Falso autunno, perché gli alberi perdono le foglie in anticipo: il fenomeno osservato anche in Italia

Foglie secche già in estate, chiome che cambiano colore prima del previsto e conseguenze che possono durare oltre una stagione. Il caldo estremo mette alla prova gli alberi, anche in Italia
26 Ottobre 2026
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Albero spoglio con residuo di foliage
Albero spoglio (Canva)

Il foliage autunnale è a rischio: in Italia e non solo gli alberi stanno perdendo le foglie prima che possano assumere le caratteristiche colorazioni gialle, arancioni e rosse. È l’effetto del cosiddetto “falso autunno”, un fenomeno legato allo stress provocato dalle prolungate temperature elevate e dalla siccità, che può anticipare la caduta delle foglie di diverse settimane.

In Gran Bretagna, ad esempio, betulle, faggi e aceri sicomori avevano già perso gran parte del fogliame a metà ottobre e il fenomeno potrebbe compromettere lo spettacolo autunnale, anche se non ovunque. Il National Trust prevede infatti una stagione molto variabile: nelle aree più colpite dalla siccità le foglie possono cadere prematuramente, mentre altrove il foliage potrebbe risultare particolarmente intenso, grazie all’abbondante luce solare estiva.

Ma anche in Italia già quest’estate si sono potute vedere piante gialle, ‘bruciate’, e rami spogli.

Come funziona il foliage: perché le foglie cambiano colore

Il foliage è il processo naturale attraverso cui le foglie degli alberi decidui cambiano colore prima di cadere. La trasformazione dipende da una combinazione di fattori biologici e climatici, tra cui la durata delle giornate, le temperature e la disponibilità d’acqua.

Durante la primavera e l’estate, le foglie sono verdi grazie alla clorofilla, il pigmento che permette alle piante di catturare l’energia solare necessaria alla fotosintesi. Attraverso questo processo, gli alberi utilizzano acqua e anidride carbonica per produrre gli zuccheri indispensabili alla crescita.

Con l’arrivo dell’autunno, l’accorciamento delle giornate e il progressivo abbassamento delle temperature inducono gli alberi a rallentare la fotosintesi. La clorofilla viene gradualmente degradata, rendendo visibili altri pigmenti già presenti nelle foglie, come i carotenoidi, responsabili delle tonalità gialle e arancioni.

I colori rossi e violacei dipendono invece soprattutto dagli antociani, pigmenti che molte specie producono proprio durante l’autunno. La loro formazione è favorita dalla disponibilità di zuccheri nelle foglie, dalla luce solare e dalle notti fresche.

Nel frattempo, gli alberi recuperano parte delle sostanze nutritive contenute nelle foglie, trasferendole verso rami, tronco e radici, dove potranno essere riutilizzate nella stagione successiva.

Alla base del picciolo si forma progressivamente uno strato di separazione che interrompe i collegamenti con il ramo e permette alla foglia di staccarsi.

L’intensità del foliage varia quindi da un anno all’altro. Giornate soleggiate, notti fresche ma non gelide e un’adeguata disponibilità d’acqua favoriscono generalmente colorazioni vivaci. Al contrario, siccità prolungate e temperature estreme possono alterare il processo.

Perché avviene il falso autunno

Il falso autunno si verifica quando gli alberi iniziano a ingiallire, seccare o perdere le foglie prima del normale calendario stagionale, in risposta a condizioni ambientali particolarmente stressanti. in sostanza, “gli alberi entrano in modalità sopravvivenza e perdono le foglie nel tentativo di conservare acqua ed energia”, spiega uno studio pubblicato nel 2022 su Royal Meteorological Society.

Il meccanismo è strettamente collegato alla gestione dell’acqua. Le foglie, infatti, non servono soltanto alla fotosintesi: attraverso minuscole aperture chiamate stomi, regolano gli scambi gassosi con l’atmosfera e rilasciano vapore acqueo mediante la traspirazione.

Quando le temperature aumentano, l’aria può richiamare più acqua dalle foglie, soprattutto se è molto secca. Se contemporaneamente il terreno contiene poca umidità, le radici possono non riuscire a compensare le perdite. La prima risposta degli alberi consiste generalmente nella chiusura degli stomi, che permette di limitare la dispersione d’acqua ma riduce anche l’assorbimento di anidride carbonica e, di conseguenza, la fotosintesi.

Se lo stress persiste, alcune piante possono anticipare la caduta delle foglie per diminuire ulteriormente la superficie attraverso cui perdono acqua. E’ una forma di adattamento, ma non sempre è efficace. Il calore può danneggiare direttamente i tessuti fogliari, mentre una disidratazione eccessiva può compromettere il sistema di trasporto dell’acqua all’interno della pianta, provocando fenomeni di embolia nei vasi conduttori.

In questi casi le foglie possono diventare marroni e seccarsi rapidamente, senza attraversare la normale sequenza cromatica del foliage. La risposta varia notevolmente tra le specie. Gli alberi con apparati radicali superficiali risultano spesso più vulnerabili alla siccità, mentre quelli capaci di raggiungere riserve idriche profonde possono resistere più a lungo.

Anche l’effetto delle temperature non è uniforme: un autunno moderatamente caldo può ritardare la caduta delle foglie, mentre un’estate caratterizzata da caldo estremo e deficit idrico può anticiparla.

Le conseguenze per gli alberi: possibili danni negli anni successivi

La perdita prematura delle foglie può avere conseguenze che vanno oltre la riduzione dei colori autunnali. Quando un albero perde il fogliame con settimane di anticipo, si riduce il periodo durante il quale può effettuare la fotosintesi e accumulare riserve energetiche.

Se la caduta avviene prima che la pianta abbia recuperato una quantità sufficiente di sostanze nutritive dalle foglie, può risultare compromessa anche la disponibilità di nutrienti per la stagione successiva.

Uno studio pubblicato nel dicembre 2025 sulla rivista scientifica Physiologia Plantarum ha dimostrato sperimentalmente che la siccità può accelerare la senescenza fogliare nelle specie arboree temperate, riducendo contemporaneamente fotosintesi, crescita e accumulo di biomassa.

Le conseguenze dipendono però dall’intensità dello stress. Una perdita controllata delle foglie può proteggere l’albero dai danni al sistema di trasporto dell’acqua. Se invece la siccità provoca un deterioramento dei tessuti, possono aumentare le difficoltà di recupero.

Una ricerca condotta sui boschi della Toscana dopo la siccità del 2017 ha osservato che alcune latifoglie, pur avendo perso prematuramente il fogliame, erano riuscite a rigenerare completamente la chioma nella primavera successiva.

La perdita prematura delle foglie non equivale quindi necessariamente alla morte dell’albero. Tuttavia, episodi ripetuti di siccità e caldo estremo possono indebolirlo, comprometterne la crescita e aumentarne la vulnerabilità ad altri fattori di stress.

Il falso autunno in Italia nel 2026

Come anticipato, il fenomeno è stato osservato anche in Italia durante l’estate 2026, soprattutto nelle aree urbane e nei territori interessati da temperature elevate e carenza di precipitazioni. A Milano, già alla fine di agosto, numerose segnalazioni riguardavano alberi, siepi e altre piante con fogliame secco o ingiallito. Situazioni analoghe sono state documentate in Veneto. Tra le specie particolarmente vulnerabili ci sono il liriodendro e il carpino bianco, e segnali di sofferenza sono stati osservati anche negli ambienti montani.

Rete Clima, network non profit che supporta le aziende in percorsi ESG (Environmental, Social, Governance) il 10 settembre ha pubblicato i risultati dei monitoraggi condotti in agosto su diversi impianti forestali italiani. L’organizzazione ha rilevato piante con foglie già arrossate o secche e rami parzialmente spogli, accanto ad altri esemplari ancora verdi. In questi casi, lo stress è stato attribuito prevalentemente all’intensa esposizione solare e alle alte temperature, anche in presenza di interventi di irrigazione.

Le condizioni meteorologiche registrate all’inizio dell’autunno hanno contribuito a mantenere elevata la pressione sulla vegetazione. I dati Copernicus pubblicati a ottobre segnalano condizioni particolarmente secche in diverse regioni europee, con un’intensificazione o un’estensione della siccità in alcune aree italiane durante settembre.

Le osservazioni disponibili non consentono di dire automaticamente che il foliage dell’autunno sia anticipato o ritardato. Lo stesso andamento stagionale può infatti produrre risultati differenti: foglie che cadono prematuramente sugli alberi più stressati e chiome che restano verdi più a lungo nelle aree dove il caldo è meno intenso e l’acqua rimane disponibile. Ma queste differenze potrebbero diventare più frequenti con l’aumento delle temperature e degli episodi di siccità, modificando gradualmente i tempi e le caratteristiche del foliage e, più in generale, i ritmi stagionali della vegetazione.

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