Roma ha fissato le nuove domeniche ecologiche per la stagione 2026-2027. Saranno cinque, tra novembre 2026 e Ma fermare le auto per alcune ore, cinque volte l’anno, serve davvero a migliorare la qualità dell’aria?
Le date delle domeniche ecologiche
La Giunta capitolina ha approvato il nuovo calendario delle giornate durante le quali sarà vietata la circolazione dei veicoli a motore endotermico all’interno della Ztl Fascia Verde. Il blocco è previsto il 15 novembre e 6 dicembre 2026, il 24 gennaio, il 21 febbraio e il 21 marzo 2027. Secondo la programmazione generale, si svolgerà nelle fasce 7.30-12.30 e 16.30-20.30. Le categorie di veicoli coinvolte, le eventuali deroghe e possibili modifiche agli orari saranno però definite dalle singole ordinanze emanate in prossimità di ciascuna giornata.
L’obiettivo del Campidoglio è duplice: contribuire alla prevenzione e al contenimento dell’inquinamento atmosferico e sensibilizzare i cittadini sui temi ambientali e sulla mobilità sostenibile.
La questione più interessante è capire quanto il primo dei due obiettivi possa effettivamente essere raggiunto.
Cosa succede all’aria quando si fermano le auto
Che una forte riduzione del traffico possa produrre un effetto immediato su alcuni inquinanti è documentato. Uno studio pubblicato sul Journal of Transport & Health ha analizzato le domeniche senza auto organizzate a Bruxelles e Parigi, confrontando le concentrazioni di biossido di azoto e correggendo i risultati anche per le condizioni meteorologiche.
Nelle aree studiate di Bruxelles, durante le ‘car-free Sundays’, le concentrazioni di NO2, uno degli inquinanti più strettamente collegati al traffico stradale, sono risultate inferiori del 63-83%, mentre nelle zone analizzate di Parigi la riduzione è stata compresa tra il 27 e il 56%.
Lo studio arriva però anche a una conclusione importante: i potenziali benefici sanitari diventerebbero realmente rilevanti soprattutto se limitazioni di questo tipo fossero applicate in maniera molto più frequente o permanente. Cinque giornate isolate hanno quindi un effetto locale e temporaneo, non equivalente a una politica strutturale di riduzione del traffico.
A Roma il traffico pesa molto sull’inquinamento
Un discorso che vale a maggior ragione per Roma. Secondo ARPA Lazio, sulla base dell’inventario delle emissioni, oltre il 60% delle emissioni di PM10 della Capitale è riconducibile al traffico, mentre circa il 33% deriva dal riscaldamento. In poche parole, ridurre drasticamente la circolazione significa intervenire su una delle principali sorgenti di emissione presenti in città.
Questo, però, non significa automaticamente che il giorno della domenica ecologica tutte le centraline debbano registrare un crollo del PM10, perché le concentrazioni di inquinanti presenti nell’aria dipendono anche dal vento, dalla pioggia, dalla temperatura, dalla stabilità dell’atmosfera, dalle emissioni degli impianti di riscaldamento e dagli inquinanti già accumulati o trasportati da altre zone.
Per questo confrontare semplicemente il valore del PM10 di una domenica ecologica con quello del sabato precedente non sarebbe sufficiente per stabilire se il blocco ha funzionato.
La risposta di ARPA Lazio: utili, ma non sono la soluzione
È la stessa ARPA Lazio a mettere in guardia da una lettura eccessivamente ottimistica delle domeniche ecologiche e a spiegare che sarebbe sbagliato considerarle una soluzione del problema, sia nel breve sia nel lungo periodo.
Una domenica senza auto può ridurre sensibilmente le emissioni prodotte dal traffico durante le ore del blocco e diminuire soprattutto l’esposizione agli inquinanti nelle aree più trafficate. Ma una volta terminata la limitazione, la circolazione torna ai livelli abituali.
Cinque domeniche distribuite tra novembre e marzo rappresentano quindi una quota molto piccola dell’intero anno.
Possono però fungere da misura di contenimento, che contribuisce ad evitare di aggravare ulteriormente una situazione di inquinamento e che ha una funzione di sensibilizzazione dei cittadini verso comportamenti più sostenibili.
Intanto l’aria di Roma sta migliorando
Intanto a Roma l’aria sta migliorando. Secondo il rapporto ARPA Lazio sui dati 2021-2025, nel 2025 per la prima volta nessuna delle 13 centraline dell’agglomerato urbano ha superato il limite annuale previsto per il biossido di azoto, l’inquinante maggiormente legato al traffico veicolare. Anche le polveri sottili PM10 e PM2.5 si mantengono stabilmente al di sotto delle soglie previste dalla normativa.
Il miglioramento, però, non può essere attribuito alle sole domeniche ecologiche: Roma Capitale lo collega a un insieme più ampio di interventi, tra cui il progressivo rinnovamento del parco automobilistico e le misure adottate sugli impianti di riscaldamento, con una riduzione sia del periodo annuale di accensione sia delle ore giornaliere di funzionamento.
Resta inoltre un’altra questione: rispettare gli attuali limiti di legge non significa aver definitivamente risolto il problema della qualità dell’aria. La nuova normativa europea prevede infatti valori più severi dal 2030 e ARPA Lazio sottolinea che il loro rispetto richiederà ulteriori interventi di riduzione delle emissioni.
