Le terribili immagini della devastante inondazione lampo che ha travolto intere valli e spazzato via interi villaggi al confine tra il Nepal, che ha causato 335 morti e oltre 1500 dispersi – un bilancio destinato inevitabilmente ad aumentare -, stanno facendo il giro del mondo. E mentre i soccorritori lottano contro il tempo per salvare i sopravvissuti intrappolati nella colata di fanghi e detriti, si fanno le prime ipotesi di cosa possa aver causato la tragedia. Tra queste, gli esperti stanno valutando anche il ruolo del cambiamento climatico, e avvisano che potrebbero verificarsi altre alluvioni.
Ghiacciaio crollato
Le immagini satellitari del prima e del dopo condivise da Planet Labs mostrano il crollo di un ghiacciaio sui versanti settentrionali del picco Langtang Lirung, in Nepal. La valanga sarebbe collassata nel fiume Lhende Khola, sul versante tibetano, creando un’improvvisa ondata di piena che ieri ha investito rapidamente il fondovalle con un’enorme massa di ghiaccio, acqua, fango e rocce.
Dan Shugar, scienziato della Terra e professore associato all’Università di Calgary, ha scritto su LinkedIn che “la causa delle terribili inondazioni in Nepal è il crollo di un ripido ghiacciaio”. Nello specifico, dalle prime rilevazioni si è staccata “la parte inferiore di un ghiacciaio a circa 5.200 metri di altitudine”, precipitata a circa 1.200 metri più in basso”, precisa l’esperto.
“Nessun terremoto”
Ma perché questo ghiacciaio è crollato? Inizialmente si è parlato di un terremoto di grado 4.4 che avrebbe provocato il crollo della parte inferiore.
Ma lo US Geological Survey ha affermato che “non si è verificato alcun terremoto”: l’evento sismico era in realtà “un crollo glaciale e una colata detritica” che hanno provocato l’inondazione.
Gli esperti del Centro internazionale per lo sviluppo integrato delle zone montane, con sede in Nepal, sottolineano anche che i detriti nei fiumi, provocando ostruzioni, dighe naturali e deviazioni dei corsi d’acqua, possano causare una seconda alluvione.
Cosa c’entra il cambiamento climatico?
Sebbene le cause e le dinamiche siano ancora allo studio, secondo gli esperti il cambiamento climatico un ruolo l’ha giocato, perché creando condizioni che possono destabilizzare le rocce e i ghiacciai delle alte montagne va ad aumentare il rischio di inondazioni. Gli scienziati stanno valutando ad esempio il periodo di caldo precedente al distacco, che avrebbe sciolto il ghiaccio e favorito il crollo.
Lo scioglimento dei ghiacciai a causa del riscaldamento globale d’altronde è noto, anche in Italia. Nel 2023 le Nazioni Unite avvisavano che le montagne nepalesi avevano perso quasi un terzo del loro ghiaccio in poco più di 30 anni proprio per questo motivo.
Il punto è che l’aumento delle temperature scioglie i ghiacciai in acqua, può diminuire la stabilità del ghiaccio sui pendii, aumentare l’acqua di fusione e modificare i cicli gelo-disgelo e le precipitazioni. Come risultato, crolli e distacchi anche di grandi dimensioni sono più probabili.
In ogni caso, per quanto riguarda quello che è avvenuto in Nepal, gli esperti stanno ragionando in termini di ‘evento composto‘, che dipende dalla probabilità di più fattori di accadere, e che ha un impatto molto più potente di ogni fattore preso singolarmente. E tra questi fattori, il cambiamento climatico potrebbe aver giocato la sua parte.

