Eclissi, per due ore spariranno quasi 10 Gw di energia solare

L’eclissi farà calare temporaneamente la produzione solare europea. Il nodo non è solo quanta energia verrà meno, ma quanto rapidamente la rete dovrà compensarla
10 Agosto 2026
4 minuti di lettura
Eclissi solare canva
Eclissi solare, immagine di archivio (Canva)

Il 12 agosto l’eclissi solare avrà un effetto visibile anche sulla rete elettrica europea. Tra le 19.15 e le 21.30 (ora italiana), in condizioni di cielo sereno, la produzione fotovoltaica potrebbe diminuire temporaneamente fino a 9,7 Gw, secondo le stime di Entso-E, la rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica.

L’impatto maggiore è previsto in Spagna, attraversata dalla fascia di totalità dell’eclissi, e in Germania, dove l’elevata capacità fotovoltaica rende rilevante anche un oscuramento parziale del Sole. Il dato indica il massimo calo temporaneo della produzione fotovoltaica rispetto a quella attesa senza eclissi. L’energia solare diminuirà con l’avanzare dell’ombra della Luna e tornerà poi progressivamente disponibile.

Per i gestori della rete il punto è proprio la variazione in un intervallo relativamente breve. Produzione e consumo di elettricità devono rimanere costantemente in equilibrio e una riduzione simultanea del fotovoltaico in più Paesi deve quindi essere prevista e gestita. Entso-E assicura che il sistema è preparato. I gestori delle reti di trasmissione europee hanno adottato misure coordinate e l’associazione ha attivato una task force dedicata per seguire l’evento, scambiare informazioni tra i diversi gestori del sistema di trasmissione elettrica e coordinare le operazioni prima e dopo l’eclissi.

La preparazione è diventata più importante con la crescita del fotovoltaico. Nel 2025 l’energia solare ha rappresentato circa il 13% della produzione elettrica dell’Unione europea, secondo i dati riportati da Entso-E. Un’eclissi che vent’anni fa avrebbe avuto conseguenze marginali sul sistema elettrico oggi interessa direttamente una delle principali fonti della transizione energetica europea.

L’eclissi colpirà soprattutto Spagna e Germania

La Spagna sarà il Paese europeo più esposto: il 12 agosto la fascia di totalità attraverserà il territorio spagnolo e per alcuni minuti la radiazione solare verrà quasi completamente meno nelle aree interessate. La Germania, pur rimanendo fuori dalla totalità, subirà invece un impatto rilevante per un altro motivo: la quantità di fotovoltaico installato.

Il peso del solare nel sistema elettrico europeo è cresciuto rapidamente. Nel solo 2025 nell’Ue sono stati installati altri 56 Gw di capacità solare, mentre la produzione fotovoltaica ha raggiunto 275 TWh, il 18% in più rispetto all’anno precedente.

L’eclissi arriva però in una fascia oraria particolare. Tra le 19.15 e le 21.30 il fotovoltaico europeo sarebbe comunque avviato verso il naturale calo serale. L’ombra della Luna si sovrapporrà quindi a una produzione già in discesa, modificandone temporaneamente il profilo.

Come si gestiscono 9,7 Gw di fotovoltaico che calano in poche ore

Una rete elettrica deve mantenere continuamente in equilibrio produzione e consumi. Quando una fonte diminuisce, altre risorse devono compensare lo scarto; quando la produzione torna a crescere, il sistema deve assorbirla senza creare un nuovo squilibrio.

È quello che i gestori fanno già ogni giorno con variazioni della domanda, vento, nuvole, guasti agli impianti e flussi di energia tra Paesi. L’eclissi concentra però una variazione della produzione solare in una finestra temporale molto precisa e contemporaneamente su più sistemi nazionali. Entso-E ha per questo attivato una task force dedicata, incaricata di seguire la preparazione, monitorare l’evento e facilitare lo scambio di informazioni tra i gestori dei sistemi di trasmissione prima e dopo l’eclissi.

Un ruolo importante è svolto dalle interconnessioni tra i Paesi. Se una zona registra un calo più pronunciato della produzione, può ricevere elettricità da sistemi meno colpiti, nei limiti della capacità disponibile sulle linee transfrontaliere. Entso-E indica proprio le interconnessioni come uno degli strumenti che consentono ai sistemi nazionali di sostenersi reciprocamente durante variazioni significative della produzione.

A questa flessibilità si aggiungono riserve di bilanciamento, impianti programmabili, gestione della domanda e sistemi di accumulo. Nell’estate 2026 la capacità europea delle batterie collegata al sistema è arrivata a circa 29 Gw, il doppio rispetto all’estate precedente, secondo il Summer Outlook di Entso-E. Nello stesso periodo sono entrati nel sistema europeo altri 126 Gw di capacità rinnovabile, prevalentemente fotovoltaica.

Il parametro da tenere sotto controllo è la frequenza della rete, che nel sistema europeo continentale deve rimanere intorno ai 50 hertz. Una differenza improvvisa tra produzione e consumo tende a farla deviare e viene compensata attraverso meccanismi automatici e interventi di bilanciamento.

Le eclissi precedenti mostrano che il fenomeno è gestibile. Il 10 giugno 2021 il passaggio dell’ombra lunare interessò gran parte dell’Europa e provocò un calo massimo della produzione fotovoltaica di 4,9 Gw nei Paesi più colpiti. Entso-E rilevò che la frequenza non aveva registrato deviazioni significative rispetto ai 50 hertz e che la produzione solare era tornata alla normalità al termine dell’evento.

Già allora, però, il fotovoltaico europeo era molto diverso da quello di pochi anni prima. La capacità installata nell’Europa continentale era salita a circa 138 Gw nel 2021, rispetto agli 87 Gw del 2015. Per prepararsi all’eclissi del 2021 i gestori avevano previsto, a seconda dei Paesi, misure come riserve aggiuntive, maggiore personale nelle sale di controllo e un coordinamento più stretto con gli operatori del mercato.

Il solare vale ormai il 13% dell’elettricità europea

Il dato dei 9,7 Gw racconta quindi soprattutto quanto sia cambiata la produzione elettrica europea. Nel 2008 il fotovoltaico rappresentava appena l’1% dell’elettricità europea. Nel 2025 è arrivato al 13% nell’Ue e nel giugno dello stesso anno, per la prima volta, il solare è stato addirittura la principale fonte di elettricità del mese, con una quota del 22%.

La crescita porta con sé un vantaggio evidente: più elettricità prodotta senza combustibili fossili e senza emissioni dirette di Co₂ durante il funzionamento. Cambia però anche il modo in cui deve essere gestita la rete. Una quota maggiore della produzione dipende da fonti il cui output varia con il Sole e con il vento, mentre il sistema deve continuare a garantire energia in ogni momento.

Nel Summer Outlook 2026, Entso-E non individua rischi sistemici di adeguatezza per la maggior parte dell’Europa durante l’estate. Nello stesso documento sottolinea però la crescente importanza di accumuli, interconnessioni, risposta della domanda e coordinamento operativo, proprio perché aumentano rapidamente le fonti rinnovabili variabili.

L’eclissi del 12 agosto rende questa trasformazione particolarmente visibile. Vent’anni fa un’eclissi era soprattutto un appuntamento per astronomi e appassionati, oggi entra anche nei modelli di chi deve tenere accese case, industrie e servizi.

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