Illuminare e riscaldare le case degli italiani sta diventando sempre più oneroso, specie alla luce delle tensioni e dei conflitti che caratterizzano aree strategiche per la produzione di fonti energetiche, come il Golfo persico. Crisi geopolitiche a parte, nel nostro Paese un numero considerevole di persone si trova in condizione di povertà energetica ovvero fatica, o in alcuni casi non riesce, a sostenere le spese per l’energia elettrica e il riscaldamento. Secondo quando riportato dalla Cgia Mestre su dati Istat e Oipe, i numeri della povertà energetica sono allarmanti: circa 5,3 milioni di italiani, pari a 2,4 milioni di famiglie.
Nel Mezzogiorno le difficoltà maggiori
Secondo lo studio sopra citato, la povertà energetica riguarda il 9,1% dei nuclei familiari italiani, ma con differenze piuttosto marcate a livello territoriale. Le aree maggiormente soggette a povertà energetica si registrano nel Sud del Paese. In particolare, in Puglia su 100 famiglie 18 hanno difficoltà a pagare i servizi essenziali come energia elettrica e gas. Tradotto in numeri, si tratta di oltre 700 mila persone. Le cose non vanno meglio in Calabria e in Molise dove circa il 17% delle famiglie si trova in una condizione di povertà energetica, il che significa oltre 143 mila nuclei familiari calabresi (pari a 318 mila persone) e 22.650 molisani (quasi 49 mila individui). Al contrario, le regioni meno colpite da tale situazione economica sono Marche, Friuli-Venezia Giulia e Lazio. Un fenomeno che rischia di diffondersi ulteriormente in considerazione dei rincari dei prezzi energetici registrati nel 2025, con un aumento del 6,3% per il gas e del 6,7% per l’energia elettrica, a cui si aggiungono gli aumenti degli ultimi 40 giorni a seguito dell’avvio del conflitto in Iran e della chiusura dello stretto di Hormuz. Per il 2026 le stime indicano una spesa che complessivamente potrebbe crescere di 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025 con incrementi maggiori per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Le categorie più esposte
Tra le fasce di popolazione maggiormente a rischio di povertà energetica si trovano gli anziani soli, le famiglie numerose e i nuclei familiari con redditi instabili. A queste, vanno aggiunte due categorie professionali specifiche: gli artigiani e i piccoli commercianti, che, in pratica, si trovano a pagare due volte il caro bollette, da una parte come nucleo familiare, dall’altra come attività economica o imprenditoriale. L’aumento delle spese energetiche, specie in questi due ultimi casi, influisce anche sui margini di guadagno, costringendo, di fatto, molte piccole e microimprese non solo a ridurre i consumi, ma anche a rinunciare agli investimenti.
Il fenomeno del sottoconsumo energetico
Uno degli effetti diretti della difficoltà a sostenere il costo di luce e gas è costituito dal cosiddetto sottoconsumo energetico ovvero alla rinuncia o alla drastica riduzione di servizi essenziali, quali ad esempio il contenimento dell’uso del riscaldamento in inverno e del raffrescamento in estate. Si tratta di scelte obbligate che evidentemente portano a una serie di disagi relativi al comfort abitativo e al mantenimento di condizioni adeguate di salubrità degli ambienti domestici.