Il bidet elettronico che vuole sostituire la carta igienica

Si chiama washlet e in Giappone ha conquistato il 90% delle toilette
23 Aprile 2026
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Bidet elettronico
Bidet elettronico

Quarantadue anni fa un ingegnere giapponese installò un ugello d’acqua sotto al water e cambiò per sempre la storia del bagno. Oggi quella trovata, il bidet elettronico, o washlet, ha conquistato il 90% delle toilette in Giappone e comincia a bussare alle porte di mezzo mondo.

Si tratta di un bidet integrato nel water, con sedile riscaldato, getto d’acqua regolabile in pressione e temperatura, asciugatura ad aria e, nei modelli più avanzati, persino funzioni di deodorazione e monitoraggio dei parametri biologici. Addio carta igienica. O quasi.

Quanto consuma il washlet

Un bidet elettronico a pieno regime ha un consumo energetico non trascurabile, che va però bilanciato con il risparmio (anche ambientale) di carta igienica. Il sedile riscaldato da solo assorbe fino a 100 watt, il bidet tra 250 e 400 watt, l’asciugatore d’aria arriva a 500 watt, secondo i dati tecnici riportati da Vleeo Smart Toilet. In Giappone, dove il washlet è ormai elettrodomestico di serie, l’apparecchio pesa per il 4-5% del consumo elettrico domestico: più di una lavastoviglie.

I produttori rispondono con le cosiddette eco mode, che abbassano i consumi nei momenti di non utilizzo, ma non li abbatte del tutto lasciando il dispositivo in standby.

L’impatto ecologico dipende da dove vivi

L’impatto ecologico del bidet elettronico dipende dal contesto geografico.

Andrea Hicks, professore di ingegneria civile e ambientale all’Università del Wisconsin, ha sottolineato che in aree con scarsità idrica il bidet potrebbe non essere la scelta più virtuosa, preferendo la carta riciclata. Al contrario, dove l’acqua non è scarsa, l’equazione tende a ribaltarsi perché anche la produzione di carta igienica (come vedremo più avanti) ha un elevato dispendio idrico.

C’è poi la variabile della rete elettrica. Un bidet in Norvegia, alimentato quasi interamente da energie rinnovabili, ha un’impronta carbonica radicalmente diversa da uno in Polonia, dove il carbone copre ancora buona parte della produzione di energia. La tecnologia è la stessa, il conto ambientale no.

Quanto è igienica la smart toilet

Sotto il profilo dell’igiene, va considerato che la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo non utilizza il bidet. Per miliardi di persone, quindi, la smart toilet rappresenta una soluzione molto più igienica rispetto alla sola carta igienica. Inoltre, la pressione delicata dell’acqua raggiunge zone che la carta igienica potrebbe non pulire adeguatamente, riducendo il rischio di infezioni e irritazioni.

La maggior parte di questi dispositivi può essere collegata direttamente all’alimentazione idrica del water o del lavandino utilizzando raccordi standard.

La preoccupazione per i dati sensibili

Alcuni sostengono che la frontiera più inquietante del bidet elettronico non sia il consumo di elettricità, ma l’archiviazione dei dati. I modelli di ultima generazione integrano sensori in grado di monitorare frequenza di utilizzo e parametri fisiologici, funzioni che oggi vengono presentate come benessere personale. Ma ogni sensore produce dati, ogni dato può essere raccolto, archiviato, venduto. La smart toilet è, a tutti gli effetti, un altro nodo della rete domestica connessa, con tutto ciò che questo può comportare in termini di privacy.

Quanto consuma la carta

Per capire se il bidet elettronico conviene, bisogna soffermarsi su cosa stiamo cercando di sostituire quasi del tutto, ovvero la carta igienica.

Secondo i dati riportati da Bathbons, ogni persona consuma tra 85 e 115 rotoli di carta igienica all’anno, generando deforestazione, cicli produttivi energivori e tonnellate di scarti. Passare al bidet elettronico può tagliare quel consumo fino all’80%. Secondo le ricostruzioni della stessa fonte, una tipica sessione di pulizia con il loro dispositivo shattaf utilizza circa un mezzo litro d’acqua, mentre la produzione della quantità di carta igienica per lo stesso compito richiede circa 40 litri di acqua durante il processo manifatturiero. Su scala globale, il risparmio si tratterebbe di un risparmio ecologico enorme, ma il confronto non è così lineare.

Va sottolineato, infine, un paradosso tutto italiano: chi usa bidet e carta igienica insieme non risparmia niente, ma duplica gli sprechi. Il bidet elettronico, che sostituisce la carta con l’asciugatura ad aria, dovrebbe risolvere questo cortocircuito.

Intanto, il bagno potrebbe non essere più l’ultimo spazio analogico della casa.

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