Certi complotti sono come gli amori di Antonello Venditti: non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. In questo caso, i giri immensi sono quelli delle scie chimiche, teoria complottista dura a morire e persistente ben più delle strisce bianche nel cielo che ne sono l’oggetto. Stavolta la teoria riappare sotto forma di proposta di disegno di legge d’iniziativa popolare, depositata l’11 maggio e ora in attesa di raccogliere le firme necessarie (50mila) per passare al Parlamento. Il testo è molto chiaro: basta scie chimiche da geoingegneria. È il ddl ‘Cieli Blu‘.
La geoingegneria esiste ma non è quella che pensano i complottisti
Come dicevamo, quella delle scie chimiche è uno dei complottismi più duri a morire. Anche perché, al pari di tutti i complottismi più riusciti, mischia cose reali con paure, mistificazioni, ipotesi assurde, manipolazione, pseudoscienza.
La geoingegneria infatti esiste davvero, ma non è un progetto segreto di controllare il clima a danno delle persone, come che credono e predicano i sostenitori della teoria delle scie chimiche. E non è nemmeno segreta, dato che gli studi ci sono e sono liberamente consultabili. Viceversa, della teoria delle scie chimiche non ci sono prove: nessuno hai mai rivelato documenti segreti, analisi, prove di laboratorio o altro.
Le strisce bianche nei cieli (blu o meno blu) sono semplicemente la condensa rilasciata dagli aerei in volo, vapore acqueo che si condensa e congela attorno ai gas di scarico del velivolo, in pratica delle piccole nubi. Questo spiega anche perché appaiano a intermittenza (cosa che portata a supporto della teoria complottista): per formarsi, occorre loro una certa combinazione di umidità e temperatura. Nello specifico, è più facile che si formino nelle giornate limpide e fresche.
Spesso, poi, le scie chimiche indicate come segnale di manipolazione climatica altro non sono che nuvole d’alta quota (cirri e cirrostrati, che hanno un aspetti più sottile, biancastro e trasparente).
Cosa prevede il ddl ‘Cieli Blu’?
Nel dettaglio, la pdl, citando il principio di precauzione, punta a vietare “la modifica delle condizioni metereologiche attraverso attività di geoingegneria nei cieli italiani“.
Per “modifica del tempo” il testo intende “qualsiasi iniezione, rilascio, emissione o dispersione di una sostanza chimica, di un composto chimico o di una sostanza, o trasporto di un apparato nell’atmosfera con l’espresso scopo di produrre un cambiamento artificiale nella composizione, nel comportamento o nella dinamica dell’atmosfera; o di influenzare la temperatura, il tempo, il clima o l’intensità della luce solare.
La pdl porta degli esempi di pratiche date per assodate e vietate: geoingegneria, inseminazione delle nuvole; modifica e gestione della radiazione solare; rilascio di un aerosol nell’atmosfera per gli scopi appena descritti.
Le pene previste sono importanti: 100mila euro di multa o fino a 5 anni di carcere, o entrambi. “Ogni caso di iniezione, rilascio, emissione o dispersione” rappresenta “una violazione separata”, dunque da sanzionare singolarmente. Inoltre, l’Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac), in coordinamento con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, potrà imporre una sanzione civile di massimo 10mila euro per ciascuna violazione.
Cosa succede ora
La proposta, se raccoglierà entro 180 giorni le firme necessario, dovrà poi passare per il Parlamento e percorrere l’iter legislativo, senza garanzie di essere presa in considerazione e approvata, né eventualmente con quali modifiche. Se andrà avanti, potremmo comunque vederne delle belle, considerando che negli ultimi anni esponenti dei più diversi partiti hanno presentato interrogazioni sul tema, strizzando l’occhio alla teoria del complotto. E se mai dovesse venir deciso di dire ‘basta alle scie chimiche’ per via normativa, come vogliono i sostenitori dell’iniziativa, sarà interessante capire come far rispettare il divieto, che sarebbe come dire vietare per legge il vento o l’umidità. Verranno sanzionati gli aerei?
