli effetti, interviene sull’uso dello spazio pubblico precisando chi e come può usare un tratto di marciapiede, come viene riconosciuto un diritto di accesso tra amministrazioni diverse, quali documenti vanno verificati e come, e chi è responsabile quando un veicolo guida in parte da solo.

Monopattini, sicurezza dei pedoni e spazi accessibili

Lo schema prevede il divieto di circolazione dei monopattini elettrici (per cui dal 16 maggio è scattato l’obbligo di targa) quando costituiscono intralcio o pericolo per i pedoni. Il testo interviene anche sull’accessibilità delle aree di sosta dei monopattini, con attenzione alle persone con disabilità visiva.

Bici elettriche, nasce la categoria “cicli a propulsione”

Oggi il Codice della strada considera biciclette, a tutti gli effetti, quelle a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario con potenza nominale continua massima di 0,25 kW, pari a 250 watt, che aiuta il ciclista solo mentre pedala e smette di funzionare a 25km/h. Per questi mezzi, ad oggi, non sono previsti targa, assicurazione e patente. Un veicolo che supera i limiti di potenza o di velocità, o che si muove con il motore anche senza pedalata, esce da questa definizione e viene trattato come ciclomotore, con le regole che ne conseguono.

Lo schema di decreto non cambia lo status delle normali biciclette a pedalata assistita, ma introduce una categoria distinta, quella dei cicli a propulsione alimentati esclusivamente da un motore elettrico. Per i mezzi a due ruote che vi rientrano prevede l’obbligo di casco e contrassegno identificativo. Conta quindi la classificazione tecnica del mezzo, non l’uso che se ne fa: un rider in bicicletta a pedalata assistita resta nella disciplina delle biciclette, mentre un mezzo che rientra nei cicli a propulsione sarebbe soggetto alle nuove regole, a prescindere da chi lo guida. Con il completamento dell’iter verranno fissati con precisione i parametri della nuova categoria.

Ztl e disabilità: il contrassegno diventa interoperabile

Ma la mobilità sostenibile non passa solo dal tipo di energia utilizzata. Per questo, lo schema prevede l’adesione dei Comuni alla piattaforma nazionale Cude, collegata al Contrassegno unico disabili europeo, entro sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice, prevista per il 1° gennaio 2028. In questo modo, una persona titolare del contrassegno deve poter circolare tra Comuni senza ripetere ogni volta le comunicazioni necessarie al riconoscimento del proprio veicolo per l’accesso alle Ztl, le zone a traffico limitato.

Per i Comuni che non aderiscono nei termini, lo schema prevede l’impossibilità di utilizzare dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle Ztl. Il testo comprende inoltre criteri uniformi per il rilascio del contrassegno, linee guida medico-legali nazionali e sanzioni più severe per l’uso improprio o fraudolento.

Documenti e notifiche: più controlli telematici, senza Pec obbligatoria

Sotto il profilo della digitalizzazione, lo schema supera l’obbligo di portare con sé patente e libretto cartacei, perché le forze dell’ordine potranno verificarli telematicamente. Per verbali e comunicazioni con valore legale è previsto l’impiego di Send, la piattaforma delle notifiche digitali, o della Pec al domicilio digitale. Resta il canale postale quando non è disponibile il domicilio digitale necessario.

C’è poi un tassello che riguarda i dati sugli incidenti. Le forze di polizia dovranno trasmettere ogni trimestre, per via telematica, i dati degli incidenti alla prefettura competente, secondo modalità da definire dal ministero dell’Interno. La digitalizzazione, qui, riguarda la circolazione delle informazioni tra uffici e l’organizzazione dei controlli.

Guida automatizzata, a patto che ci sia un responsabile

Lo schema introduce anche una categoria di veicoli a guida autonoma, prevedendo la presenza a bordo di una persona con funzione di controllore, i cui requisiti saranno definiti attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il controllore ha il compito di intervenire nelle emergenze ed è responsabile di eventuali danni provocati dal veicolo (anche) durante la guida automatizzata.

Parcheggi perpendicolari

Il testo rafforza la destinazione dei proventi della sosta a pagamento alla costruzione e gestione dei parcheggi, al finanziamento del trasporto pubblico e al miglioramento della mobilità urbana, con particolare attenzione alle persone con disabilità. Lo schema consente inoltre ai veicoli lunghi non più di 2,70 metri di parcheggiare perpendicolarmente dove non sono tracciati stalli o dove questi hanno una larghezza di almeno 2,80 metri.

Climatizzatore in sosta: elettriche e motori termici

Anche se pochi automobilisti lo sanno, il Codice della strada punisce con una sanzione da 223 euro a 444 euro chi lascia il climatizzatore accesso mentre l’auto è in sosta. Sul punto, lo schema del nuovo Cds introduce, per i veicoli termici, eccezioni limitate al tempo strettamente necessario: quando a bordo ci sono bambini, donne in gravidanza, anziani o persone fragili, e per le esigenze di sosta tecnica del trasporto merci. Nessuna restrizione, invece, per chi utilizza il climatizzatore in sosta con un’auto elettrica: la distinzione è dovuta al fatto che questi veicoli non hanno bisogno di tenere il motore acceso per far funzionare l’impianto di climatizzazione.

Multe e velocità: le altre misure in breve

Lo schema contiene anche l’arrotondamento al ribasso di diversi importi delle multe superando l’adeguamento automatico biennale. Se approvato il nuovo Cds introdurrà anche una diversa disciplina delle sanzioni per eccesso di velocità, proporzionate ai chilometri orari oltre il limite, misure contro i veicoli non assicurati e la riduzione da 90 a 45 giorni dei termini di notifica per le violazioni rilevate da remoto. Per un quadro completo di multe, velocità e misure generali, leggi qui.

Da oggi il testo inizia l’iter per i pareri (non vincolanti) di Consiglio di Stato, Conferenza Unificata e Commissioni parlamentari. La firma definitiva è attesa entro marzo 2027, ma la data ipotizzata per la reale entrata in vigore delle nuove norme è il 1° gennaio 2028.

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