Malta, 25.000 euro per gli under 30 che rinunciano alla patente: la misura per contrastare il traffico

Già cento adesioni, ecco i requisiti per accedere alla misura anti traffico
9 Marzo 2026
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Chiavi auto canva

Un’isola di 317 chilometri quadrati, 550.000 abitanti e 457.000 veicoli in circolazione. Malta non ha più spazio per le auto, e lo sa. Per questo dal 1° gennaio 2026 il governo ha introdotto un bonus da 25.000 euro rivolto agli under 30 disposti a rinunciare alla patente per cinque anni: 5.000 euro l’anno, trasporto pubblico gratuito in cambio, e nessuna possibilità di mettersi al volante — pena una multa da 5.000 euro e conseguenze penali.

In due mesi, hanno aderito in cento e il fondo da 5 milioni di euro si è già dimezzato.

Il peso di un’isola sovraffollata

Per capire perché il governo maltese abbia scelto una misura così insolita, bisogna guardare alla demografia.

Nel 2025 la popolazione è cresciuta del 3,83%, un ritmo che per una piccola isola mediterranea equivale a una pressione enorme su infrastrutture pensate per una realtà più contenuta. I “passaporti d’oro” — la cittadinanza venduta a facoltosi extraeuropei finché è rimasto possibile — e il benessere economico hanno fatto lievitare del 266% la popolazione residente nata all’estero tra il 2011 e il 2022, con flussi importanti da Bangladesh e Siria. Il risultato è una rete stradale satura, dove ogni settimana vengono rilasciate 469 nuove patenti di guida.

Come funziona il bonus

Per accedere al contributo, il richiedente deve avere meno di trent’anni, essere residente a Malta da almeno sette anni e possedere una patente B valida da almeno dodici mesi — mai revocata e non rilasciata da un Paese extra-Ue. Chi aderisce non può guidare alcun veicolo per cinque anni, non solo sull’isola, ma anche altrove. Al termine del periodo, potrà tornare a farlo dopo aver completato 15 ore di guida presso una scuola autorizzata.

Conti che non tornano

L’ambizione è chiara: meno auto, più spazio per le persone. Ma i numeri raccontano una storia diversa. Il budget messo a disposizione, infatti, copre al massimo 200 adesioni, pari allo 0,04% dei veicoli circolanti mentre ogni settimana si aggiungono mediamente 469 nuove patenti. È come svuotare una vasca piena con una tazzina, mentre il rubinetto resta aperto.

La misura è già stata criticata perché non tocca le cause strutturali del sovraffollamento — la pianificazione urbana, i flussi migratori, la mancanza di infrastrutture alternative potenziare — e perché riversa denaro pubblico in quello che, di fatto, è un incentivo individuale a rinunciare a un diritto, senza costruire nulla di sistemico intorno.

Quanti hanno già aderito all’iniziativa?

Nei primi due mesi dall’entrata in vigore del programma, dal 1° gennaio 2026, hanno aderito circa cento giovani under 30, secondo i dati riportati da Quattroruote e ripresi da diverse testate, tra cui Auto.it, Blasting News e vari siti di settore.

Questo significa che metà del fondo iniziale da 5 milioni di euro è già stata impegnata, visto che ogni partecipante può ricevere fino a 25.000 euro in cinque anni. Si tratta di numeri interessanti dal punto di vista comunicativo, ma ancora molto limitati se rapportati ai 457.000 veicoli in circolazione e alle 469 nuove licenze di circolazione rilasciate ogni settimana a Malta.

Cosa ne pensa l’opinione pubblica maltese

La reazione della popolazione maltese al bonus da 25.000 euro per la rinuncia alla patente non è univoca, ma esperti e cittadini ne mettono in dubbio l’efficacia reale sul traffico.

Esperti di mobilità sostenibile come Suzanne Maas (PhD in sustainable mobility) e Jonathan Sammut (docente MCAST e attivista) vedono nel contributo una spesa pubblica inefficace: dal loro punto di vista sarebbe preferibile una soluzione “bastone e carota”, che non si limiti a incentivare chi non usa i mezzi privati ma anche a disincentivare chi li utilizza. C’è poi un altro aspetto da considerare: i possibili abusi degli under 30 che hanno la patente ma che di fatto non guidavano già prima di questa misura. Temendo questo scenario, Adrian Galea, presidente dell’associazione assicuratori maltesi, chiede controlli rigorosi su questa dinamica, paragonando il bonus a fallimenti passati come la gestione del drunk driving.

Anche i cittadini, sui social, si dicono scettici: il bonus da 5.000 euro avvantaggia “Chi non usa l’auto da anni”, sottolineano, oppure “Meglio limitare le patenti agli over 65” piuttosto che agli under 30.
Il contributo resta, tuttavia, allettante: secondo un sondaggio di Malta Daily, il 31% degli intervistati sarebbe disposto ad aderire all’incentivo.

Un esperimento da osservare

Nonostante le criticità, si tratta, se non altro, di una iniziativa originale. Altri Paesi stanno adottando misure diverse per contrastare il traffico urbano: in Australia, nello Stato di Victoria, da settembre potrebbe diventare obbligatorio fare due giorni di smart working a settimana per ridurre il numero di auto circolanti nel Paese.

Nell’ecosistema delle politiche di mobilità sostenibile — dove si alternano divieti, incentivi all’elettrico e zone a traffico limitato — Malta prova qualcosa di diverso: mettere un prezzo esplicito sul comportamento individuale, rendendo visibile il costo sociale dell’auto privata.

Se il modello dovesse funzionare su scala più ampia, con un fondo adeguato e misure strutturali complementari, potrebbe diventare un caso di studio interessante per le città europee alle prese con la congestione stradale.

Per ora, è soprattutto un segnale. Un segnale che anche un’isola piccola, con poca terra e tanto traffico, sta cercando una via d’uscita dall’invasione delle auto. Che la strada scelta sia quella giusta, è ancora tutto da dimostrare.

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