Elon, Chelsea e Tony: chi sono i robot umanoidi che puliscono casa per 25 euro l’ora

Il servizio è riservato a un club ultra-esclusivo: si può prenotare solo su invito iscrivendosi a una lista d'attesa online
25 Agosto 2026
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Gli umanoidi di Tau Robotics fanno le pulizie in una casa a San Francisco (Screen TikTok @coder.g)

Chelsea è la specialista di cucine e bagni. Pulisce lavandini, specchi, piastrelle e pavimenti usando esclusivamente prodotti ecologici e non tossici. Il suo punto forte? Segue lo stesso identico percorso metodico in ogni stanza, così è impossibile che salti anche un solo angolo. Elon è il compagno perfetto per le pulizie settimanale. A differenza delle solite macchine, impara col tempo dove appoggiate i vostri oggetti personali e, invece di fare la classica e odiosa pila disordinata sul tavolo, rimette tutto esattamente al suo posto. Infine, c’è Tony, il gigante programmato per il lavoro duro, quello delle pulizie di fondo. Arriva dove nessuno ha voglia di guardare: battiscopa, fughe delle piastrelle, binari delle finestre e tutto l’accumulo di polvere misteriosa nascosto dietro e sotto i grandi elettrodomestici.

Stiamo parlando dei tre colf di metallo ideati dalla startup californiana Tau Robotics, guidata dal Ceo e co-fondatore Alexander Koch. Lo scopo è rendere il servizio di pulizia domestica accessibile a quante più persone possibili. Il costo? 30 dollari l’ora, circa 25 euro. Ma al momento il servizio è riservato a un club ultra-esclusivo: si può prenotare solo su invito iscrivendosi a una lista d’attesa online. E i video promozionali diffusi dall’azienda sembrano usciti da un film di fantascienza, mostrando persino un robot che scende con disinvoltura da un minivan per andare a fare le tue commissioni.

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Come funzionano i robot che fanno le pulizie?

Ma come fanno questi robot a muoversi agilmente tra divani, tappeti e l’inevitabile caos quotidiano delle nostre case? Dietro i sensori di Chelsea, Elon e Tony c’è in realtà un piccolo trucco. Koch ha ammesso onestamente che l’attuale tecnologia di intelligenza artificiale non è ancora in grado di far muovere un umanoide in totale autonomia. Di conseguenza, la startup utilizza un approccio ibrido: il robot viene controllato a distanza da un operatore umano da una centrale operativa, supportato dall’assistenza dell’Ai per compiere i movimenti e i gesti più semplici.

Ovviamente non mancano i dubbi. Ken Goldberg, professore di ingegneria alla University of California, Berkeley, con 40 anni di esperienza nel settore, ha gettato un po’ di acqua fredda sull’entusiasmo dei fan: “Penso davvero che sia troppo presto”, ha ammesso a Abc news. Secondo il professore, afferrare piccoli oggetti sparsi sul pavimento o spolverare sotto i mobili è tuttora una sfida colossale per la robotica. Goldberg insinua anche il dubbio che i video promozionali di Tau Robotics siano stati velocizzati o registrati in salotti costruiti a tavolino, fin troppo semplificati per essere veri. Koch, tuttavia, assicura che compiti più lineari, come passare l’aspirapolvere o dare una passata al bancone della cucina, ormai funzionano benissimo.

La scalata degli umanoidi: dai miliardi ai record olimpici

Se a San Francisco si combatte la polvere, nel resto del mondo la robotica umanoide sta vivendo una vera e propria corsa all’oro finanziaria e atletica, che fa da sfondo alle pulizie di casa di Tau Robotics. In Cina, la startup Unitree Robotics ha debuttato sullo Star Market di Shanghai registrando un volo stratosferico delle azioni del +629% al primo giorno, con richieste d’acquisto da parte dei risparmiatori che hanno superato l’offerta di ben 8.000 volte. D’altronde, Unitree produce il robot G1 “Superman”, un concentrato di agilità capace di correre a ben 45 km/h. Questa incredibile accelerazione tecnologica asiatica ha però allarmato Washington: la Federal Communications Commission statunitense ha prontamente vietato l’importazione di nuovi umanoidi stranieri per motivi di sicurezza nazionale, mentre il Pentagono ha inserito Unitree nella lista delle aziende collegate alle forze militari cinesi.

E a proposito di prestazioni da record, a Pechino si sta tenendo la seconda edizione dei World Humanoid Robot Games 2026. All’interno del National Speed Skating Oval (teatro delle Olimpiadi invernali del 2022), oltre 2.000 robot provenienti da 16 nazioni si stanno sfidando a calcio, boxe e corsa. I risultati? I record umani sono stati letteralmente polverizzati al primo giorno. Un velocista della startup X-Humanoid ha corso i 100 metri sprint in 9,39 secondi, battendo il leggendario record mondiale di Usain Bolt 9,58. Lo stesso team di X-Humanoid ha superato anche il record mondiale di salto in alto di Javier Sotomayor (2,45 metri nel 1993), raggiungendo l’altezza di 2,88 metri.

Certo, gli esperti ci ricordano che questi robot da record servono ancora principalmente per fare spettacolo, esibizioni e ricerca, e gli spettatori sugli spalti si divertono ancora a guardare le cadute e le testate dei robot contro le barriere di sicurezza. Ma che si tratti di Chelsea che vi lucida il lavandino a San Francisco o di un velocista di metallo che corre veloce come il vento a Pechino, una cosa è certa: la rivoluzione degli umanoidi è ufficialmente cominciata.

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