Meno Irpef per gli under 30: cosa c’è sul tavolo della Legge di Bilancio 2027

Un ragazzo su sette sotto i 35 anni ha uno stipendio sotto la soglia di dignità
26 Ottobre 2026
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Soldi che saldano conto
(Canva)

Ridurre le trattenute Irpef in busta paga per gli under 30 o 35, per un anno. Ma anche l’ipotesi di una flat tax al 5%, per gli aumenti di reddito, e una “no tax area” per agevolare i giovani all’ingresso nel mondo del lavoro. Infine, potenziare la deduzione prevista per chi assume giovani under 35, portandola a 140-150% con una soglia che diventerebbe ancora più alto, fino al 180%, quando a firmare il contratto sono giovani madre.

Di aiuti ai giovani si è tornato a parlare con toni accesi nelle ultime settimane. Le proteste che hanno coinvolto l’intera nazione da Nord a Sud hanno puntato i riflettori contro il caro benzina, il caro vita e una condizione socioeconomica del Paese che sembra paralizzata. Se il Mezzogiorno ha bloccato le autostrade con il settore dei trasportatori in prima linea, al Nord le manifestazioni contro il caro-vita hanno raggiunto livelli di violenza mai visti prima, con minorenni protagonisti, ma anche studenti e lavoratori scesi in piazza a protestare pacificamente. Il tema al centro del dibattito è il costo della vita, gli stipendio fermi da anni, e i beni di prima necessità sempre più economicamente inaccessibili.

“Un Paese che non paga i suoi giovani rinuncia a se stesso”

“Da mesi Forza Italia lavora perché la prossima legge di Bilancio metta al centro i giovani e il lavoro – ha spiegato Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato -. Lo abbiamo fatto con alcune proposte precise, convinti che senza una scelta coraggiosa sulle nuove generazioni non ci sia vera crescita. E i dati elaborati oggi dal ‘Sole 24 Ore’ su base Inps ci danno ragione e rendono quell’impegno ancora più urgente”. I dati di cui parla la senatrice vedono un lavoratore sotto i 35 anni guadagnare in media 97 euro lordi al giorno, contro i 138 di un over 50. Il divario è di quasi il 30 per cento e sfiora il 43 per cento nei servizi finanziari e in quelli digitali, “proprio i settori su cui si gioca il futuro del Paese. In dieci anni, al netto dell’inflazione, le buste paga dei giovani non sono cresciute di un euro. Anzi, sono calate”, ha sottolineato Craxi.

Il problema che ha portato centinaia di migliaia di persone nelle piazze italiane e che oggi un ragazzo su sette sotto i 35 anni ha uno stipendio sotto la soglia di dignità, e al Sud si arriva a uno su sei. “Non possiamo stupirci – aggiunge l’esponente azzurra – se i nostri giovani migliori fanno le valigie. Ogni laureato che parte è un investimento perso che regaliamo ad altri Paesi, ai nostri competitor. La nostra proposta per la Finanziaria parte da qui, dalla necessità di non riconoscere bonus o incentivi una tantum, ma da una proposta di detassazione per i giovani, una scelta strutturale, che vuole premiare il lavoro stabile e mette più soldi in tasca a chi inizia. Il merito, la crescita e la libertà di costruirsi un futuro in Italia sono la nostra bussola. Un Paese che non paga i suoi giovani è un Paese che rinuncia a se stesso”.

Non solo giovani, dagli affitti alle pensioni

Non solo giovani. Con la Legge di Bilancio si fa il punto su cosa può o non può fare il Governo con quei margini di manovra economici a propria disposizione. Tante le richieste che arrivano da ogni fronte: Confedilizia, tramite il presidente Giorgio Spaziani Testa, chiede l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali, una riduzione della tassazione sulle locazioni a canone concordato e il mantenimento di adeguati incentivi per la riqualificazione edilizia.

Le Regioni, riunite a Firenze per il Festival L’Italia delle Regioni nell’ambito dei lavori della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, chiedono maggiori risorse per la sanità, la revisione del Fondo per le non autosufficienze, il rafforzamento del Fondo nazionale trasporti e nuovi investimenti nella fase successiva al Pnrr. Come sottolineato da Marco Alparone, coordinatore della Commissione e vicepresidente della Lombardia, la sanità assorbe circa l’80% dei bilanci regionali. Anche i sindaci delle principali Città metropolitane, da Roma a Milano, passando per Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Genova, Bari e Cagliari, chiedono un confronto diretto con il Governo in vista della manovra. I primi cittadini sollecitano interventi contro il caro vita e misure per sostenere famiglie, imprese, lavoro, servizi pubblici e coesione sociale.

Federmanager, infine, per voce del presidente Valter Quercioli, individua come priorità pensioni, fisco e sanità: stop a nuove penalizzazioni sulla rivalutazione degli assegni pensionistici, adeguamento all’inflazione di scaglioni e detrazioni Irpef e interventi per ridurre le liste d’attesa nel sistema sanitario.

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