“Produciamo più frutta e verdura, ma le diete non sono più sane”: l’allarme della Fao

L'obiettivo Fao/Oms è 400 grammi pro capite al giorno, ma il consumo medio si ferma a 80 grammi di frutta e 190 grammi di verdura a persona al giorno. E si prevedono divari significativi per il futuro
25 Agosto 2026
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Giovani Agricoltori
(Canva)

Tra il 2010 e il 2024, la produzione di frutta e verdura è cresciuta più rapidamente di quella dei cereali; oggi l’orticoltura rappresenta quasi un quarto del valore della produzione agricola globale, pari a circa 1.400 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, le esportazioni sono aumentate di circa il 2,6% annuo, raggiungendo nel 2024 un volume di 175 milioni di tonnellate per un valore di 240 miliardi di dollari. Tuttavia, nonostante il successo economico, ciò non si è tradotto in diete più sane. Lo dichiara il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, intervenendo al congresso internazionale di Orticoltura 2026 a Kyoto.

“Il successo non può più essere misurato semplicemente in base alla quantità di cibo prodotto – aggiunge – Deve essere valutato anche in funzione della capacità dell’agricoltura di fornire gli alimenti necessari a società sane e della disponibilità, accessibilità e convenienza economica di tali prodotti per tutti“.

Circa la metà dei Paesi ha prodotto frutta e verdura sufficienti

Quanto alla disponibilità, l’ultima analisi della Fao rivela che nel 2023 solo circa la metà dei Paesi ha prodotto una quantità di frutta e verdura sufficiente a raggiungere l’obiettivo Fao/Oms di 400 grammi pro capite al giorno. Il consumo medio è notevolmente inferiore, attestandosi su una stima globale di 80 grammi di frutta e 190 grammi di verdura a persona al giorno.

E quanto all’accessibilità economica, Qu Dongyu sottolinea che tra il 2016 e il 2025 i prezzi alla produzione sono aumentati nell’89% dei Paesi per la frutta e nel 93% per la verdura, con incrementi mediani annui rispettivamente del 4,2% e del 4,7% circa.

Non solo, ma le tendenze attuali preannunciano divari significativi per il futuro. Le proiezioni indicano che, entro il 2050, meno di un terzo dei Paesi dell’Africa subsahariana disporrà di forniture di frutta e verdura sufficienti a soddisfare la raccomandazione congiunta Fao/Oms.

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