Il cambiamento climatico non sta modificando soltanto il paesaggio alpino, ma anche gli equilibri che hanno contributo a rendere stabili montagne, ghiacciai e versanti. Una trasformazione che sta assumendo i contorni di un rischio concreto per la sicurezza di intere località di montagna. È ancora vivo il ricordo della grande frana di ghiaccio, rocce e fango che il 28 maggio 2025, dal ghiacciaio Birch si riversò sul borgo di Blatten nel Canton Vallese svizzero, distruggendo numerose case, per fortuna senza causare una tragedia, grazie all’evacuazione preventiva dei 300 abitanti. Poco più di un anno dopo, una situazione simile potrebbe ripetersi a Kandersteg, nel Canton Berna, un villaggio alpino di 1.300 abitanti che rischia di essere cancellato dall’eventuale collasso di parte del sovrastante ghiacciato Spitze Stei.
Una situazione in continua evoluzione
Lo scenario di Kandersteg non riguarda soltanto il possibile crollo della massa glaciale, ma anche il vicino lago di Oeschinen, una delle mete naturali più note della Svizzera. Una grande frana, infatti, potrebbe raggiungere il lago generando un’onda che potrebbe sommergere il borgo e i suoi dintorni. Per tale motivo l’area è sottoposta a monitoraggio continuo e le autorità tengono sotto osservazione l’evoluzione della montagna, anche se per il momento non è stata disposta alcuna evacuazione e non vi sono indicazioni di un imminente distacco di masse di ghiaccio e roccia dal ghiacciaio. Tuttavia, i sistemi di monitoraggio sono sempre in funzione in modo da poter permettere a cittadini e turisti di mettersi in salvo, in caso di aumento del rischio di frane.
Il ghiaccio che scompare cambia gli equilibri della montagna
I casi di Blatten prima e Kandersteg poi, sono emblematici di dinamiche in atto in diverse aree alpine. Il progressivo ritiro dei ghiacciai e il disgelo del permafrost stanno modificando la struttura fisica delle montagne. Il terreno permanentemente ghiacciato, infatti, contribuisce alla stabilità dei versanti. Con il progressivo aumento delle temperature il ghiaccio presente nelle rocce e nei detriti si scioglie riducendo il suo effetto di “cemento naturale”. Parallelamente, con lo scioglimento l’acqua penetra nelle fratture delle rocce favorendo deterioramento e aumento di instabilità dei versanti, con il risultato di una montagna maggiormente soggetta a frane, crolli e movimenti di massa rocciosa. A rendere lo scenario ancora più fragile, gli eventi metereologici estremi: precipitazioni intense e temporali più violenti contribuiscono ad aumentare il rischio di smottamenti di fango e detriti.
Svizzera laboratorio del cambiamento alpino
La Confederazione elvetica ospita il numero maggiore di ghiacciai alpini e negli anni recenti ha registrato perdite di massa senza precedenti. Nel 2023 il volume complessivo dei ghiacciai è diminuito del 4%, mentre l’anno precedente la riduzione era stata ancora più significativa, ovvero il 6%. Numeri che in termini geografici delineano una trasformazione evidente del territorio e un cambiamento drastico degli equilibri naturali. La perdita di massa glaciale in diverse aree alpine sta diventando anche una questione di sicurezza per comunità, attività turistiche e infrastrutture che si trovano ai piedi delle montagne. Il caso del borgo di Kandersteg in questo senso è emblematico su come poter continuare ad abitare e sviluppare i territori montani, mentre il clima modifica la stabilità dei versanti. In questo senso, le nuove tecnologie permettono di raccogliere dati e rafforzare così la capacità di prevenzione e allerta, pur non eliminando il rischio. In definitiva, il futuro dei territori alpini è quello di convivere con condizioni ambientali sempre più diverse rispetto al passato, dove la capacità di prevedere e adattarsi diventa una componente essenziale per la sicurezza e la resilienza delle comunità.
