Londra, convegno sul caldo estremo cancellato per il caldo estremo

Con temperature vicine ai 40 gradi e l'impossibilità di garantire condizioni di sicurezza ai partecipanti, gli organizzatori dell'evento hanno dovuto arrendersi
26 Giugno 2026
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Doveva servire a discutere come città e governi possano adattarsi alle temperature sempre più elevate. Ma è stato il caldo stesso a impedirlo.

A Londra, durante la London Climate Action Week, un convegno organizzato dalla London School of Economics — pensato per riunire esperti, ricercatori e rappresentanti istituzionali sulle politiche di adattamento climatico — è stato cancellato dopo che le autorità britanniche hanno emanato un’allerta rossa per caldo estremo.

Gli organizzatori hanno spiegato che la sede non era dotata di impianti di raffrescamento adeguati e non sarebbe stato possibile garantire condizioni di sicurezza ai partecipanti con temperature vicine ai 40 gradi nel sud dell’Inghilterra.

Quello che doveva essere un modo pratica per contrastare il cambiamento climatico, è diventato un simbolo del caldo anomalo che sta investendo l’Europa.

Tre giorni di allerta rossa: temperature record e infrastrutture in difficoltà

L’episodio si inserisce in un’ondata di calore tra le più intense che il Regno Unito abbia registrato negli ultimi anni. Giovedì 25 giugno tutte e quattro le nazioni del Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) hanno registrato le temperature più alte dell’anno finora.

Secondo i dati provvisori del Met Office, la temperatura massima è stata di 36,7°C a Merryfield, nel Somerset: il valore più alto mai registrato a giugno nel Paese e il picco più elevato dell’intero 2026.

La notte precedente, le temperature a Cardiff non erano scese sotto i 23,5°C, superando il record notturno di giugno stabilito nel 1976 a quota 22,7°C. Secondo il Met Office, anche questo record potrebbe essere stato ulteriormente aggiornato nella notte successiva.

L’allerta rossa — uno dei livelli più rari nel sistema britannico di previsione meteorologica — è stata estesa a Londra e ad alcune zone dell’Inghilterra sudorientale fino alle 21:00 di venerdì, interessando milioni di persone per il terzo giorno consecutivo. Nelle zone meridionali, centrali e occidentali dell’Inghilterra e in alcune parti del Galles era in vigore un’allerta di pericolo per la vita. Per l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’ondata di caldo estremo in Europa è già “un’emergenza sanitaria”.

In Uk, le conseguenze operative sono state immediate. Molte scuole hanno chiuso o ridotto le attività. Nel Kent è stato introdotto il divieto di utilizzo dei tubi per l’irrigazione. Network Rail, il gestore della rete ferroviaria nazionale, ha comunicato l’attesa di “disagi significativi” in diverse aree di Inghilterra e Galles, invitando i cittadini a spostarsi solo se strettamente necessario.

La cupola di calore e il ruolo del cambiamento climatico

Le condizioni meteo sono determinate da una cosiddetta “cupola di calore”: un’area di alta pressione che staziona su una regione, blocca la circolazione atmosferica e intrappola il calore al suolo. Il sistema si sta spostando sull’Europa occidentale, producendo condizioni estreme in più paesi contemporaneamente.

Gli scienziati sottolineano che questi eventi non possono essere letti solo come episodi meteorologici isolati. “Il cambiamento climatico sta sovraccaricando l’atmosfera di calore, rendendo le temperature estreme molto più intense di quanto non lo fossero in passato”, ha dichiarato il dottor Akshay Deoras, ricercatore senior presso l’Università di Reading. Sulla prima pagina di Libération, il climatologo Christophe Cassou invita a “politicizzare la canicola”: non basta gestire l’emergenza di stagione in stagione, ma occorre riconoscere la natura antropogena della crisi climatica e intervenire con provvedimenti concreti.

I dati del Met Office rendono la tendenza misurabile: tra il 2015 e il 2024, il numero di giorni in cui le temperature nel Regno Unito hanno superato i 30°C è più che triplicato rispetto alla media del periodo 1961–1990. Un Paese storicamente non attrezzato per il caldo — le abitazioni britanniche sono costruite per trattenere il calore, non per disperderlo, e gli impianti di climatizzazione restano poco diffusi — si trova a fronteggiare fenomeni per i quali le infrastrutture, le scuole e i luoghi pubblici non sono pronti.

Il convegno cancellato alla London School of Economics non è solo un episodio, ma l’ennesimo indicatore di un problema strutturale: le città europee devono adattarsi a un clima che cambia più velocemente della loro capacità di risposta.

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