Non date snack ai macachi: perché a Gibilterra mangiano terra

Uno studio collega il consumo di cibo umano alla geofagia dei macachi di Gibilterra, un comportamento frequente e forse appreso socialmente
29 Aprile 2026
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Macaco gibilterra scimmia mangia
Macaco di Gibilterra

Sulla Rocca di Gibilterra, i macachi di Barberia sono una delle attrazioni più fotografate. Vivono liberi, ma in mezzo ai turisti: tra punti panoramici, funivie, zaini aperti e visitatori che spesso li nutrono nonostante i divieti. Così, accanto a frutta, verdura e semi forniti dalle autorità, nella loro dieta finiscono anche biscotti, patatine, pane, cioccolato e gelati.

Uno studio guidato dall’Università di Cambridge e pubblicato su Scientific Reports ha osservato per la prima volta in modo sistematico un comportamento curioso: alcuni macachi mangiano terra. Si chiama geofagia, cioè ingestione deliberata di suolo, e potrebbe avere a che fare proprio con il cibo umano. Tra agosto 2022 e aprile 2024, i ricercatori hanno registrato 46 episodi in 44 individui diversi. Nella maggior parte dei casi gli animali sceglievano la terra rossa, un suolo argilloso ricco di ossidi di ferro diffuso sulla Rocca. L’ipotesi è che possa aiutarli a proteggere l’intestino dagli effetti di una dieta troppo ricca di zuccheri, grassi, sale e latticini.

La terra come possibile rimedio digestivo

Per quanto possa sembrare insolito, mangiare terra non è raro nel mondo animale. La geofagia è stata osservata in molte specie, compresi diversi primati, e può avere funzioni diverse. In alcuni casi serve a integrare minerali che mancano nella dieta; in altri può aiutare l’apparato digerente, perché alcune argille riescono a legare sostanze irritanti, proteggere la mucosa intestinale e attenuare disturbi come nausea o diarrea.

Nel caso dei macachi di Gibilterra, i ricercatori guardano soprattutto a questa seconda possibilità. Il motivo è il tipo di alimentazione a cui sono esposti gli animali nei luoghi più turistici. Gli snack dei visitatori sono molto calorici e appetibili, ma lontani dalla dieta naturale della specie: contengono molti zuccheri, grassi e sale, spesso anche latticini, e poche fibre. Per un primate abituato a erbe, foglie, semi, frutti, radici e piccoli invertebrati, non è un cambiamento da poco.

I dati vanno nella stessa direzione. La geofagia è più frequente in estate, quando aumentano i turisti, ed è più comune nei gruppi che consumano più cibo umano. Durante lo studio, quasi un quinto del tempo di alimentazione osservato riguardava alimenti ottenuti dai visitatori, offerti o sottratti. In tre casi, i ricercatori hanno visto un macaco mangiare terra poco dopo aver consumato gelato, biscotti o pane.

Questo non significa che la spiegazione sia già chiusa. Lo studio mostra una relazione, non una prova definitiva. Per capire se la terra rossa protegga davvero l’intestino serviranno analisi chimiche del suolo, dati sul microbioma e osservazioni più lunghe. Ma l’ipotesi è chiara: i macachi potrebbero aver trovato nella terra una risposta pratica agli effetti del nostro cibo.

Perché non dare da mangiare ai macachi

Lo studio non si ferma alla possibile funzione digestiva della geofagia, ma prova a capire se il comportamento stia entrando nel repertorio sociale dei macachi. La maggior parte degli episodi è avvenuta con altri individui nelle vicinanze, e in circa un terzo dei casi più macachi hanno consumato suolo dallo stesso affioramento o si sono alternati nello stesso punto. Per animali sociali come loro, questo conta: molte abitudini alimentari si diffondono perché vengono osservate, ripetute e apprese all’interno del gruppo.

Anche le preferenze non sono identiche ovunque. La terra rossa è il materiale più usato, ma nei test in cui i ricercatori hanno presentato ai macachi diversi tipi di suolo disponibili sulla Rocca sono emerse differenze locali. Il caso più evidente riguarda il gruppo di Apes Den, che ha mostrato una tendenza particolare verso frammenti di catrame raccolti da buche nell’asfalto. È un dato sorprendente e ancora da chiarire, ma suggerisce che non conti solo la disponibilità del materiale: alcune scelte possono consolidarsi in modo diverso da gruppo a gruppo.

Per questo gli autori parlano di un comportamento potenzialmente culturale, nel senso usato negli studi sui primati: non una cultura simbolica, ma una tradizione locale appresa socialmente. La geofagia non è esclusiva di Gibilterra, perché è stata segnalata anche in altre popolazioni di macachi di Barberia, libere, semi-libere e captive. Sulla Rocca, però, appare più frequente e distribuita, tanto da rappresentare uno dei casi più marcati nel genere Macaca.

È qui che il turismo torna in gioco. I macachi sono una delle principali attrazioni di Gibilterra, presenti su cartoline, magliette e itinerari, ma questa familiarità aumenta il rischio di interazioni dannose. Nutrire gli animali, anche una sola volta, significa contribuire a un sistema che può modificare dieta, salute intestinale e comportamenti sociali. Il divieto di dare cibo ai macachi non è quindi una formalità: è una misura concreta per evitare che la loro vita selvatica venga riorganizzata attorno alle nostre abitudini.

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