“Crisi climatica come il Covid-19”: un gruppo di esperti vuole dichiararla emergenza sanitaria globale

I dati mostrano che la regione pan-europea è quella che si sta riscaldando più velocemente
20 Maggio 2026
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Inquinamento mascherine canva

Il cambiamento climatico è una sfida di emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è la Commissione Pan-Europea su Salute e Cambiamento Climatico, composta da ex capi di governo e leader mondiali, i quali si sono rivolti direttamente all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): “Deve dichiarare la crisi climatica un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”.

Questo livello di allerta, il massimo previsto dai regolamenti internazionali, è lo stesso utilizzato per il Covid-19. La Commissione sostiene che l’attuale quadro normativo sia obsoleto, poiché concepito per epidemie temporanee e non per una minaccia cronica e in rapida escalation come il collasso climatico.

L’Europa al centro del mirino

Perché questo allarme parte proprio dall’Europa? E bene, i dati mostrano che la regione pan-europea (che comprende 53 Paesi) è quella che si sta riscaldando più velocemente al mondo, con temperature che aumentano a un ritmo doppio rispetto alla media globale.

Questa rapidità aumenta drasticamente anche il rischio di raggiungere i cosiddetti “punti di non ritorno” (tipping points), ovvero cambiamenti irreversibili nei sistemi terrestri che avrebbero conseguenze catastrofiche sulla salute pubblica. Il tempo per un’azione preventiva si sta riducendo drasticamente.

La “scatola nera” dell’economia: sussidi che uccidono

Uno dei punti più forti della “Call to Action” presentata a Ginevra nell’ambito della riunione annuale dell’Oms riguarda il paradosso economico globale. La Commissione critica duramente l’attuale sistema di calcolo del progresso. Il Prodotto interno lordo, ad esempio, conteggia il consumo di combustibili fossili come output economico positivo, ignorando però i costi sanitari dell’inquinamento e il carico economico dei disastri climatici.

In Europa, inoltre, l’inquinamento da combustibili fossili causa 600.000 morti premature l’anno. Nonostante ciò, i governi europei spendono circa 444 miliardi di euro l’anno in sussidi per petrolio e gas. Infine, in 12 Paesi europei, questi sussidi superano il 10% della spesa sanitaria nazionale; in quattro nazioni, superano addirittura l’intero budget destinato alla salute.

Le 17 raccomandazioni

La Commissione non si limita alla denuncia, ma propone 17 raccomandazioni concrete suddivise in quattro ambiti: sicurezza sanitaria, trasformazione dei sistemi sanitari, azione locale e riforma economica.

Tra le proposte più innovative spicca la richiesta di portare il binomio clima-salute all’interno dei Consigli di Sicurezza Nazionale, coinvolgendo direttamente i ministeri della Difesa, dell’Energia e delle Finanze. La crisi climatica non è più “solo” una questione di salute, ma un rischio primario per la coesione sociale e la stabilità dei sistemi alimentari e idrici.

Ospedali e professionisti in prima linea

Il settore sanitario deve cambiare dall’interno. Responsabile del 5% delle emissioni globali, il sistema salute deve diventare un modello di resilienza, a partire da:

  • Formazione obbligatoria: la Commissione chiede che i professionisti della sanità ricevano una formazione specifica e obbligatoria sull’impatto del clima sulla salute.
  • Standard di acquisto: è necessaria l’adozione di standard di approvvigionamento “green” per spingere i fornitori verso pratiche sostenibili.
  • Salute mentale: viene chiesto di integrare i disturbi legati all’ansia climatica e allo stress nei piani d’azione nazionali, riconoscendo che la crisi è anche una crisi della salute mentale.

“Rendere la crisi personale”

Per combattere lo scetticismo, gli esperti suggeriscono di cambiare narrazione: bisogna rendere la crisi “personale”. Non si tratta di eventi futuri o lontani, ma di malattie trasmesse da vettori che si stanno diffondendo ora (come dengue e chikungunya), di morti per calore estremo, di inquinamento atmosferico causato da incendi boschivi e dell’aumento di nascite premature.

La via d’uscita: l’iniziativa Pathfinder

Esistono però delle opportunità. Interventi come la mobilità attiva (camminare o andare in bici), l’isolamento termico delle case e diete sostenibili sono soluzioni “win-win” che migliorano la salute dei cittadini oggi, riducendo contemporaneamente le emissioni. Progetti come la Pathfinder Initiative stanno già esplorando modelli di azione basati sulle città per dimostrare che il cambiamento è possibile a livello locale.

“Le decisioni che i governi prendono oggi – ha concluso Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa – determineranno il carico di malattie di chi oggi frequenta la scuola primaria”. Agire ora non è più un’opzione, ma un imperativo morale per proteggere le generazioni presenti e future.

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