Sette persone sono morte in Francia a maggio per colpa “diretta o indiretta del caldo estremo”. A darne notizia è la portavoce del governo Maud Bregeon, la quale, parlando all’emittente televisiva TF1, ha spiegato che le cifre e le cause dei decessi dovranno essere chiarite “una volta che l’ondata di caldo che stiamo vivendo sarà terminata”. Otto dipartimenti della Francia occidentale sono in stato di allerta arancione per il caldo, una novità assoluta per il mese di maggio. L’ufficio di Bregeon ha dichiarato all’Agence France-Presse che in alcuni casi si tratta di annegamenti che si sono verificati tra il sud-est di Lione e la costa atlantica. Molte persone si sono riversate sulle spiagge del Paese per rinfrescarsi, ma in molte di queste zone il servizio di salvataggio non inizierà prima di luglio.
E in Italia la situazione non è delle migliori, con quattro città da bollino rosso già a partire da domani 28 maggio.
Caldo estremo a maggio: il commento dell’esperto
Lo scorso lunedì 25 maggio, le temperature in Francia hanno raggiunto i 32-35 gradi, con picchi di 36 gradi nell’ovest del Paese. Il servizio meteorologico Météo France ha emesso un’allerta arancione per ondata di calore per la giornata di martedì, mentre da lunedì, già 18 dipartimenti dell’ovest e della regione di Parigi erano in allerta gialla.
A spiegare le situazione che si sta verificando in Francia, è il climatologo Christophe Cassou, direttore della ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica dell’École Normale Supérieure, il quale ha analizzato, in un’intervista a Le Monde, come questa eccezionale ondata di calore chieda alle istituzioni e alla popolazione tutta di accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra.
“Questo episodio – ha dichiarato Cassou al quotidiano francese – è notevole per la sua intensità, il suo arrivo precoce, la sua durata (circa 10 giorni) e la sua portata regionale, poiché sta interessando tutta l’Europa occidentale, compresi il Regno Unito e l’Irlanda. Le temperature sono di 10-15 grasi superiori alla media stagionale e hanno battuto i precedenti record di 2 o 3”.
Si tratta di un evento senza precedenti, “di portata millenaria – ha aggiunto -, con una probabilità di circa 1 su 1.000 di verificarsi in questo periodo dell’anno, rispetto al clima del periodo 1979-2025. E sarebbe stato praticamente impossibile nel clima preindustriale, prima che le attività umane causassero il riscaldamento globale. È simile alla cupola di calore che ha colpito il Canada nel giugno 2021, con una temperatura record di 49,6 gradi”.
Un “ufo climatico”
Il climatologo francese ha definito questo particolare evento un “Ufo climatico” o “cigno nero”: un episodio, cioè, che va oltre le statistiche standard. “In Francia – spiega il climatologo -, l’ondata di calore non è concentrata nella regione mediterranea, ma nell’ovest, portando, ad esempio, a una notte tropicale a Rennes [nord-occidentale], nel mese di maggio. Ci troviamo di fronte a una situazione meteorologica ideale per un’ondata di calore: un calo delle temperature ha permesso all’aria calda proveniente dal Nord Africa e dalla Spagna di risalire. A ciò si aggiunge un sistema di alta pressione, noto come cupola di calore, che intrappola questa massa d’aria calda sull’Europa occidentale. L’aria intrappolata si riscalda ulteriormente ogni giorno. Questi fenomeni sono aggravati dai cambiamenti climatici, principalmente causati dai combustibili fossili. Detto questo, questo episodio si è verificato mentre il terreno superficiale era ancora umido, dopo due settimane di pioggia. Altrimenti, la situazione sarebbe stata persino peggiore, con temperature superiori di uno o due gradi”.
“Colpa del cambiamento climatico”
Per il direttore Cassou non ci sono dubbi: “Per anni abbiamo spiegato che il cambiamento climatico porta a ondate di calore più frequenti, più intense e precoci. […]. La domanda non è più se la Francia vedrà temperature superiori ai 50 gradi, ma quando. Ecco perché affermare che questo evento non ha precedenti, o che stiamo entrando in un territorio inesplorato, non significa che siamo sorpresi o disorientati”. Cosa fare? Dobbiamo, secondo il climatologo, “adottare la sobrietà energetica, cambiare le nostre abitudini per limitare il nostro utilizzo di energia, acqua, ecc. Questo dovrebbe essere il primo riflesso. Oltre a ciò, le soluzioni sono ben note: ristrutturare gli edifici, ripensare la pianificazione urbana, passare a un allevamento più estensivo e ridurre l’uso di prodotti chimici”.
Italia da bollino rosso
Anche l’Italia è vittima di questo caldo estremo già a maggio. Fino al 20 settembre, il sito del Ministero della Salute condividerà dal lunedì al venerdì alle ore 11 un bollettino sulle ondate di calore. I bollettini segnaleranno le città più calde della giornata o quelle in cui si prevede che nei due giorni successivi si registrino temperature elevate. Bologna, Firenze, Roma e Torino risultano essere già a partire da domani 28 maggio città da “bollino rosso”: evento che si registra per la prima volta nel mese di maggio. Le altre città monitorate sono: Ancona, Bari, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.
