L’isola che non c’è (più): apparsa e poi scomparsa in un grande lago canadese. Cosa è successo?

Era stata avvistata nel lago Williston il 21 luglio, ma poi è scomparsa dai radar
2 Settembre 2026
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Innalzamento Livello Mare

Una zolla alberata di circa un ettaro si stacca dalla riva, naviga in mezzo al bacino idrico e poi sparisce dai radar per settimane, prima di riapparire a decine di chilometri di distanza. È accaduto in questi giorni sul lago Williston, il più grande bacino della Columbia Britannica (Canada), dove le immagini satellitari e le autorità della società di gestione, l’azienda elettrica governativa Bc Hydro, hanno documentato lo spostamento di un’autentica isola galleggiante coperta di conifere e arbusti.

Il mistero del lago Williston: cronaca di una scomparsa

Il fenomeno è iniziato a fine luglio 2026, quando alcuni diportisti hanno segnalato una massa di terra coperta da alberi che galleggiava a circa 100 chilometri a ovest della diga Wac Bennett. La prima verifica satellitare del 21 luglio ha confermato la presenza della zolla: una struttura di circa 70 per 140 metri, pari a quasi un ettaro di superficie, grande circa quanto due campi da calcio.

Nei primi giorni di agosto l’isola è improvvisamente scomparsa dalle rilevazioni orbitali, alimentando curiosità e diverse teorie sulla sua natura. A fine agosto, nuove immagini satellitari e sorvoli aerei hanno chiarito l’enigma: l’isola non era affondata, ma era andata alla deriva per circa 30 chilometri verso nord-ovest, fermandosi all’ingresso dell’Ospika Arm, dove il fiume Ospika sfocia nel bacino.

Come si è formata e perché galleggia

Nonostante la reazione sorpresa dei turisti e dei naviganti, la genesi dell’isola non ha nulla di paranormale, bensì dipende da una combinazione di fattori ecologici e idraulici:

– Accumulo decennale di legname e torba: lungo le insenature riparate del bacino, tronchi caduti, rami e sedimenti organici si sono compattati nel corso degli anni, formando uno spesso strato galleggiante simile a una torbiera;

– Crescita della vegetazione: su questo substrato ricco di sostanza organica e gas di decomposizione (come metano e anidride carbonica, che ne aumentano la spinta di galleggiamento), semi portati dal vento o dagli uccelli hanno attecchito, dando vita ad alberi e arbusti le cui radici hanno consolidato l’intera struttura;

– Il distacco: nel corso dell’estate 2026, a seguito di abbondanti nevicate invernali e costanti piogge estive, il livello dell’acqua del lago ha raggiunto picchi che non si toccavano dal 2012, costringendo Bc Hydro ad aprire gli scarichi della diga;

L’innalzamento repentino del livello idrico ha sollevato la massa di torba e radici, strappandola dalla riva e liberandola nello specchio d’acqua principale.

L’apparente scomparsa dai satelliti è stata determinata dalla deriva: spinta da correnti e venti, l’isola si è spostata all’interno di fiordi e insenature protette, confondendosi temporaneamente con la linea costiera prima di essere nuovamente localizzata. Bc Hydro ha ammesso che il sistema di monitoraggio delle rive non copre il lago nella sua interezza e che la sorveglianza satellitare non è costante.

Le caratteristiche idrografiche del lago Williston

Per comprendere come una massa di un ettaro possa spostarsi e “perdersi”, occorre considerare la scala monumentale del bacino, nato per generare energia idroelettrica.

Creato artificialmente nel 1968 con la costruzione della gigantesca diga Wac Bennett lungo il corso del fiume Peace, il lago Williston è il più grande corpo d’acqua dolce della Columbia Britannica e il settimo bacino idroelettrico al mondo per volume d’invaso, con una capacità che oscilla tra i 70 e i 74 miliardi di metri cubi.

La sua superficie si estende per oltre 1.760 chilometri quadrati e raggiunge una profondità media di 43 metri, con punte massime di 166 metri vicino allo sbarramento. A rendere il paesaggio particolarmente labirintico è il suo sviluppo costiero, lungo oltre 1.700 chilometri e articolato in tre grandi rami principali (Peace Reach, Finlay Reach e Parsnip Reach), dove forti escursioni stagionali del livello idrico favoriscono il distacco periodico di banchi organici perifocali.

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