Giovani pagati per proteggere il clima: come funziona l’iniziativa svedese Yps

In Svezia, un ristretto gruppo di giovani tra i 16 e i 24 anni ha trascorso l’estate 2026 progettando e realizzando interventi ambientali nel proprio territorio
8 Settembre 2026
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Piantare alberi giovani svezia ysp

Unire l’utile…all’utile: in Svezia, un ristretto gruppo di giovani tra i 16 e i 24 anni ha trascorso l’estate 2026 progettando e realizzando interventi ambientali nel proprio territorio, guadagnando fino a 40.000 corone svedesi, circa 3.600-4.000 euro, per farlo. Il programma si chiama Young Planetary Stewards (Yps), è alla sua prima fase pilota con circa dieci partecipanti, e offre una retribuzione oraria compresa tra 140 e 170 corone (13-14 euro), sufficiente a coprire un mese di lavoro a tempo pieno o due mesi part-time durante l’estate.

L’iniziativa nasce per rispondere contestualmente a due esigenze molto avvertite dalle nuove generazioni del Paese scandinavo: una disoccupazione giovanile tra le più alte dell’Unione Europea e una crescente ansia legata alla crisi climatica.

Cos’è Yps e come funziona

Yps è un programma estivo definito “participant-led”, cioè guidato dai partecipanti stessi. Il meccanismo capovolge la logica tradizionale del lavoro stagionale: non sono gli enti locali a definire in anticipo mansioni e progetti, ma sono i giovani candidati a presentare una proposta con il tipo di intervento ambientale che vorrebbero realizzare nella propria comunità.

L’organizzazione non profit Upplandsbygd, con sede a nord di Stoccolma, funge da intermediario: raccoglie le proposte e le abbina alle esigenze concrete di enti locali e organizzazioni del territorio, che spaziano da fattorie a gruppi di conservazione ambientale, fino a biblioteche e amministrazioni comunali. Una volta avviato il progetto, i partecipanti ricevono mentoring specifico sulla gestione dei progetti, oltre al supporto tecnico fornito direttamente dalle realtà ospitanti.

In questo modo, il progetto non si limita ad avere risultati nel breve periodo, ma punta a sviluppare competenze pratiche di conservazione ambientale e di project management, che i giovani potrebbero utilizzare anche in altri contesti lavorativi.

Che tipo di progetti vengono finanziati

La gamma di attività realizzate nella fase pilota rientra prevalentemente in tre categorie:

  • Ripristino della biodiversità: rimozione di specie vegetali invasive, costruzione di stagni per la riproduzione delle rane, installazione di cassette-nido per uccelli e di piccoli “hotel” per insetti impollinatori;
  • Inventari naturalistici: per esempio, censimenti locali di alberi di quercia, utili a mappare il patrimonio arboreo di un’area;
  • Infrastrutture verdi di piccola scala, tra cui la creazione o il ripristino di sentieri escursionistici, e attività educative e comunitarie come workshop e laboratori dedicati al clima e alla sostenibilità, pensati per coinvolgere direttamente la popolazione locale.

Si tratta, nel complesso, di interventi di dimensioni contenute ma rilevanti a livello locale: il loro impatto è più significativo sul piano culturale e della sensibilizzazione che su quello delle emissioni di CO₂.

Retribuzione e condizioni di lavoro

Pur non essendo equiparabile a un impiego stabile, la retribuzione di Yps, è competitiva rispetto ai tradizionali lavori stagionali estivi accessibili a questa fascia d’età. Non sono ancora disponibili dati ufficiali dettagliati sul costo complessivo del programma per partecipante o per singolo progetto, trattandosi di un’iniziativa ancora in fase sperimentale.

Perché nasce in Svezia: disoccupazione giovanile e clima

Come accennato, il contesto che ha favorito la nascita di Yps è duplice. Da un lato, la Svezia registra una disoccupazione giovanile tra le più elevate in Ue, in un mercato del lavoro sempre più polarizzato. Uno studio dell’Università di Örebro, basato sui dati dell’intera forza lavoro svedese registrata tra il 2019 e giugno 2025, ha documentato che l’occupazione dei lavoratori tra 22 e 25 anni nelle professioni più esposte all’intelligenza artificiale generativa è calata del 5,5% rispetto alle occupazioni meno esposte, all’interno degli stessi datori di lavoro, nel primo semestre del 2025. Lo studio evidenzia come, nello stesso periodo, l’occupazione dei lavoratori over 50 nelle medesime categorie professionali sia invece aumentata dell’1,3%, ampliando la frattura generazionale nel mercato del lavoro.

Dall’altro lato, la Svezia, patria di Greta Thunberg e dei Fridays for Future, è molto sensibile ai temi climatici, anche grazie a un movimento giovanile particolarmente attivo: a fine agosto 2026, decine di migliaia di persone sono scese nelle strade di Stoccolma per manifestare contro il cambiamento climatico antropogenico.

Il ruolo di Upplandsbygd e dei finanziamenti Ue

Il modello di governance del programma si regge su una struttura di finanziamento condivisa. Upplandsbygd riceve fondi da cinque comuni svedesi e dall’Unione Europea, e li utilizza non solo per sostenere Yps, ma più in generale per finanziare progetti di sviluppo territoriale e attività di costruzione di reti e conoscenza a livello locale. Questo approccio punta a rendere più efficiente l’impiego di risorse pubbliche ed europee destinate al lavoro giovanile e alla tutela ambientale, canalizzandole verso micro-progetti concreti che coinvolgano direttamente i giovani nella fase di ideazione. La scala dell’operazione, tuttavia, resta per ora molto ridotta rispetto alle dimensioni del problema che intende affrontare.

La scala (ridotta) del progetto

Diversi elementi rendono Yps un esperimento da valutare con cautela. Il primo limite riguarda la scala: la prima coorte ha coinvolto circa dieci giovani partecipanti, e al momento non sono stati resi noti dati ufficiali su un eventuale piano di espansione futura del programma.

Il secondo limite è la temporaneità dell’esperienza: si tratta di un impiego estivo di uno o due mesi, e non esistono ancora studi di follow-up che verifichino l’impatto di questa esperienza sulle traiettorie professionali di lungo periodo dei partecipanti, né sul riconoscimento formale delle competenze acquisite da parte del mercato del lavoro svedese.

Il terzo limite riguarda l’impatto ambientale reale: trattandosi di progetti di piccola scala, il loro contributo appare più rilevante sul piano dell’adattamento locale e della sensibilizzazione comunitaria che su una riduzione misurabile delle emissioni di gas serra in termini assoluti.

Se da solo non può fare la differenza, il progetto Yps ha il merito di fare da apripista: ora sta agli altri Paesi la scelta di replicare o meno il suo modello.

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