In Inghilterra ora crescono anche le angurie

L’estate più calda di sempre porta colture insolite negli orti britannici, mentre il 71% dell’Inghilterra è in condizioni di siccità
26 Agosto 2026
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Campo angurie canva
Campo di angurie (Canva)

Angurie mature vicino a Bristol, patate dolci a Manchester, pomodori che resistono meglio di lattughe e cavoli. L’estate eccezionalmente calda e secca del 2026 sta cambiando anche quello che riesce a crescere negli orti inglesi.

Tra gli esempi raccolti nelle ultime settimane c’è quello di alcuni coltivatori dell’area di Bristol, dove le temperature elevate hanno favorito la maturazione delle angurie. Il frutto viene coltivato nel Regno Unito già da anni, soprattutto in serra e con varietà selezionate. Quest’estate, però, alcune piante stanno maturando anche all’aperto.

Il dato meteorologico aiuta a capire il contesto. Tra il 1° giugno e il 10 agosto la temperatura media nel Regno Unito ha raggiunto 16,48 °C, 1,88 °C sopra la media 1991-2020. In Inghilterra la media provvisoria dell’estate è arrivata a 18,19 °C, 2,46 °C sopra la norma. Secondo il Met Office, il 2026 è ormai candidato a diventare l’estate più calda mai registrata nel Paese, superando il record stabilito appena nel 2025. Il caldo, però, è soltanto metà della storia. L’altra è la mancanza d’acqua.

Più caldo per le angurie, meno acqua per i campi

Per far maturare un’anguria servono calore, sole e una stagione sufficientemente lunga. Quest’estate il Regno Unito le ha avute con una frequenza eccezionale. Il 13 agosto la temperatura ha raggiunto 38,1 °C a Kew Gardens, a Londra, il quinto valore più alto mai registrato nel Regno Unito. Nel corso dell’estate il Paese ha contato quattro giornate con almeno 36 °C e tre con almeno 37 °C, mentre due giornate hanno raggiunto quota 38 °C.

Il caldo persistente ha allungato la finestra utile per alcune specie termofile. Nel caso delle angurie, la Royal Horticultural Society consiglia tradizionalmente serre o tunnel e varietà selezionate per climi freschi, proprio perché la normale estate britannica può non garantire temperature sufficientemente elevate per portare i frutti a maturazione. La coltivazione commerciale, peraltro, non è una novità assoluta. Nel 2023 Oakley Farms, nel Cambridgeshire, aveva prodotto circa 11 mila angurie britanniche, il raccolto più grande ottenuto fino ad allora dall’azienda. Tesco parlava già allora di un settore ancora piccolo, con pochi produttori nel Paese e anni di sperimentazione sulle varietà più adatte al clima e ai terreni locali.

Nel 2026, però, il fenomeno si vede anche fuori dalle coltivazioni specializzate: alcuni coltivatori amatoriali stanno portando a maturazione angurie all’aperto. Nello stesso tempo, le medesime condizioni che favoriscono angurie, pomodori e patate dolci stanno creando problemi molto più seri ad altre colture. Coltivatori di diverse zone dell’Inghilterra hanno raccontato al Guardian di ortaggi bruciati dal sole, raccolti ridotti e una necessità di irrigazione molto superiore al normale. Al 18 agosto il 71% del territorio inglese era in condizioni di siccità e le riserve dei bacini erano scese al 62,6%, sotto la media stagionale. Più di 1.500 licenze di prelievo idrico erano soggette a restrizioni, mentre in alcune aree dell’East Anglia l’irrigazione agricola era stata ridotta obbligatoriamente del 50%.

Le estati britanniche stanno diventando più calde

La comparsa di colture più amanti del caldo non può essere attribuita a una singola estate. Per stabilire che una determinata specie diventerà stabilmente adatta a un territorio servono serie climatiche lunghe, prove agronomiche e valutazioni su suolo, acqua, parassiti e resa economica. Sul clima britannico, però, la tendenza delle temperature estive è già visibile.

Il Met Office rileva che le estati del Regno Unito stanno diventando generalmente più calde e che molti dei record più importanti appartengono agli ultimi anni. Il precedente primato per la temperatura media estiva era stato stabilito nel 2025; il 2026 potrebbe superarlo immediatamente.

Anche gli estremi stanno cambiando. Il 26 giugno il Regno Unito aveva già raggiunto 38 °C a Lingwood, nuovo record nazionale per il mese; il 13 agosto Kew Gardens è arrivata a 38,1 °C. Nel sud dell’Inghilterra alcune stazioni meteorologiche sono rimaste senza precipitazioni misurabili per quasi due mesi: a Wisley, nel Surrey, il periodo secco è durato 62 giorni consecutivi. Heathrow e Odiham ne hanno registrati 56.

Inghilterra e Galles hanno registrato il luglio più secco mai osservato. Nell’Inghilterra meridionale, con appena 1,9 millimetri di pioggia, è stato il mese più secco dell’intera serie iniziata nel 1836. Per l’agricoltura questo produce effetti opposti. Una stagione più calda può rendere praticabili colture prima considerate marginali, allungare alcuni cicli vegetativi e anticipare la maturazione. Allo stesso tempo aumenta l’evaporazione, asciuga più rapidamente il terreno e fa crescere il fabbisogno di irrigazione proprio quando l’acqua diventa più scarsa.

Ad agosto l’Environment Agency segnalava riduzioni della qualità e delle rese agricole, scarsa crescita dell’erba per gli allevamenti, bacini aziendali molto bassi o vuoti e pozzi in difficoltà.

Dai pomodori alle patate dolci

A Manchester una coltivatrice ha puntato sulle patate dolci dopo le difficoltà incontrate con ortaggi più sensibili al caldo; vicino a Bristol pomodori e angurie hanno dato risultati migliori di altre specie.

Cambiano anche le tecniche. Alcuni orticoltori hanno aumentato la pacciamatura, lasciato maggiore ombra alle colture o ridotto la lavorazione del terreno per limitare la perdita di umidità. Ad Arundel, nel West Sussex, i letti pacciamati e protetti dagli alberi hanno conservato meglio l’acqua durante le settimane più secche.

L’Environment Agency segnala che la siccità sta complicando anche i raccolti autunnali. I terreni induriti rendono più difficile la raccolta delle colture da radice, mentre le restrizioni all’irrigazione limitano la possibilità di ammorbidire il suolo. Al 20 agosto risultavano 1.562 restrizioni sulle licenze di prelievo e numerosi bacini agricoli erano molto bassi o vuoti.

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