L’intelligenza artificiale potrebbe risolvere uno dei più gravi problemi del nostro Paese: la lentezza della burocrazia. L’esempio più chiaro in tal senso arriva da Julia 3.0, l’Ai di Roma Capitale, presentata dal sindaco Roberto Gualtieri in occasione della Maker Faire Rome – The European Edition. Nata nel marzo 2025 e aggiornata nel luglio 2025 e nel giugno 2026, l’Ai capitolina passa da assistente digitale capace di fornire informazioni a strumento attraverso cui svolgere direttamente operazioni e accedere a 30 servizi dell’Amministrazione.
30 servizi a portata di chat
Come spiegato dal sito ufficiale del Comune, per l’anagrafe sono disponibili 16 servizi, tra cui tutti i certificati anagrafici in carta semplice, rivolti anche agli iscritti all’Aire: nascita, residenza, stato di famiglia, cittadinanza e gli altri certificati previsti. Per la scuola sono disponibili 7 servizi, tra cui la consultazione del menù scolastico, delle graduatorie di nidi e scuole dell’infanzia e delle quote contributive, oltre alla ricerca delle strutture educative sul territorio. Altri 7 servizi riguardano l’assistenza ai cittadini, tra cui le segnalazioni allo 060606, quelle indirizzate ad Ama, fino alla verifica della rimozione di un veicolo.
Questo è possibile anche grazie a un maggior bagaglio di informazioni ufficiali e certificate utilizzate dall’Ai capitolina. A quelle del Portale di Roma Capitale si aggiungono i contenuti di Ama, Atac e Roma Servizi per la Mobilità. Nei prossimi mesi, si legge sul sito, saranno progressivamente introdotti ulteriori servizi conversazionali.
Julia 3.0 ha due anime: la prima, quella più operativa, consente di avere direttamente i certificati richiesti in tempi estremamente ridotti; la seconda accompagna l’utente passo dopo passo verso il Servizio richiesto. Quest’ultima funzione si attiva per le pratiche che richiedono procedure più articolate, come il cambio di residenza o l’iscrizione al trasporto scolastico.
Accedendo con Spid, Cie o Cns, gli utenti possono utilizzare i servizi online di Roma Capitale e continuare sull’app una conversazione iniziata sul Portale (o viceversa), senza dover ricominciare la procedura.
App, lingue e posizione
La nuova fase di Julia 3.0 prevede anche il debutto della nuova App, che consente di utilizzare il servizio anche da smartphone. Il software consente di interagire in oltre 80 lingue e anche attraverso la voce, ottenere itinerari personalizzati e ricevere indicazioni su luoghi e servizi nelle vicinanze. La posizione viene utilizzata soltanto su richiesta dell’utente, resta disponibile per un massimo di 24 ore e la condivisione può essere interrotta in qualsiasi momento. L’infrastruttura tecnologica è basata su Microsoft Azure e modelli OpenAI, mentre fonti, regole di funzionamento e dati restano sotto il controllo di Roma Capitale. “Abbiamo voluto garantire ai cittadini uno strumento innovativo di cui possano fidarsi, con la massima attenzione alla tutela dei dati personali. Per questo abbiamo dedicato grande attenzione alla sicurezza e all’affidabilità del sistema, che utilizza esclusivamente fonti ufficiali e certificate”, ha spiegato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
La riduzione dei tempi
In ogni caso, l’obiettivo è ridurre tempi e passaggi necessari per accedere ai servizi offerti dal Portale istituzionale. Per ottenere un certificato anagrafico, che oggi richiede mediamente circa 4 minuti e otto passaggi, con Julia bastano appena 30 secondi. Per una segnalazione, la chat restituisce il numero con cui seguire la segnalazione in circa 50 secondi, abbattendo i tempi rispetto ai 2-6 minuti medi necessari attraverso il canale telefonico. Le stime sulle tempistiche sono state effettuate e pubblicate dal Comune di Roma. Quando una richiesta necessita di assistenza ulteriore, Julia indirizza sempre l’utente verso un operatore.
“Abbiamo realizzato la prima intelligenza artificiale generativa urbana, un progetto pionieristico a livello internazionale e oggi compiamo un ulteriore salto di qualità”, commenta entusiasta il primo cittadino. “Julia 3.0 non si limita più a fornire informazioni, ma permette ai cittadini di accedere direttamente ai servizi attraverso una semplice conversazione. Ottenere un certificato, fare una segnalazione o prenotare un appuntamento diventa molto più semplice e veloce. È questo il modo in cui vogliamo utilizzare le nuove tecnologie, rendendo la pubblica amministrazione più accessibile e rispondendo concretamente alle esigenze delle persone”, ha aggiunto Gualtieri.
Il percorso non finisce qui: “Il nostro obiettivo – ha concluso il sindaco capitolino – è fare di Roma una città all’avanguardia nell’innovazione, capace di trasformare il progresso tecnologico in un miglioramento concreto della vita quotidiana dei cittadini”.
Le sue parole riecheggiano quelle di Layla Pavone, coordinatrice del Board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Comune di Milano, primo comune italiano a dotarsi di un Manifesto per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
L’Ai per diminuire le disuguaglianze
Intervenendo alla terza edizione dell’AI Festival, l’evento dedicato all’intelligenza artificiale organizzato il 21 e il 22 gennaio 2026 da Search On Media Group all’interno di WMF – We Make Future presso l’Università Bocconi di Milano, Pavone ha sintetizzato l’approccio dell’amministrazione meneghina all’Ai: “L’intelligenza artificiale è davvero intelligente solo quando migliora la vita di tutti”. Un principio che ribalta il dibattito su questa tecnologia dal piano dell’efficienza a quello dell’impatto sociale. L’approccio milanese parte da un assunto chiaro. “Non ci interessa l’Ai come esercizio di stile o come promessa astratta. Ci interessa l’Ai quando riduce le disuguaglianze, rende i servizi più accessibili, aiuta l’amministrazione a essere più efficiente e trasparente, supporta decisioni migliori senza sostituire la responsabilità umana”.
Il Comune di Milano e le sue aziende partecipate stanno gestendo 44 progetti che utilizzano l’Ai: dal censimento di 30mila alberi in 3D per monitorare in tempo reale lo stato di salute tramite algoritmi, ai filobus intelligenti lungo la linea 90/91 dotati di sensori che forniscono informazioni su passeggeri, ostacoli e traffico. A2a sta testando sistemi per individuare perdite sulla rete di teleriscaldamento, mentre Mm utilizza modelli predittivi per intercettare anomalie nella rete idrica. Infine, l’azienda dei trasporti milanese (Atm) sta sviluppando algoritmi per stimare il consumo energetico dei mezzi elettrici e ottimizzare i piani di ricarica.
Per approfondire: Milano, Layla Pavone all’AI Festival 2026: “Ai intelligente solo se migliora la vita di tutti”
