“Un’azione SpaceX per ogni minorenne americano”: Musk rilancia dopo il fondo di Anthropic

Si tratterebbe di una donazione personale di circa 10,5 miliardi di dollari
20 Ottobre 2026
4 minuti di lettura
elon musk e donald trump
Elon Musk e Donald Trump (Ipa/Ftg)

Elon Musk ha promesso che “l’anno prossimo” darà una delle sue azioni SpaceX a ogni minore degli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato ieri, lunedì 19 ottobre, a poche ore dall’annuncio di Anthropic che, domenica, ha comunicato di voler destinare il 5% delle proprie azioni a un nuovo fondo di utilità pubblica. A inizio anno, il magnate americano ha deciso di fondere SpaceX e xAI, la sua società di intelligenza artificiale.

Entrambe le promesse provano a congelare la crescente rabbia e preoccupazione dell’opinione pubblica nei confronti dell’Ai.

Che cosa ha promesso Musk

L’ex capo del Doge ha scritto su X che l’anno prossimo darà una delle sue azioni SpaceX a ogni bambino americano, aggiungendo che sarà la “la prima di molte” donazioni. Stando alle sue dichiarazioni, trattasi di azioni del suo patrimonio personale, non di nuove emissioni.

Ma quanto costerebbe questa promessa, se venisse davvero mantenuta?

Il Census Bureau stima poco più di 72 milioni di persone sotto i 18 anni al 1° luglio 2025; SpaceX ha chiuso venerdì 16 ottobre a 146,03 dollari per azione. Moltiplicando questi fattori si arriva a 10,5 miliardi di dollari, circa l’1% del suo patrimonio netto stimato in 904 miliardi di dollari (non trattandosi di denaro liquido, il reale valore dipende dalla oscillazione delle azioni sui mercati finanziari).

Attualmente Musk possiede circa 4,8 miliardi di azioni SpaceX, secondo un documento depositato presso la Sec ad agosto. Considerando anche le assegnazioni azionarie non ancora maturate e le stock option, la quota sale a 6,4 miliardi. Anche se rispettata, la donazione a ogni minorenne americano ridurrebbe la sua partecipazione in SpaceX soltanto dell’1,5%.

Cosa c’entrano i Trump Accounts

All’inizio del mese, il Dipartimento del Tesoro ha iscritto automaticamente milioni di bambini americani ai Trump Accounts, il programma di conti per i minori che ha ricevuto 6,25 miliardi di dollari di Michael Dell e prevede un contributo pubblico una tantum di 1.000 dollari per ciascun minore. Il punto è che, secondo lo stesso Elon Musk, il denaro potrebbe aver perso completamente valore nel futuro che caratterizzerà l’esistenza dei giovani beneficiari.

Il 23 luglio 2026, in un’intervista rilasciata a The Economics, Musk ha detto che “Il denaro non conterà più nel 2036. Sinceramente, penso che il denaro scomparirà come concetto. È un po’ strano, ma in un futuro in cui chiunque può avere qualsiasi cosa, non si ha più bisogno del denaro come database per l’allocazione del lavoro. Se l’intelligenza artificiale e la robotica saranno abbastanza grandi da soddisfare tutti i bisogni umani, allora il denaro non sarà più necessario. La sua rilevanza calerà drasticamente”.

Che cosa ancora non si sa

Il punto debole dell’annuncio è la sua attuazione. Secondo Cbs, il presidente Usa Donald Trump avrebbe indicato come canale della donazione i Trump Accounts. Ad ogni modo Elon Musk non ha fornito alcuna indicazione su:

  • chi rientri tra i beneficiari, cioè cittadinanza o residenza, età e trattamento dei nuovi nati;
  • calendario e modalità del trasferimento;
  • custodia delle azioni e possibilità di venderle;
  • trattamento fiscale per le famiglie.

Il fondo di Anthropic: come funziona e che cosa può fare

Poche ore prima, domenica 18 ottobre, Anthropic ha pubblicato il comunicato “Investing in the public benefit”, con cui ha annunciato la nascita dell’Anthropic Public Benefit Fund. Il fondo riceverà il 5% delle azioni della società, ma la concreta assegnazione dipende dall’approvazione degli azionisti.

Per ogni aumento del 50% del valore dell’azienda oltre una soglia di riferimento, il consiglio di amministrazione può aggiungere un altro 2%. Ogni integrazione resta a discrezione del board. La soglia da cui parte il calcolo non è stata resa nota, e Anthropic ha promesso di spiegare le tappe di valore nei prossimi mesi.

Una società controllata, non una fondazione

Sul piano giuridico il fondo non nasce come ente senza scopo di lucro. Sarà una Llc (l’equivalente della nostra Srl) interamente controllata da Anthropic, quindi diversa da una organizzazione, la forma tipica delle fondazioni esentasse negli Stati Uniti. L’azienda motiva la scelta con la maggiore libertà di muoversi tra strumenti diverse e cita tre possibilità: grandi donazioni a organizzazioni non profit, distribuzioni dirette a specifiche fasce di popolazione e iniziative per studiare e affrontare gli effetti dell’intelligenza artificiale sul lavoro.

Anthropic dichiara inoltre che le partecipazioni del fondo non saranno usate per attività di lobbying né per donazioni politiche, in patria o all’estero. Restano invece senza risposta le domande più pratiche: chi governerà il fondo, in quanto tempo le azioni saranno trasformate in risorse effettivamente spendibili e con quali criteri verranno scelti i destinatari.

Tre percentuali da non confondere

Il comunicato contiene numeri che si prestano a essere sovrapposti. Il 5% delle azioni della società madre di Claude è la dotazione iniziale del nuovo fondo. L’80%, invece, è la parte delle proprie partecipazioni che i cofondatori si sono impegnati a donare. Il 20% circa è invece il totale che, secondo Anthropic, andrà a finalità di interesse pubblico mettendo insieme il fondo, gli impegni dei cofondatori e il programma di donazione dei dipendenti.

Dietro le promesse: il timore per l’impatto dell’Ai sul lavoro

Nel comunicato Anthropic riconosce che l’intelligenza artificiale può produrre molto valore economico, ma anche instabilità per molti lavoratori. Ricorda un precedente impegno da 200 milioni di dollari per studiare il problema e ammette che potrebbero servire strumenti più ambiziosi.

Le preoccupazioni, però, si possono misurare anche fuori dall’azienda. Il Pew Research Center, in un rapporto del 17 settembre 2026, ha rilevato che in 34 dei 37 Paesi esaminati sono più le persone che si aspettano una diminuzione dei posti di lavoro per effetto dell’AI rispetto a chi ne prevede di più. Negli Usa la quota di chi si aspetta una riduzione dei posti di lavoro è salita del 7% rispetto al 2024 e in nessun Paese più di un quarto del campione pensa che l’Ai ridurrà le disuguaglianze economiche.

Soprattutto nei Paesi ad alto reddito, la preoccupazione che l’Ai tolga il lavoro è più diffusa tra i giovani adulti (dai 18 ai 34 anni) che tra gli over 50.

Intelligenza Artificiale | Altri articoli