Dalla lavanda al rosmarino, i fiori che aiutano le api anche in città

In Europa secondo Ispra, circa l’80% delle specie coltivate dipende dall’impollinazione degli insetti
20 Maggio 2026
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Ape lavanda
Ape su un fiore di lavanda

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle Api. Due giorni dopo, il 22 maggio, si celebra anche la Giornata internazionale della Biodiversità. In mezzo ci sono loro: api, farfalle, bombi e altri insetti impollinatori, piccoli alleati invisibili di agricoltura, ecosistemi e sicurezza alimentare.

Il loro ruolo è enorme. Gli insetti impollinatori sono fondamentali per la riproduzione di circa il 75% delle colture alimentari mondiali; in Europa, secondo Ispra, circa l’80% delle specie coltivate dipende dall’impollinazione degli insetti. Eppure, proprio questi insetti stanno progressivamente scomparendo dagli ecosistemi, sotto la pressione di pesticidi, perdita di habitat, agricoltura intensiva, crisi climatica e riduzione della biodiversità.

Per proteggerli, però, non servono solo grandi piani internazionali. Si può partire anche da gesti molto più vicini: un vaso sul balcone, una pianta aromatica sul davanzale, un terrazzo lasciato un po’ più fiorito e un po’ meno “perfetto”. In occasione della Giornata mondiale delle Api 2026, Greenpeace Italia ha lanciato “Fiori amici delle api”, una guida pensata per aiutare le persone a scegliere piante capaci di nutrire api e altri impollinatori anche negli spazi urbani.

Il balcone che piace alle api

La buona notizia è che molte piante utili agli impollinatori sono comuni, resistenti e facili da coltivare. La lavanda, ad esempio, oltre a profumare balconi e terrazzi, è molto apprezzata da api e farfalle grazie al suo nettare abbondante. Resiste bene al caldo, può crescere anche in vaso e fiorisce a lungo durante l’estate.

C’è poi il rosmarino, già presente in moltissime case italiane. Non serve solo in cucina: i suoi piccoli fiori sono una fonte preziosa di nutrimento per le api, soprattutto nei periodi in cui le altre fioriture sono più rare. Una pianta aromatica sul terrazzo, quindi, può diventare anche un piccolo punto di ristoro per gli impollinatori.

Il girasole è un’altra scelta semplice e scenografica. Produce grandi quantità di polline e nettare e può attirare numerosi insetti, contribuendo alla biodiversità anche in città. La calendula, invece, è adatta anche a chi non ha il pollice verde: cresce facilmente in vaso, richiede poche cure e regala fioriture colorate per diversi mesi. Infine, la borragine, meno conosciuta ma molto amata dagli impollinatori, produce fiori blu violacei ricchi di nettare ed è anche presente in alcune ricette regionali, come i pansotti liguri.

Non solo miele

La Giornata mondiale delle Api è stata istituita dalle Nazioni Unite e si celebra ogni anno il 20 maggio. Il tema indicato dalla Fao per il 2026 è “Bee Together for People and the Planet”, con un gioco di parole tra bee, ape, e be, essere: un invito a restare uniti per le persone e per il pianeta, ricordando la collaborazione tra esseri umani e api e il ruolo degli impollinatori per cibo, salute degli ecosistemi e mezzi di sussistenza.

In Italia, il valore delle api va ben oltre il miele. Secondo la Federazione Apicoltori Italiani, l’ultimo censimento 2025 indica un patrimonio superiore a 1,7 milioni di colonie, per un valore stimato in circa 500 milioni di euro. La Fai ricorda anche il ruolo di oltre 77mila apicoltori e apicoltrici, che garantiscono la presenza capillare dell’ape mellifera negli ambienti rurali, urbani, periurbani e naturali.

Il quadro europeo conferma il peso dell’Italia. Secondo Eurostat, nel 2023 nelle aziende agricole dell’Unione europea si contavano 9,4 milioni di alveari, dato parziale perché le statistiche agricole registrano solo quelli presenti nelle aziende. Rispetto al 2020, il numero è cresciuto di 1,3 milioni, pari al 16%. L’Italia era il primo Paese Ue, con quasi 1,9 milioni di alveari nelle aziende agricole, davanti a Romania, Grecia e Bulgaria. Tra i Paesi con dati disponibili, proprio l’Italia ha registrato l’aumento più marcato rispetto al 2020: +822.490 alveari, pari al +79%.

Coldiretti stima in Italia in circa 3 miliardi di euro il valore dell’impollinazione portata avanti da api e altri insetti nei campi. Il loro lavoro è decisivo per resa e qualità di molte colture: mele, pere, fragole, ciliegie, meloni, cocomeri e numerosi altri prodotti dipendono in misura più o meno diretta dall’attività degli impollinatori.

La produzione italiana di miele, secondo l’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Miele, ammonta oggi a circa 31 milioni di chili. Il consumo resta però contenuto: circa mezzo chilo a testa all’anno, sotto la media europea di 600 grammi. L’Italia conserva una forte biodiversità produttiva, con oltre 60 varietà di miele, dai Dop come il Miele della Lunigiana, il Miele delle Dolomiti Bellunesi e il Miele Varesino fino alle produzioni di acacia, agrumi, tiglio, eucalipto e molte altre.

Sul settore pesano però due fattori: da un lato la concorrenza del prodotto estero, dall’altro gli effetti della crisi climatica. Nel 2025, secondo Coldiretti su dati Istat, sono arrivati in Italia oltre 26 milioni di chili di miele straniero, in crescita rispetto all’anno precedente, con una quota rilevante da Paesi extra Ue. A questo si aggiungono maltempo, siccità e sbalzi climatici, che negli ultimi anni hanno colpito la produzione in diverse regioni.

Per questo la giornata del 20 maggio non riguarda solo gli apicoltori. Riguarda il cibo che arriva sulle tavole, la qualità degli ecosistemi, la salute dei suoli e anche il modo in cui le città possono diventare più ospitali per la biodiversità. Un balcone fiorito non salverà da solo le api, ma può essere un piccolo tassello di una rete più grande.

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