L’aria che respiriamo sta diventando un bene sempre più fragile e scarsi sono i progressi globali per proteggerla. Secondo il World Air Quality Report 2025 di IQAir, la lotta all’inquinamento atmosferico ha subito una preoccupante battuta d’arresto: solo il 14% delle città a livello mondiale rispetta oggi le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per quanto riguarda il PM2.5 (particelle inquinanti atmosferiche), segnando un calo rispetto al 17% dell’anno precedente.
Pm2.5: il “killer invisibile” al centro dell’agenda globale
Il rapporto si concentra sul Pm2.5, particolato fine con un diametro inferiore a 2.5 micron, capace di penetrare profondamente nei polmoni e persino nel flusso sanguigno. Le fonti sono molteplici: dai motori a combustione e le emissioni industriali fino a fenomeni naturali come le tempeste di sabbia e gli incendi.
Per la prima volta, il Global Risks Report 2025 del World Economic Forum ha classificato gli inquinanti atmosferici come un rischio globale di primo livello. Non si tratta solo di una questione ambientale: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha formalmente riconosciuto l’inquinamento atmosferico come un fattore di rischio cruciale per malattie non trasmissibili, inclusi ictus, cancro e malattie cardiache. Per i bambini, i danni subiti durante lo sviluppo respiratorio possono essere irreversibili, rendendoli le vittime più vulnerabili di scelte ambientali che non hanno compiuto.
Cambiamento climatico e incendi: i nuovi nemici dell’aria
Il 2025 ha dimostrato che la qualità dell’aria non è un traguardo statico, ma un asset precario influenzato dalla crescente volatilità ambientale. Il principale responsabile del peggioramento globale è stato l’aumento degli incendi boschivi, alimentati dal cambiamento climatico.
Le emissioni record provenienti da Europa e Canada hanno contribuito al rilascio di circa 1.380 megatoni di carbonio da biomassa bruciata. Il Canada, in particolare, è risultato il Paese più inquinato del Nord America per la seconda volta in otto anni, con la sua seconda peggiore stagione di incendi che ha degradato l’aria fino agli Stati Uniti e a parti dell’Europa.
La mappa del mondo: chi soffoca e chi respira
Il rapporto analizza i dati di 9.446 città in 143 paesi e territori, rivelando disparità scioccanti:
- I più inquinati: il Sud e il Centro Asia restano le aree più colpite. Pakistan, Bangladesh e Tagikistan guidano la classifica dei Paesi con i livelli più alti di Pm2.5. La città più inquinata al mondo nel 2025 è stata Loni, in India, con una concentrazione media annua di 22 volte oltre il limite Oms.
- Le oasi di aria pulita: solo 13 Paesi e territori hanno incontrato la linea guida Oms. Tra questi figurano l’Islanda, l’Estonia, l’Australia e diverse nazioni caraibiche e oceaniche come la Polinesia Francese e le Bermuda. La città più pulita del mondo è risultata Nieuwoudtville, in Sudafrica.
Focus Italia: la situazione nel Bel Paese
L’Italia si posiziona al 74° posto nella classifica globale. Anche se lontana dai livelli critici dell’Asia meridionale, l’aria italiana supera di oltre due volte il limite raccomandato dall’Oms. La capitale, Roma, ha registrato una media di 11,2 microgrammi per metro cubo di Pm2.5, confermando che la sfida per una mobilità e un riscaldamento più sostenibili è ancora aperta anche nelle nostre città.
Il “buio informativo” e la spinta della scienza cittadina
Un dato critico emerso nel 2025 riguarda il monitoraggio. La chiusura del programma di rilevamento della qualità dell’aria delle ambasciate degli Stati Uniti a marzo 2025 ha lasciato milioni di persone senza dati affidabili, indebolendo gli sforzi in 44 Paesi.
Per colmare questi vuoti, sono diventate indispensabili le stazioni di monitoraggio gestite dalle comunità e dai singoli cittadini tramite sensori a basso costo. Questi strumenti, che oggi rappresentano la spina dorsale della raccolta dati in molte regioni, permettono una mappatura ad alta risoluzione laddove le reti governative sono assenti o insufficienti.
Verso il 2040: una tabella di marcia per il cambiamento
L’Assemblea mondiale della Sanità ha approvato una tabella di marcia per dimezzare i decessi da inquinamento atmosferico entro il 2040. Il rapporto suggerisce ai governi azioni concrete: investire in energie rinnovabili, espandere il trasporto pubblico elettrico e vietare le pratiche di combustione agricola.
A livello individuale, il consiglio è di restare informati tramite app in tempo reale, utilizzare sistemi di purificazione dell’aria indoor e scegliere modalità di trasporto attive come camminare o pedalare. Come dichiarato dal Ceo di IQAir, Frank Hammes: “Senza monitoraggio, non possiamo capire cosa respiriamo. Espandere l’accesso ai dati in tempo reale permette alle comunità di agire”.