Emissioni, stop diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026: i comuni coinvolti e l’eccezione del Piemonte

Non potranno più circolare in specifiche zone di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Piemonte evita il blocco con una strategia coraggiosa
30 Giugno 2026
4 minuti di lettura
auto diesel euro 5

Mentre le emissioni inquinanti fanno schizzare le temperature in tutta Europa, l’Italia prepara una nuova stretta alle auto a diesel Euro 5. Dal 1° ottobre 2026, queste vetture non potranno più circolare in specifiche zone di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Lo stop riguardava anche il Piemonte, che è riuscito ad evitarlo tramite misure compensative, come vedremo più avanti.

L’entrata in vigore del provvedimento, originariamente prevista per il 2025, è stato posticipata dal Decreto Infrastrutture, ma nei prossimi mesi chi possiede un’auto a gasolio immatricolata tra il 2011 e l’agosto 2015 e vive nei grandi centri urbani del Nord Italia dovrà adattarsi alle nuove regole.

La limitazione si applica in via prioritaria alle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti. Regioni e Comuni possono però decidere di estendere il blocco anche a centri più piccoli. Ciascuna Regione ha adottato il proprio impianto attuativo con aree diverse, fasce orarie diverse, periodi stagionali diversi e, nel caso del Piemonte, una strada del tutto alternativa.

Lo stop in Lombardia

In attuazione della Legge n. 105/2025 e della delibera di Giunta regionale n. 4843 del 28 luglio 2025, le limitazioni per gli autoveicoli diesel Euro 5 entreranno in vigore in Lombardia a partire dal 1° ottobre 2026 per le autovetture, dal 1° ottobre 2027 per le categorie M2, N1 e N2 (veicoli commerciali leggeri e medi), e dal 1° ottobre 2028 per tutte le altre categorie.

Le limitazioni valgono dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30 e durano tutto l’anno (unica regione italiana che non prevede periodi senza blocco).

Lo stop per le autovetture diesel Euro 5 si applica nelle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo.

La deroga con MoVe-In: come funziona

La Regione Lombardia conferma lo strumento MoVe-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti). Aderendo a MoVe-In, il veicolo non è più soggetto ai blocchi orari e giornalieri vigenti, ma è soggetto a una limitazione chilometrica, monitorata attraverso il conteggio totale dei km percorsi all’interno del perimetro delle aree limitate, entro un tetto massimo di km/anno stabilito in base alla tipologia e alla classe ambientale del veicolo. Una scatola nera installata sul veicolo consente di rilevare le percorrenze reali attraverso il collegamento satellitare a un’infrastruttura tecnologica dedicata.

Il servizio MoVe-In non consente di circolare nelle aree a traffico limitato istituite dai Comuni (ad esempio l’Area B di Milano) salvo estensione del servizio approvata dal Comune stesso.

Lo stop ai diesel Euro 5 in Veneto

In Veneto, lo stop alle auto e ai veicoli commerciali Diesel Euro 5 entreranno in vigore dal 1° ottobre 2026 nei Comuni e negli agglomerati con più di 100.000 abitanti. Le limitazioni saranno attive dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 18:00, nel periodo compreso tra ottobre e aprile di ogni anno.

I Comuni sotto i 100.000 abitanti possono aderire su base volontaria.

Lo stop in Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna gestisce le limitazioni alla circolazione attraverso il Pair 2030 (Piano Aria Integrato Regionale), adottato dalla Regione e attuato tramite Arpae. È il documento di riferimento per tutte le misure sulla qualità dell’aria, incluse quelle sui diesel Euro 5.

Il sistema regionale si distingue per due livelli di restrizione: i limiti strutturali ordinari sono già in vigore dal 1° ottobre al 31 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30, in tutti i Comuni di pianura della Regione, e riguardano i veicoli diesel fino a Euro 4 incluso, le auto a benzina fino a Euro 2, i ciclomotori e i motocicli fino a Euro 2.

I diesel Euro 5 entrano invece in un regime specifico.

Dove e quando si applica la stretta sugli Euro 5

In Emilia-Romagna i diesel Euro 5 saranno soggetti a una limitazione stagionale fissa dal 1° ottobre al 31 marzo, dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, nei centri abitati dei comuni delle zone Pianura Ovest, Pianura Est e Agglomerato di Bologna. Nei comuni con più di 30 mila abitanti, nell’Agglomerato di Bologna e nei comuni volontari di Fiorano Modenese, Maranello e Rubiera, il divieto si estende anche alle domeniche ecologiche e ai giorni di attivazione delle misure emergenziali.

Anche in Emilia-Romagna è disponibile il servizio Move-In, che consente una percorrenza annua controllata tramite scatola nera. Il servizio non è valido durante le domeniche ecologiche e in caso di misure emergenziali per superamento dei limiti di Pm10.

Come il Piemonte ha evitato lo stop

Il Piemonte è la Regione che si è mossa in modo più netto rispetto alle altre tre del Bacino padano. Il 26 giugno 2026 la Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria riuscendo ad evitare il blocco strutturale delle auto diesel Euro 5, che sarebbe entrato in vigore da ottobre ad aprile, nell’area metropolitana di Torino e a Novara.

Le misure compensative

La Legge n. 105/2025 consentiva alle Regioni di non applicare il blocco strutturale, a condizione di adottare misure alternative capaci di raggiungere gli stessi obiettivi di riduzione delle emissioni. La Regione ha individuato tali misure compensative, verificando tramite simulazioni tecniche — basate sul modello Gains dell’International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa) — che i risultati emissivi sarebbero comparabili a quelli ottenibili con il blocco, in termini di No2, Pm10 e Pm2.5.

La strategia della Regione Piemonte si sviluppa su quattro fronti principali:

  • Mobilità: con 14 milioni di euro per incentivare l’uso dei biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) nel trasporto pubblico e per le auto private diesel Euro 5 ed Euro 6, con contributi annui tra i 50 e i 100 euro tramite carte carburante dedicate;
  • Traffico: con sistemi di regolazione basati sull’intelligenza artificiale; agricoltura, con la diffusione di colture che riducono la presenza di gas e ammoniaca nell’aria;
  • Energia, con 14,4 milioni di euro per la manutenzione e sostituzione degli impianti di riscaldamento vetusti, l’installazione di nuovi sistemi meno inquinanti e l’efficientamento energetico degli edifici.

Ulteriori 44 milioni di euro sono destinati a bandi per il car sharing, nuove postazioni per le biciclette e interventi di rigenerazione urbana. Sono anche previste attività sperimentali di purificazione dell’aria tramite cubi filtranti modulari alimentati da fonti rinnovabili, sviluppati con le università di Torino e del Piemonte orientale.

Territorio | Altri articoli