In un contesto globale particolarmente complesso, caratterizzato da sfide impegnative e trasformazioni rapide, crisi e conflitti ricorrenti, che causano perdite di vite umane, distruzione e conseguenze economiche, quali sono i principali sentiment degli italiani? Il rapporto Flair Italia 2026 curato da Ipsos Doxa con il contributo di Luiss University Press ha provato a indagarli, raccogliendo e analizzando atteggiamenti, valori e opinioni dei cittadini rispetto al presente e al futuro. La parola chiave che emerge dal Rapporto è incertezza: uno stato d’animo sempre più diffuso che riguarda il 57% degli italiani.
Italiani sempre più pessimisti
Dall’invasione russa in Ucraina alla Striscia di Gaza, fino ai conflitti in Iran e in Libano, passando per il blitz militare americano in Venezuela, da oltre 4 anni lo scenario geopolitico mondiale è contrassegnato da una serie di guerre e criticità il cui impatto è inevitabile sull’opinione pubblica con implicazioni sul presente e sul futuro. A tale proposito, secondo il rapporto Flair Italia 2026, il tasso di pessimismo tra gli italiani è cresciuto di ben 15 punti percentuali negli ultimi mesi, passando dal 62% di dicembre 2025 al 77% di marzo 2026. Pessimismo che è strettamente connesso a due variabili in particolare.
Prima di tutto, l’aumento del costo della vita, segnalato dall’85% degli italiani, percentuale che solo tre mesi fa si attestava al 62%. In secondo luogo, la crisi economica che preoccupa il 59% dei cittadini (era il 40% a dicembre). Parallelamente, emerge la netta contrarietà nei confronti della guerra, specie con riferimento all’invasione russa in Ucraina e all’intervento di Israele in Libano che raccolgono la disapprovazione diffusa e generale dell’86% della popolazione.
Se, come detto, il livello di incertezza è in costante aumento ed oggi coinvolge oltre la metà degli italiani, ad esso si accompagnano emozioni come disgusto (in aumento del 13%) e rabbia (+10%). Di pari passo, diminuiscono sentimenti positivi, quali la serenità (-9%) o neutri come l’attesa (-11%). Il Report arriva a definire lo scenario attuale come la “società della stanchezza” con implicazioni trasversali in diversi ambiti della vita: dal lavoro alla famiglia fino alle relazioni intime.
Lavoro e famiglia: crescono alienazione e instabilità
Il mondo del lavoro è una delle dimensioni dove si manifesta maggiormente la fragilità sociale con diversi indicatori che delineano una tendenza verso un senso di alienazione. A tale proposito, il 40% degli italiani si dichiara emotivamente esausto a causa del proprio lavoro, il 35% percepisce una dissociazione tra attività lavorativa e vita personale, mentre il 39% dichiara un’eccessiva distanza tra la propria essenza personale e il lavoro svolto.
Non meno interessata da tensioni è la dimensione familiare dove i principali ostacoli alla genitorialità sono individuati nell’eccessivo costo della vita, indicato dal 91% e nella mancanza di stabilità lavorativa dall’89%. Per quanto riguarda le famiglie con figli, il costo per il loro mantenimento pesa tra il 40% e il 70% del bilancio mensile per circa un quinto dei nuclei familiari, mentre per oltre la metà il peso varia tra il 20% e il 40% del bilancio mensile.
Relazioni e paure: poco appagati e più timorosi
Dedicarsi agli affetti e alle relazioni personali può essere una sorta di rifugio specie nei momenti difficili della propria vita. Attualmente, però, gli italiani dimostrano una certa insicurezza anche nei legami più intimi: solo il 30% afferma di sentirsi veramente amato, il 38% dichiara di avere una bella intesa con il partner e appena il 23% dice di essere appagato dalla propria relazione sentimentale e sessuale.
Allo stesso modo, si registra un aumento generalizzato di insicurezza che si differenzia a seconda del genere. Se per gli uomini, infatti, la paura è maggiormente proiettata verso l’esterno, lo sconosciuto, con, ad esempio, preoccupazione per la violenza delle bande giovanili (40% del campione) e per la microcriminalità (32%), tra le donne prevalgono timori nei confronti del familiare, del vicino, con in cima la paura per la violenza di genere, indicata dal 63% delle donne, seguita da quella domestica (42%).