Niente neve, solo terra, rocce scure e un ghiacciaio sempre più grigio, segnato da pozze d’acqua e crepacci aperti. È la desolazione che si incontra a 3.488 metri di quota, al Plateau Rosa, immortalata in un video-denuncia da Federica Brignone.
La campionessa azzurra di sci alpino, salita per riprendere gli allenamenti dopo quasi sei mesi di pausa, si è ritrovata di fronte a un paesaggio sfigurato. Per accompagnare le immagini caricate sui social non ha usato parole, ma una colonna sonora emblematica: My Heart Will Go On, la colonna sonora di Titanic, firmata da Céline Dion.
Un parallelo amaro ma perfetto: come il transatlantico che inabissandosi portava giù con sé i passeggeri e la narrazione di un’epoca, i ghiacciai alpini stanno colando a picco sotto il peso di un clima che non fa sconti. Sul suo profilo Instagram, Brignone ha usato l’hashtag #traiettorieliquide per descrivere il ghiacciaio.
Lo stop allo sci estivo: non è più sicuro
Le immagini di Brignone e di suo fratello e allenatore, Davide, arrivano nel giorno in cui la società svizzera Zermatt Bergbahnen ha deciso di alzare bandiera bianca. Dal 1° agosto 2026, e a data da destinarsi, lo sci estivo ai piedi del Cervino è sospeso per motivi di sicurezza e di inagibilità delle piste sul versante svizzero.
La causa è esclusivamente termica. Da quasi tre settimane le temperature al Plateau Rosa superano i 10 gradi di giorno, e da oltre dieci giorni le minime non scendono sotto lo zero termico nemmeno di notte. Questo significa che manca il “rigelo” notturno, processo fondamentale per stabilizzare il manto. Senza rigelo, la poca neve si trasforma in poltiglia e il ghiaccio sottostante si spacca, aprendo continuamente nuovi crepacci. “Temperature persistentemente elevate, mancanza di raffreddamento notturno, frequenti temporali e le mutevoli condizioni dei ghiacciai ci impediscono di sciare in sicurezza”, ha spiegato la società svizzera. Gli impianti sul lato italiano, che salgono da Breuil-Cervinia, restano aperti ma solo per consentire il passaggio agli escursionisti a piedi, non più per gli sciatori.
Temperature record e lo zero termico a 5.000 metri
Quello che accade a Plateau Rosa è l’estrema sintesi dell’estate anomala — eppure sempre più “normale” — che stanno attraversando le Alpi. L’ondata di calore che ha investito l’Europa ha spinto lo zero termico (l’altitudine alla quale la temperatura scende sotto gli 0°C) ben oltre i 4.500 metri, fino a sfiorare i 5.000 metri. A quota tremila si misurano stabilmente 15 gradi.
Si tratta di un colpo durissimo per i bacini glaciali, già provati dalle ultime estati record. Già durante l’estate del 2022, gli impianti furono chiusi a causa del caldo estremo.
Le guide alpine del Cervino oggi raccontano una situazione impensabile fino a vent’anni fa: un tempo era difficile scalare queste vette senza ramponi e piccozza; oggi, nei mesi estivi, è inusuale trovare la neve dove storicamente si è sempre sciato (basti pensare che sulle stesse nevi, nell’estate del ‘78, si svolgevano le gare del chilometro lanciato o sci di velocità).
L’agonia strutturale dei ghiacciai italiani
La perdita cumulata di massa dei principali ghiacciai italiani è drastica accelerazione. Come testimoniato dai dati Ispra, dal 1995 a oggi la riduzione è costante, e la fusione glaciale è aumentata rapidamente negli ultimi due decenni.
Le Alpi si stanno trasformando, il “Titanic” di ghiaccio sta perdendo quota ogni estate di più, e il video di Federica Brignone non è solo la protesta di un’atleta a cui manca il “campo” d’allenamento. La sua denuncia è la testimonianza visiva, nuda e senza filtri, del cambiamento climatico che minaccia l’ambiente e il paesaggio alpino. Come una nave (ritenuta) inaffondabile che invece, goccia dopo goccia, smette di esistere.
