Perché easyJet scommette sugli assistenti di volo over 50

Da quando l'iniziativa è stata introdotta, il numero di assistenti di volo 'over' è più che raddoppiato
25 Agosto 2026
3 minuti di lettura
Easyjet assume over 50 - Canva
Aereo easyJet (Canva)

Francesca ha 64 anni, un passato professionale diviso tra il ruolo di segretaria e quello di infermiera specializzata nell’assistenza a persone affette da demenza, e un presente che si sviluppa stabilmente a diecimila metri d’altezza. Negli ultimi 18 mesi ha allacciato la cintura di sicurezza per decollare più di 250 volte come assistente di volo per easyJet. “Quando si è presentata l’opportunità di unirmi a easyJet, ho colto al volo l’occasione”, ha raccontato all’Independent Francesca Hicks, evidenziando come questo ruolo le abbia permesso di valorizzare le sue capacità comunicative e interpersonali in un contesto del tutto inedito e stimolante.

La sua testimonianza non rappresenta un caso isolato, bensì il fulcro di un cambio di paradigma radicale intrapreso dalla compagnia aerea britannica, che ha deciso di scommettere con forza sull’assunzione di personale over 50.

I numeri della “svolta silver”

I risultati della strategia avviata da easyJet nel 2022 per attirare i cosiddetti “empty nesters” (i genitori i cui figli hanno ormai lasciato casa) sono inequivocabili. Da quando l’iniziativa è stata introdotta, il numero di assistenti di volo di età superiore ai 50 anni è più che raddoppiato – registrando una crescita record del 127% – mentre la presenza di membri d’equipaggio sulla soglia o oltre i 60 anni è addirittura quadruplicata.

Per consolidare ed estendere questo successo, la compagnia ha lanciato una nuova iniziativa nel 2024 denominata “Returnships”. Il programma, concepito per incoraggiare chi desidera rimettersi in gioco o cambiare radicalmente percorso professionale, offre sessioni informative online gratuite e giornate di orientamento pratico direttamente presso il centro di addestramento per il personale di cabina di Londra Gatwick.

Ricominciare dopo i 50 offre “maggior felicità”

La necessità di un programma come “Returnships” emerge chiaramente dalle indagini di mercato commissionate da easyJet su un campione di oltre 2.000 cittadini britannici over 50. Molti potenziali candidati, infatti, sono frenati da profondi preconcetti sul ruolo. Il 71% degli intervistati era convinto che l’età avanzata rappresentasse un ostacolo insormontabile all’assunzione, mentre il 16% riteneva erroneamente che non fosse possibile candidarsi superati i 30 anni. Ulteriori timori riguardavano l’obbligo di trascorrere lunghi periodi lontani da casa (indicato dal 49% del campione) o una presunta mancanza di flessibilità degli orari di lavoro (32%).

La realtà vissuta a bordo smentisce drasticamente queste paure. L’80% degli adulti che hanno intrapreso un cambio di carriera dopo i 50 anni dichiara che la propria felicità complessiva è migliorata, e il 65% ammette che avrebbe voluto compiere questo passo molto prima. Tra i principali benefici riscontrati figurano un ritrovato controllo sulla propria vita e sul lavoro (78%), un senso di maggiore autoefficacia (74%) e un aumento dell’autostima (71%).

Inoltre, l’esperienza a bordo si rivela straordinariamente inclusiva: il 76% del personale over 50 dichiara di essersi sentito pienamente accolto, evidenziando come l’età non costituisca affatto un limite durante il servizio. Al contrario, il 53% dei dipendenti senior si sente un vero e proprio mentore per i colleghi più giovani, e l’80% si è sentito supportato e valorizzato per il proprio bagaglio di esperienze sin dal primo giorno.

Il plauso dei vertici aziendali e delle istituzioni

“È stato incredibilmente incoraggiante vedere il numero di assistenti di volo over 50 più che raddoppiare dal 2022”, ha dichiarato Michael Brown, direttore dei Servizi di Cabina di easyJet. “Questi professionisti non portano con sé solo competenze utili a eccellere nei nostri voli, ma anche una ricchezza di esperienze di vita estremamente apprezzata sia dai passeggeri che dai colleghi”.

L’iniziativa, come riporta l’Independent, ha ricevuto un forte sostegno anche da parte del governo britannico. Il ministro britannico del Lavoro, Andrew Western, ha commentato favorevolmente la campagna: “I datori di lavoro lungimiranti come easyJet comprendono l’ampiezza dell’esperienza che gli over 50 possono apportare alla forza lavoro, e questo dimostra chiaramente cosa si può ottenere quando tali competenze vengono realmente valorizzate”.

Le candidature per le nuove posizioni apriranno ufficialmente a partire da settembre, con opportunità contrattuali disponibili in tutte le basi operative del vettore nel Regno Unito.

Il quadro macroeconomico del Regno Unito

La campagna di easyJet risponde a una precisa dinamica demografica e occupazionale analizzata nei rapporti ufficiali del Department for Work & Pensions del Regno Unito. Il Paese si trova ad affrontare un progressivo invecchiamento della forza lavoro. Il tasso di occupazione per la fascia d’età compresa tra i 50 e i 64 anni è salito al 71,3% nel 2023 (con un incremento dello 0,6% rispetto al 2022), ma non ha ancora pienamente recuperato i livelli record pre-pandemici del 2019, quando si attestava al 72,5%.

Il divario occupazionale tra i lavoratori più giovani (35-49 anni) e la fascia 50-64 anni si è ridotto in modo statisticamente significativo, scendendo a 14,2 punti percentuali nello stesso anno. Importanti sfide strutturali, però, minano il futuro della classe lavorativa “silver”:

  • Disoccupazione a lungo termine: gli over 50 disoccupati faticano notevolmente a reinserirsi. Ben il 37,5% dei disoccupati tra i 50 e i 64 anni rimane senza lavoro per oltre 12 mesi, a fronte di appena il 21% registrato nella fascia d’età 35-49 anni.
  • Inattività economica: circa il 26,6% delle persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni risulta economicamente inattivo. Tra i 3,5 milioni di inattivi in questa fascia d’età, il motivo principale dell’esclusione dal mercato del lavoro è legato a problemi di salute o disabilità (42,3%), seguito dal pensionamento (30,9%).

In questo contesto, programmi aziendali flessibili come quelli legati al settore dei viaggi e del turismo, indicati dagli stessi lavoratori senior come il comparto più attraente per una svolta professionale dopo i cinquant’anni, rappresentano un pilastro fondamentale per favorire il cosiddetto “unretirement” (il rientro volontario in attività dei pensionati).

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